Chiusura negozi di cannabis ‘light’. San Patrignano sta con il Questore di Macerata

Piena solidarietà da parte della comunità San Patrignano al Questore Antonio Pignataro di Macerata, unico in Italia, che fatto valere il divieto di vendere prodotti ad uso ricreativo e che contengono il principio attivo della marijuana (ci rifiutiamo di chiamarla cannabis light).

Siamo davvero stanchi di assistere alla crescita della lobby dei legalizzatori che, giorno dopo giorno, insinuandosi nelle falle della legge italiana, pone le basi per la vendita  della marijuana ad uso ricreativo. Siamo stanchi perché noi a San Patrignano recuperiamo da 40 anni le persone che cadono nelle dipendenze. Perché di dipendenze si muore e l’Italia è al terzo posto nella classifica dell’uso di sostanze in Europa. Tutto questo ha un costo sociale altissimo.

Il Questore ha giustamente applicato le osservazioni del Consiglio Superiore di Sanità. La cannabis è cannabis a tutti gli effetti, a prescindere dalla percentuale di principio attivo. Ai fini del sequestro, inoltre, non è stato decisivo il valore del principio attivo. Il possesso della sostanza giustifica infatti, da solo,  la segnalazione alla Prefettura.

Siamo certi, conoscendo la sensibilità del Ministro con delega alle droghe Lorenzo Fontana, che saprà prendersi l’impegno di intervenire a riguardo ponendo fine alla confusione generalizzata alla quale stiamo assistendo in questi mesi.

Assistiamo sempre più ad una normalizzazione dello sballo, con negozi che vendono sostanze mascherandole da profumatori d’ambiente o piante ornamentali, quando è chiaro che gli acquirenti di quei sali o di quelle piante ne faranno ben altro uso. A Padova addirittura sono arrivati a creare dispenser di cannabis light, dove vendono fiori secchi di cannabis senza farsi alcun problema. Fingono che non sia un primo passo per la legalizzazione ma, intanto, ecco che la lobby esulta per l’ingresso a Wall Street del primo produttore di cannabis, gesto più che evidente che il mercato della cannabis da tempo si prepara al suo sdoganamento.

Noi a San Patrignano ci troviamo di anno in anno ad accogliere sempre più giovani, oltre 500 nel 2017, gran parte dei quali attraverso la cannabis ha il primo contatto con le sostanze. Di questi, ben  33 i ragazzi minorenni entrati in comunità, con continue richieste dei tribunali per minori e dei servizi sociali che, purtroppo non riusciamo a soddisfare. 10 i giovanissimi entrati in comunità unicamente  per utilizzo di cannabis, alla faccia di chi cerca di far credere che si tratta di una sostanza innocua.

Per questo San Patrignano sta con il Questore di Macerata che ha agito con responsabilità, non solo dal punto di vista personale, ma anche sociale. Macerata infatti ha vissuto recentemente il dramma della vicenda di Pamela Mastropietro, morta per comprarsi una dose di eroina in circostanze raccapriccianti. Chi conosce la fragilità e la vive sulla sua pelle, non può sbagliarsi nell’agire a tutela dei più deboli. Proprio come succede a San Patrignano.

I 50mila studenti che incontriamo ogni anno con il nostro progetto di prevenzione WeFree chiedono di essere ascoltati, compresi e tenuti in considerazione e non presi in giri con una vecchia e stantìa idea di legalizzazione che servirà solo a far ingrossare il portafoglio di aziende pronte a sfruttare questo business.

Antonio Tinelli – Presidente Comunità San Patrignano

 

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