Deficit democratici e ruolo dei sindaci

Dalla politica della forma partito alla politica sui social, è il titolo dell’incontro pubblico che si è tenuto nella Sala Rossa del Comune di Pesaro, organizzato dall’Associazione Viatico, associazione Criticamente e il Comune di Pesaro. Relatori il professor Gianfranco Pasquino politologo e autore del libro DEFICIT DEMOCRATICI, e  il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, autore del libro PRIMO CITTADINO. Ha moderato Gioacchino Guastamacchia dell’Associazione Viatico e Criticamente. L’incontro è stato presentato da Maria Rosa Conti dell’Associazione Viatico e ha visto la presenza di due personaggi che spesso sono ospiti nei talk show, limitati però dai tempi televisivi. Ricci e Pasquino due modi di vedere differenti delle politica. Pasquino si rifà ai classici, Ricci è un giovane politico, che in questi anni si è fatto una grande esperienza. Per Pasquino il punto di partenza è la democrazia reale e la democrazia ideale. Si vive, per Pasquino, in assenza di una democrazia parlamentare e la buona rappresentanza consente la governabilità. Attualmente la politica è avviluppata con contraddizioni e incongruenze, mentre occorrerebbe la semplicità. Il libro di Pasquino è classico con agganci all’attualità potenti e tiene insieme termini storici. Il libro di Matteo Ricci è molto calibrato con notevoli risvolti sociali. “Quest’anno, ha sottolineato il sindaco di Pesaro, oltre ad essere l’anno rossiniano coincide con i 25 anni della legge elettorale per l’elezione diretta dei sindaci. Il mio libro, ha proseguito Ricci, ha come filo conduttore un bambino. Perchè i sindaci sono famosi fra i bambini e il sindaco è l’interlocutore del cittadino. Attualmente a livello nazionale il rapporto cittadino-sindaco è di 5 anni e di conseguenza vi è una continuità di governo. Lo scopo della politica è la capacità di cambiare le cose, una risposta popolare ai populismo e sentire respirare la città. In questo momento il governo è costituito da forze politiche populiste che hanno bisogno del conflitto. Invece, dobbiamo essere popolari, nel quieto vivere fra forze di maggioranza e minoranza per la coesione della città. Io sono considerato un sindaco d’attacco per come gestisco i Rom nomadi. Ma la mia posizione politica non è conflittuale, vuole solo in una situazione difficile, trovare spiragli per l’integrazione. Noi abbattiamo le abitazioni abusive ma non riteniamo i Rom sottospecie umana dove si sviluppa l’odio e il razzismo. Poi la difesa del referendum e la situazione della sinistra italiana che come quella europea si trova in difficoltà”. Per Pasquino contrario al referendum e, dunque, vincitore per il risultato, il problema della crisi investe di più la sinistra italiana e quella forma di associazionismo che è negativo. Le corporazioni, come la magistratura, i giornalisti e i professori universitari, rispondono seriamente al codice deontologico? Oggi la mafia e l’ndrangheta non hanno più bisogno di uccidere, perchè si inseriscono nel sistema e nel consenso. Per Ricci, con posizioni anche diametralmente opposte a quelle del professor Pasquino, la politica del consenso a Renzi e poi la voglia di cambiamento nella società, nella struttura riformista ha portato a questo nuovo governo. “Oggi, ha sottolineato Ricci, viviamo una situazione autoritaria che non è contrastata dagli intellettuali e giornalisti. Ecco perchè occorre recuperare il valore della gavetta e dei valori sociali, morali nella Politica”.

 

PAOLO MONTANARI

FOTO STEFANO DONINI

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