Importante anticipazione a Pesaro di Passaggi, Festival della saggistica. Con foto

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PESARO – Anche quest’anno, Passaggi, Festival della saggistica, che prenderà il via a Fano il 27 giugno e si protrarrà fino al 1 luglio, ha avuto un’importante anticipazione a Pesaro nel Salone Nobile di Palazzo Gradari con la presentazione del libro del direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, intervistato dal giornalista Giuseppe De Filippi. Titolo del libro edito da Rizzoli è: ABBASSO I TOLLERANTI. Era presente il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci. Bisogna risalire al Settecento, in pieno clima illuministico, precisamente a Voltaire, per ritrovare il significato filosofico di tolleranza. Anche il filosofo della scienza Popper spesso citava questa parola, affermando che si “tollerano gli intolleranti ma non va bene”. E allora si è chiesto Cerasa, che è certamente uno dei giornalisti più innovativi nel panorama della carta stampata, come concepire oggi la tolleranza? Oggi viviamo una democrazia che è vittima dei suoi eccessi. La società si basa su chi urla di più ed è intollerante. Occorre vigilare nello scontro politico, che non è quello dei partiti tradizionali, basato sulle ideologie, per cui è divenuto proclama  e smentite in poche ore. Pertanto la vigilanza in politica è eresia. Oggi manca il concetto di gerarchia che deve avere alla base la trasparenza. Purtroppo, viviamo in una società della post verità, un sistema di bugie, di smentite. Un sistema in cui ciò che è virale sostituisce il reale. Nelle società democratiche la critica del dovere è naturale; ma il paradosso è che in questo contesto democratico in Italia, il primo partito condanna la democrazia rappresentativa. Oggi si va avanti con le dicotomie: il virale e il reale, l’ottimismo e il pessimismo; tutto ciò, pensiamo alla polemica sui vaccini, è inutile e si rischia di mettere il blog di Salvini sullo stesso piano di un giudizio scientifico. Cerasa ha confessato di aver scritto il suo libro in presa diretta, per evidenziare la forma distorta dell’ottimismo. Un esempio riguarda i dati Istat sulla sicurezza in Italia, che evidenziano come il popolo italiano è spaventato dalle violenze, rapine, furti, immigrati, ma solo da un punto di vista percettivo, che è una sottovalutazione della paura. Un dato di fatto, secondo il Censis, è che il popolo italiano per il 78% è un popolo rancoroso, ma che sta bene come stile di vita. In sostanza gli ottimisti si trovano accanto l’agenda della percezione. Il paradosso internazionale è che in paesi come la Turchia, la Russia, dove la democrazia funziona un quarto rispetto a quella dei pesi occidentali, la rispondenza socio economica e politica è migliore, perchè in particolare il popolo italiano è rancoroso e per questo molte cose non si vogliono far funzionare. Negli anni ’70 le ideologie trascinavano le masse, oggi i due partiti al governo sono uguali e il pessimismo è dettato da un populismo che, purtroppo, sta dilagando nel paese. Per il sindaco Matteo Ricci, non vi è analisi del voto, come sta facendo in questo momento il Pd, se non conosci l’ambito culturale. E in questo contesto nuovo le forze dell’apertura sono invece quelle della chiusura. Due parole devono riemergere in questo contesto: la gavetta, il sacrificio personale e il riscatto sociale.

 

PAOLO MONTANARI

Foto Nicoletta Bencivenni

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