Docfest 2018, dal tema dell’immigrazione a Caporetto. La storia di oggi e di ieri

Il Docfest 2018 diretto da Luca Zingaretti entra nel vivo, con il tema dell’immigrazione, con due conferenze inchieste: la prima dal titolo L’IMPORTANZA DI NON CHIAMARSI MERED: il più clamoroso scambio di perrsona degli ultimi 30 anni, raccontato dal giornalista italiano Lorenzo Tondo, redattore del quotidiano brittanico The Guardiano, intervistato da Simona Bolognesi e con la partecipazine di Sara Paci, direttore artistico di Big award, che ha premiato il film documentario Hunting the general di Alì Fegan, Lorenzo Tondo e Hans Peterson Hammer, sulla vicenda Mered.

Il 24 maggio 2016, la polizia italiana arresta a Khartoum un eritreo ritenuto il più pericoloso trafficante di uomini in Africa. Si chiama Mered, soprannominato il Generale, ed è accusato di aver trasferito in un solo anno in Europa 14.000 migranti. Qualcosa però deve essere andato storto. L’uomo estradato dal Sudan a Roma, non sembra essere lui. Un’inchiesta lunga due anni, passando da 5 paesi e 2 continenti, ci svela il mistero dietro il più clamoroso scambio di persona degli ultimi 30 anni. Tondo insieme ad una equipe televisiva è sulle traccie del vero Generale, ancora oggi a piede libero, mentre un innocente è in carcere a Palermo da due anni e rischia una condanna di 15 anni. Ma quel che è più grave che questo caso è ignorato dalla stampa italiana ed è più conosciuto all’estero, non è solo un errore giudiziario ma rappresenta il fallimento di un’intera strategia costata milioni di euro. Il film del 2018 durata 54′ si svolge in un’aula di tribunale di Palermo, dove un giovane eritreo attende l’ingresso della giuria popolare. Si chiama Medhanie ed è la 23esima volta che deve assistere al suo processo. La polizia sudanese lo ha arrestato in un bar di El Diem a Khartum. Verrà incappucciato e preso a calci e spedito con un aereo a Roma. Il giorno dopo, in una affollata conferenza stampa, i procuratori di Palermo annunceranno orgogliosi di aver catturato uno dei trafficanti di uominI più pericolosi al mondo. Mered un 35enne eritreo che si fa chiamare il Generale. Poco dopo quella conferenza stampa iniziano a circolare le testimonianze di numerosi rifugiati: sono tutti eritrei, vittime giunte in Europa sui barconi della morte del “vero Mered”. Il giovane arrestato non è Mered, è un povero pastore che mungeva vacche in Sudan in attesa di raggiungere l’Europa. Un errore che ormai ha delle prove incofutabili partendo dallo stesso Dna, ma la giustizia italiana sembra irremovibile sul suo verdetto. E il vero Mered dov’è? Sicuramente vive da straricco, pensate che ogni immigrato versa dai 1500 ai 3000 euro al trafficante, e indisturbato..

Il dibatitto inchesta si è svolto fra il giornalista Giuseppe Cesaro e uno dei principali giornalisti d’inchiesta italiani Riccardo Iacona che, con le sue incheste Rai, cerca sempre la verità di fronte a migliaia di interrogativi e scandali. Titolo del dibattito AIUTIAMOLI A CASA LORO. Dietro questa frase che è la soluzione ottimale per tanti schieramenti politici, vi sono tanti interrogativi: Giusto o sbagliato? Possibile difficile o impossibile? Quanto ci costa davvero la gestione del fenomeno migratorio? Che fine fanno i fondi per la Cooperazione allo sviluppo? Iacona riprendendo una puntata di PRESADIRETTA, ha risposto a questi interrogativi, in un confronto aperto, documentato e senza reticenze su uno dei temi di maggiore attualità e impatto sociale per il nostro Paese. E la conclusione di Iacona è che è sbagliato impedire alle ONG di arrivare ai porti italiani, perchè la situazione sarà risolta in maniera cruenta dalle imbarcazioni libiche.

Il tema delle carceri è stato presentato con il documentario CRAZY FOR FOOTBALL, che Vincenzo Cantatore e Santo Rullo hanno presentato al numeroso pubblico presente in Piazza del Popolo. Il documentario di Volfango De Biasi e Francesco Trento racconta la storia di 12 pazienti psichiatrici, uno psichiatra come direttore sportivo e un pugile ex campione del mondo come preparatore atletico sono i protagonisti di questo divertente pop documentario, con sfondi di solitudine e di amarezza. E’ un documentario sulla Terapia con il pallone, in cui le strie dei ragazzi, la lotta contro l’emarginazione sociale e il lavoro degli psichiatri, sono stati raccontati attraverso il tentativo della squadra italiana di vincere la coppa del mondo di calcio contro i rivali giapponesi. Il calcio come terapia che si contrappone al calcio miilardario.

Il tema della PRIMA GUERRA MONDIALE. LA BATTAGLIA DI CAPORETTO, è il terzo filone affrontato dal Docfest 2018. E chi meglio di uno storico come Alessandro Barbero è in grado di spiegare quei drammatici eventi? Introdotto dal giornalista Giovanni Lani, Barbero ha evidenziato che nella Prima Guerra Mondiale l’Italia ha compiuto un osforzo organizzativo, industriale e umano sbalorditivo per un Paese così debole. Nel mondo, però, ci si ricorda solo della disfatta di Caporetto. E’ sbagliato storicamente ma Caporetto fa emergere l’altra faccia di quel Paese sospeso fra modernità e arretratezza, l’inefficienza, la retorica, l’irresponsabilità della classe dirigente, un peso da cui l’Italia non è mai riuscita a liberarsi.

E con LE PAROLE DEGLI EROI, Luca Zingaretti, Silvia Siravo e Massimo Reale, continuano a dibattere sul significato di guerra a cento anni dalla vittoria italian nella Prima Guerra Mondiale. Con LE PAROLE DEGLI EROI di Massimo Reale si è di fronte ad un progetto teatrale e documentaristico e che intende ricordare la straordinaria e tragica impresa che i nostri compatrioti seppero compiere. La lettura teatrale, con Zingaretti e la Siravo in primis per le ottime interpretazioni, è il risultato di un lungo lavoro di ricerca tra gli opuscoli commemorativi dedicati ai caduti e le lettere che gli uomini al fronte scambiavano con le mogli, le madri e le fidanzate. Anche Massimo Reale da’ un grande apporto interpetativo accanto al vibrante Zingaretti. Il progetto vuole essere una narrazione che nasce ” dal di dentro” e che è corredata dall’impiego delle iìmmagini fotografiche e filmiche del conflitto mondiale messo a disposizione dall’Esercito italiano. Ricordi e ammonimenti che non potevano concludere questa serata dedicata alla guerra, se non con un film dedicato a PERTINI, IL COMBATTENTE, regia di Graziano Dianae Giancarlo De Cataldo e presentato da Gloria Giorgianni e Graziano Diana. Sandro Pertini attivista, detenuto, partigiano, politico integerrimo e, infine, Presidente della Repubblica. Il film documetario bellissimo ripercorre la vita di Pertini attraverso i racconti di testimoni illustri come Giorgio Napolitano, Emma Bonino, Gad Lerner, Paolo Mieli, Domenico De Masi e Gherardo Colombo ma anche di altri personaggi come Antonello Venditti e Dino Zoff. Un inedito mosaico di opinioni e racconti accompagnato dalle canzoni dedicate al Presidente della Repubblica da artisti italiani di generi ed epoche diverse. Un personaggio che attraverso un documentario pop attraversa due guerre mondiali il fascismo e l’antifascismo, il boom, il terrorismo e le nuove speranze economiche e sociali della prima metà degli anni ’80.

PAOLO MONTANARI

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