Fondazione Cultura, Vimini fa il punto

L’ass.re alla cultura interviene sul tema della Fondazione e ringrazia Prefettura e quanti si sono spesi fino ad oggi

 

Nel corso di questo mandato amministrativo, come da programma elettorale, abbiamo fortemente scommesso sulla creazione, partendo dall’Ente Olivieri più antica e prestigiosa istituzione della città, di una fondazione che superasse le debolezze, soprattutto economiche, di quelle esistenti in città. Questa idea nasceva dalla volontà di raccogliere la sfida di nuovi percorsi di valorizzazione del patrimonio cittadino, che arrivasse ad abbracciare anche le grosse potenzialità date dal successo dello spettacolo dal vivo nella nostra città o, ad esempio, a mettere maggiormente a sistema eccellenze come la Biblioteca Oliveriana e la San Giovanni, a pochi passi tra loro, assolutamente complementari nell’offerta, ma senza alcun tipo di rapporto fino ad allora.

Il tutto in un quadro di risorse generali calanti, dovuto non già al disimpegno dell’amministrazione comunale che anzi ha negli anni aumentato i propri stanziamenti, ma ad un mutato scenario che vedeva l’impossibilità per ragioni diverse, di Provincia e Cassa di Risparmio a contribuire come in precedenza alle esigenze della cultura in generale e dell’Ente Olivieri in particolare, creando per effetto un carico generalmente non sostenibile per il Comune di Pesaro, a meno di sostanziali riforme.

Questa volontà, espressa dall’amministrazione, condivisa dai soci dell’Ente Olivieri e votata dal Consiglio Comunale della città, ha riscontrato nel suo realizzarsi diverse resistenze, legittime ancorchè non decisive, da parte di diversi ambienti della città, non ultime quelle del Consiglio d’amministrazione dell’Ente.

Questo clima ha indotto il Prefetto di allora ad una richiesta di parere al Ministero dell’Interno, poi approdato al Consiglio di Stato, sulla legittimità di tutto il percorso, a partire soprattutto dalla modifica dello statuto dell’ente del 2005 che si autoriformava sostanzialmente in Fondazione di Partecipazione.

Azione sul cui merito non è mio compito entrare, ma che che nei fatti ha fortemente raffreddato quella che era l’attesa per uno strumento utile e necessario a nostro avviso per consentire di passare da una virtuosa sopravvivenza ad una fase di rilancio dell’Ente, da individuarsi ad esempio la destinazione delle minori spese provenienti dal graduale percorso di chiusura di Pesaro Studi.

Ora, siamo molto lieti della conferma da parte del Consiglio di Stato, recentemente pervenuta, della bontà, della legittimità e non ultimo della necessità della azione riformatrice intrapresa dall’Ente e sostenuta dal Comune di Pesaro assieme ai soci.

Tuttavia la politica è bene che viva anche di regole non scritte e il senso di responsabilità deve essere speso anche nel compiere le scelte nei tempi giusti, funzionali al bene comune, e non alla semplice affermazione di una ragione.

Una riforma che aveva senso allineata ad una consiliatura agli esordi, o anche nella maturità del metà mandato, per spenderne al meglio le opportunità, perde di senso a meno di un anno dalle elezioni, che per quanto riguarda le strategie dell’amministrazione vedranno confrontarsi, come auspico, anche diverse visioni rispetto alla gestione delle politiche culturali in città.

Inoltre la ripresa dell’attività della Fondazione Pescheria consente già all’amministrazione di svolgere alcuni degli obiettivi strategici presenti nel programma di mandato, in termini di valorizzazione degli assi Biblioteche, Musei e Teatri, come l’attività degli ultimi tempi dimostra.

Rimane sicuramente un punto di ripartenza il voto espresso del consiglio comunale, massimo organo di rappresentanza della volontà popolare, ma riteniamo sia più utile soprassedere all’attuazione del nuovo statuto oliveriano, pur avendone da soci unici la piena agibilità.

Personalmente auspico, che anche a fronte di un’ampia discussione che ha sicuramente dimostrato l’affezione della città rispetto alle sorti dell’Ente Olivieri, le forze politiche abbiano la capacità nei prossimi mesi di offrire soluzioni e ragionamenti utili per il prossimo mandato amministrativo e non semplici prese di posizione di comodo.

Vorrei ringraziare in ogni caso chi si è speso, anche nelle diversità di vedute, dai Soci, al Consiglio di amministrazione, alla struttura del Comune agendo comunque per il bene dell’Ente, in particolar modo la Prefettura di Pesaro e Urbino.

 

Comune di Pesaro

 

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