Una mostra importante al centro Arti Visive per l’estate pesarese: MATTEO NASINI. NEOLITHIC SUNSHINE

E’  stata inaugurata nelle splendide locations del Centro Arti Visive di Pesaro ed ex chiesa del Suffragio la mostra MATTEO NASINI. Neolithic Sunshine a cura di Marcello Smarelli. La mostra fa parte della programmazione della Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive di Pesaro, ed è la prima personale di Matteo Nasini in un’istituzione museale italiana, interamente concepita per questa occasione. Presenti all’inaugurazione l’assessore alla Bellezza, nonchè vice Sindaco Daniele Vimini, il presidente della Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive, Gloriana Gambini, l’artista Matteo Nasini e il curatore Marcello Smarelli. La mostra comprende numerose opere scultoree e installazioni sonore, caratterizzate da alcuni aspetti ricorrenti nella poetica dell’artista: il suono e le sue origini, l’impiego di pratiche manuali lente, la sperimentazione tecnologica. Il titolo della mostra è di effetto e fa venire in mente una visione cinematografica, divenuta un cult movie: l’inizio di 2001 Odissea nello Spazio di Kubrick. L’incontro e scontro fra civiltà lontane, che nell’allestimento della ex chiesa del Suffragio, trova una location perfetta. L’artista ha realizzato anche con l’ausilio di strumenti tecnologici, antichi e primordiali strumenti musicali, che emettono dei suoni ancestrali e profondi. Le forme di questi strumenti sono ritrovamenti di parti di animali divenute appunto strumenti musicali. L’installazione Neolithic Sunshine è un sound piece composto dall’artista ed eseguito da un ensemble di musicisti utilizzando le riproduzioni degli strumenti preistorici. Il brano prende ispirazione dalle più antiche pratiche musicali conosciute, dai riti stagionali e di fertilità, all’idea di suono creatore del mondo, fino alla trasformazione in parola, per elaborarle in una composizione polifonica dal carattere narrativo ed evocativo. Gli strumenti sono circondati da una struttura realizzata con fil di lana intitolata TENDA VESTIGIA. Si tratta di uno spazio simbolico, il recinto sacro greco, uno spazio spirituale di raccoglimento che accentua il carattere rituale dell’intera installazione, rafforzando i concetti di sfasatura  temporale,stratificazione storica e centralità della componente manuale.

Nel Loggiato della Pescheria, vi è un’altra installazione di Nasini, RUOTA, un grande anello in ceramica che ricorda le forme archetipiche dell’architettura preistorica e i primi utensili creati dall’uomo. Infine a fare da sfondo ai vari episodi espositivi, si trova PRINCIPIO SELVATICO,un arazzo di grandi dimensioni ricamato a mano : una veduta, uno spiraglio, un passaggio primitivo. Una mostra interessante e innovativa in cui Massimo Nasini celebra la genesi di una primordialità feconda. la connessione con il tempo presente e la propensione verso il progresso tecnologico.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 7 ottobre 2018
PAOLO MONTANARI

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