2018 Le celebrazioni della Grande Guerra e le sue stranezze in un libro di Bruno Longanesi

Il cugino del famoso Leo Longanesi, editore, scrittore e pittore, Bruno Longanesi, è l’autore di un saggio originale e importante anche da un punto di vista storiografico, INVIDIAVAN LE FARFALLE – Le stranezze della Grande Guerra 1914-1918 (collana I salici di Montedit). Autore di numerosi saggi e libri di narrativa, Bruno Longanesi si è interessato nel suo lungo iter letterario al team della guerra: Nel 2013 ha, infatti, pubblicato il romanzo “AMORE NELLA BUFERA”, ambientato nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e nel 2015 ha pubblicato “CENT’ANNI DOPO”, 19 racconti sulla Prima Guerra Mondiale. Un tema che ora ha voluto riprendere con INVIDIAVAN LE FARFALLE. In questo libro, Bruno Longanesi focalizza il suo sguardo sempre attento e acuto, sulle vicende relative alla Prima Guerra Mondiale, ma il processo di indagine viene condotto in modo originale, le stranezze scrive l’autore nel titolo del libro, ponendosi da osservatore, dietro le quinte di quel tragico palcoscenico che fu il primo conflitto mondiale. Longanesi, che ha la giusta ironia e originalità trasmessagli dal famoso cugino, sottolinea ripetutamente il concetto della “guerra vittoriosa degli umili eroi”, dei “semplici soldati” che hanno versato sangue e lacrime nelle trincee, di coloro che possono definirsi i “dimenticati” e che spesso hanno pagato con la vita. Un modo insolito, partendo dalla stessa narrazione, di riflettere sulla Prima guerra mondiale, e che vuole accompagnare il lettore negli eventi e negli ambienti di quel periodo fino alla terribile linea di trincea, dove la realtà del soldato era cosa ben diversa dalle enfatiche retoriche politiche e dalla comoda vita che conducevano i famosi imboscati. L’Autore vuole tenere sempre alta l’attenzione del lettore sulla Prima Guerra Mondiale, ma nello stesso tempo vuole far conoscere le vicende come venivano percepite dal semplice soldato: riportare fedelmente momenti quotidiani della vita militare e della dura vita in trincea; di alleviare la tragicità di quel periodo con aneddoti che riescono a regalare un sorriso e di portare alla luce notizie ed avvenimenti praticamente sconosciuti, grazie ad un proficuo lavoro negli archivi storici. Il libro di Longanesi non è il classico libro di storia e non segue la fedele cronologia degli eventi politici e bellici, ma racconta, in modo semplice, il periodo della Prima Guerra mondiale, che per Longanesi fu una guerra di popolo, vista attraverso gli occhi degli uomini semplici, e riesce a far dimenticare la retorica e le falsità dei famosi bollettini di guerra e ai giornali di partito che pensavano solo alla propaganda. Una narrazione di Bruno Longanesi semplice e chiara, che evidenzia gli avvenimenti quotidiani che potrebbero sembrare marginali, ma che in realtà non lo sono e soprattutto evidenzia, come fece Ungaretti con la sua poesia SAN MARTINO, la figura del soldato con tutte le sue frustrazioni, paure, passioni, ansie e ricordi familiari. Poi i luoghi di quel 1915 dove si è svolta la guerra, il convoglio ferroviario. Una guerra lampo che fu un ideale disatteso; ma invece una guerra di massa e di sterminio, vissuta nelle trincee dei soldati, le loro case: tra le più famose: la Trincea degli Ubriaconi, la Trincea Conte Rosso e Busazza. Il territorio fra le due trincee fu chiamato il Calvario. Un viaggio e non un libro di storia, quello che ha scritto Bruno Longanesi: ” Io vi accompagno sui luoghi della Prima Guerra Mondiale, vi narrerò certi particolari che riguardano quel periodo; voi osservate come si sono svolti i fatti e se volete qualche spiegazione, ponetemi delle domande”.

PAOLO MONTANARI

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