Le vie per l’efficienza energetica. Intervista al presidente di Legambiente di Pesaro e Urbino Enzo Frulla

Dal 1 Luglio 2018, vi è stato un consistente aumento del canone dell’elettricità, e questo è un dato negativo non solo per le tasche degli italiani ma soprattutto per una società che vive in un sistema sempre meno sostenibile.

 

-Che ne pensa il presidente di Legambiente Enzo Frulla?

 

“Vi è uno studio condotto da Legambiente e AzzeroCo2, che evidenzia quelle soluzioni che da tempo noi poniamo alla base di tutela energetica per una pubblica illuminazione efficiente, servizi smart city e smart metering per Comuni più sostenibili. L’attuale scenario è caratterizzato dalla crisi economica e climatica e questa impone l’efficienza energetica come risposta a disposizione dei territori per introdurre innovazione e buona amministrazione. Oggi vi è un patto dei sindaci, per i comuni italiani, per l’avanzamento nelle azioni di riduzione dei gas serra e che impegna i comuni a superare gli obiettivi della politica energetica comunitaria in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Il patto dei Sindaci ha come obiettivo, nel 2030, di ridurre il 40% delle emissioni di gas serra e di adottare un approccio congiunto all’integrazione di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. I comuni che hanno aderito al patto hanno due anni per redigere il Piano, con l’introduzione di specifici programmi ed azioni, che vanno dalle opere di risparmio energetico sulle strutture pubbliche e nel territorio, coinvolgendo il settore privato e terziario, alla revisione degli strumenti di pianificazione in chiave sostenibile, al miglioramento dei servizi ad alta intensità energetica come il trasporto pubblico e l’illuminazione pubblica”.

 

-La Pubblica Amministrazione è in primis il maggior consumatore di energia?

 

“Il trasporto pubblico e l’illuminazione pubblica, in particolar modo, rappresentano una voce rilevante delle spese elettriche nazionali delle Pubbliche Amministrazioni su cui si può facilmente intervenire. Infatti, è rappresentata dal 90% dei lampioni e per il 10% dai semafori, che possono esser resi più efficienti e che portano a margini di risparmio energetico ed economico”.

 

-Presidente Frulla ci può fornire altri dati?

 

“In Italia il costo dell’illuminazione pubblica si aggira sul miliardo di euro l’anno, fra il 15 e il 25% del totale delle spese energetiche di un Ente locale e può raggiungere il 50% di quelle elettriche. Queste cifre possono essere sensibilmente abbassate, adottando tecnologie  a risparmio energetico o installando dei sistemi di controllo del flusso luminoso. Si può arrivare anche ad un risparmio energetico del 30%. Se si aggiunge un piano di riqualificazione energetica e l’uso di altre tecnologie, i risparmi diventano molto interessanti. Inoltre, non è da sottovalutare l’importanza di una corretta gestione dei contratti di fornitura e la verifica delle condizioni di vendita”-

 

-Allora a che cosa un amministratore oculato deve stare attento?

 

“Vi sono diverse anomalie, ma le principali riguardano l’errata configurazione o installazione dei sistemi di temporizzazione (crepuscolari e orologi), condizione di mantenimento, taratura e tolleranza implicita della soluzione tecnologica dei sistemi di temporizzazione, fattori di inquinamento (polveri e smog), problematiche che periodicamente sono molto evidenti anche nel comune di Pesaro e lampade obsolete”.

 

-Ma con il PRIC (Piano regolatore per l’illuminazione comunale) non si sono risolte certe anomalie?

 

“Certo ma va applicato in maniera corretta ed attenta. Il Pric è uno strumento urbanistico in grado di evidenziare le principali soluzioni che permettono di razionalizzare l’illuminazione sul territorio e di conseguire risultati in termini di risparmio energetico e manutentivo, favorendo il rientro dei costi di investimento nel minor tempo possibile. Elaborare il Piano regolatore dell’illuminazione comunale è lo strumento per pianificare gli interventi da effettuare nelle diverse aree e progettare l’illuminotecnica preliminare per l’attuazione degli interventi”.

 

A cura di PAOLO MONTANARI

 

 

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