Un grande concerto pianistico di Michele Campanella a Rocca Costanza

PESARO – Un concerto memorabile quello che il grande pianista napoletano Michele Campanella ha tenuto a Rocca Costanza, nel primo concerto della rassegna INTERLUDIO 2018 organizzato dall’Ente Concerti di Pesaro con il patrocinio del Comune di Pesaro e Fondazione Cassa Risparmio di Pesaro. Michele Campanella è uno dei più grandi pianisti italiani e fra i più rilevanti a livello internazionale. Il suo rapporto con Pesaro, è di lunga data e nella passata edizione dell’Ente Concerti ha tenuto un bel concerto in duo con la moglie al teatro Rossini. Ma chiediamo allo stesso maestro Campanella di parlare di sè.

“Sono napoletano di spirito, di famiglia, di scuola. Tendo al pessimismo ma mi salva l’autoironia. Già a cinque anni cercavo la Musica, improvvisavo da autodidatta, poi ebbi la fortuna di incontrare un grande maestro. Concluso il liceo classico, ho incominciato a fare sul serio; ho partecipato a un solo concorso pianistico internazionale e l’ho vinto. Per cinquant’anni ho cercato il Suono e ancora sono per strada. Ho molti autori preferiti eppure mi definiscono specialista di Franz Liszt. Un etichetta che mi sta un pò stretta anche se stimo il grande compositore boemo”.

-Se volesse citare una massima di vita da trasmettere ai giovani musicisti,quale potrebbe essere?

“Quello che si può fare è camminare diritto in tutta semplicità senza tanto spiegare agli altri il come e il perché….” Nella mia vita ho incontrato persone meravigliose, non necessariamente musicisti. Sono orgoglioso di essere italiano e insegno pianoforte da quando avevo 37 anni. Preferisco essere chiamato musicista e non pianista.”

-Che cosa più gradisce Michele Campanella, oltre agli affetti famigliari?

“La cosa più bella che possa capitarmi è incontrare persone che ricordano un mio concerto di 40 anni fa. Vuol dire che sono rimaste delle emozioni. Non intendo chiusa la mia attività pianistica . Credo che il meglio debba ancora arrivare. Ho dovuto arrendermi al computer, ma non possiedo un tablet”.

IL CONCERTO

Un programma di grande qualità con composizioni di Franz Liszt nella prima parte: Années Pèlerinage. Deuxième Année: Italie. Sposalizio, il Penseroso, Canzonetta del Salvator Rosa, Sonetto 47 del Petrarca, Sonetto 104 del Petrarca, Sonetto 123 del Petrarca e Apres une lecture de Dante (Fantasia quasi Sonata. Composto tra il 1837 e il 1849 e pubblicato una decina di anni dopo il secondo libro di Années Pèlerinage, rievoca i ricordi di viaggio di Liszt con Marie D’Agoult, compagna della giovinezza. Il pensiero di Liszt è proiettato verso la letterature e le arti figiurative, ed esprime le suggestioni che suscitano le opere dei più grandi artisti italiani. Sposalizio si rifà al quadro di Raffaello Lo sposalizio della Vergine. La visione sacrale del pittore e le perfette simmetrie trovano una rispondenza nella razionalità ed essenzialità lirica formale. Il Pensieroso prende spunto dalla statua di Michelangelo sula tomba di Giuliano de’ Medici, nella chiesa di San Lorenzo in Firenze. La Canzonetta è la trascrizione di un canto popolare in forma di marcia su poesia di Salvator Rosa. I Sonetti del Petrarca raggiungono una intensità e una ricchezza espressiva che li pone ai vertici della letteratura romantica per pianoforte. Après une lecture de Dante è il brano più elaborato. In un solo movimento di carattere improvvisativo, si procede fra elementi di forma sonata e di struttura ciclica ed anticipa la poderosa sonata in si minore. Michele Campanella eseguito i brani lisztiani in maniera perfetta, evidenziando i passaggi dei toni più accentuati, con i toni più bassi, con coloriture e virtuosismi che caratterizzano la musica di Liszt.

La seconda parte del concerto è stata dedicata ai Quadri di una esposizione di Modest Mousorgskij (1839-1881), una composizione di scuola russa di un contemporaneo di Liszt. Scritti nel 1874 i Quadri traggono ispirazione da una esposizione di disegni e acquerelli in memoria di Viktor Hartmann, architetto amico di Musorgskij: “I suoni e le idee sono sospesi nell’aria, come fa il compositore, ed io ho appena il tempo per buttarli sulla carta”. Dunque una composizione musicale che ancora è influenzata dall’arte visiva: dalle immagini di fantastici archetipi: scene popolari,universi infantili,ossessioni della morte, omaggi alla grandezza epica dell’antica Russia. Michele Campanella ha dato una interpretazione di rara bellezza delle singole scene o quadri musicali. La Promenade con uno stile un pò rustico, ma anche radioso e marziale, collega le fantastiche evocazioni musicali. Nello stesso periodo dell’uscita dei Quadri di una esposizione, escono le vicende espositive dell’opera più complessa e lunga di Mousorgskij, il Boris Godunov, pietra miliare della letteratura lirica russa, ma poco apprezzata dalla critica del tempo, perché priva di conformismo teatrale. In realtà rifletteva l’immagine del popolo oppresso e sfruttato, vittima degli intrighi e delle lotte dei potenti, elevato però a protagonista nella espressione corale vibrante e coinvolgente. I Quadri di una esposizione al contrario furono destinati ad una particolare fortuna per la ricchezza ritmica e per la novità dei timbri, e Ravel ne fece una magistrale versione orchestrale.

PAOLO MONTANARI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...