Dopo il messaggio di Papa Francesco, anche l’intervento del vescovo di Fano Mons. Armando Trasarti sugli oratori

“Cari giovani pesaresi mettetevi sempre in cammino alla ricerca del progetto che Dio ha su ciascuno”, è questa la frase più significativa pronunciata da papa Francesco nel suo messaggio inviato ai circa 5000 ragazzi presenti all’Adriatic Arena per la festa del decennale degli Oratori di Pesaro, alla presenza dell’Arcivescovo Metropolita e Presidente della Cei Marchigiana, mons Piero Coccia e di don Giuseppe Fabbrini, direttore dell’Ufficio Pastorale degli Oratori pesaresi. Amate il vostro Oratorio!, ha esortato papa Francesco, che ha non solo un valore religioso di annuncio della parola di Dio ma anche educativo. Nella lettera inviata a mons.Coccia, papa Francesco evidenzia, infatti, come gli oratori sono una palestra di vita cristiana, occasione di comunione fraterna,scuola di servizio al prossimo, specialmente ai più disagiati e bisognosi, che attendono concreti gesti di solidarietà. “Non siate giovani sul divano, non chiudetevi in voi stessi, non cercate situazioni comode, non lasciatevi paralizzare dalle difficoltà, ma mettetevi sempre in cammino, in movimento alla ricerca del progetto di Dio”.

Anche il vescovo di Fano, mons.Armando Trasarti, ha svolto una riflessione sugli oratori, definendoli, da una frase di papa Francesco, così: “l’oratorio, come dice la parola, è un luogo dove si prega, ma anche dove si sta insieme nella gioia della fede”. L’occasione dell’intervento di DON ARMANDO sono alcune interessanti iniziaitive: l’oratorio estivo parrocchiale “il Campetto” di Cagli che, fino al 27 Luglio, tutte le mattine, porta i bambini della scuola primaria dentro “Le mille e una fiaba” e l’oratorio di Orciano che proprio oggi, 29 giugno propone il Grest Gulliver al quale si sono iscritti 70 bambini della scuola primaria e scondaria di primo grado animati da 30 giovani educatori.

-Ma che cos’è l’oratorio per mons Armando Trasarti?

“Il carattere provvidenziale di un oratorio giovanile, per le sue finalità, per l’interesse, con cui interpreta e cura i bisogni della gioventù; per lo zelo amoroso che persone, mosse da senso apostolico e da esperienza pedagogica, si prodigano; per la funzione complementare ed indispensabile che esso esercita rispetto a quella della scuola e della famiglia. Vorrei che molti ragazzi lo frequentassero e si moltiplicasse in ogni parrocchia. Ed occorrerebbe che in ogni parrocchia perlomeno vi fossero spazio e locali e strutture per attrarre, assistere, educare la gioventù”.

-Oggi i giovani spesso vivono isolati, in contesti anche poco educativi e privi di valori morali…..

“Bisogna recuperare l’amore. Una delle manifestazioni primarie dell’amore per lo sviluppo dell’uomo crescente è il farlo giocare; il giovane chiede di esercitare le sue forze nella serena e febbrile gioia del gioco; il gioco, che spesso per il mondo degli adulti, è attività vana, perché prescinde da scopi utilitari, è una palestra in cui il giovane prende coscienza di sé e conoscenza del mondo circostante. Un ragazzo o un giovane che non è cresciuto con il gioco, non potrà essere un adulto equilibrato. Il gioco è inteso come pedagogia dello sviluppo equilibrato del giovane è un coefficiente indispensabile. Ma accanto al gioco vi è lo studio, la fede e vita religiosa, frammista ad iniziazione sociale”.

PAOLO MONTANARI

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