Sguardi femminili russi alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

Anche quest’anno è presente la sezione degli SGUARDI FEMMINILI RUSSI, con lungometraggi e medio metraggi di cineaste russe della nuova generazione. Le registe si sono incontrate per fare il punto del cinema russo al Centro Arti Visive Pescheria. Problemi distributivi per un cinema di nuovo emergente dopo i periodi d’oro con Tarkovskji, Sokurov, il cosidetto cinema d’autore. Lera Surkova ha presentato Pagans, un film tratto dall’omonima piece teatrale di Anna Jablonskaja. I complessi contenuti dell’opera sollevano interrogativi riguardanti la fede e la religione senza estremismi, ma anche senza soggezione. Nello spazio di un appartamento dopo l’arrivo dalla provincia dell’anziana e devota nonna, gli altri familiari vengono coinvolti in un dramma derivante da una fede cieca nel miracolo, all’interno del quale si sviluppa una storia d’amore infelice di un’adolescente smarrita, che cerca di resistere alla pazzia della famiglia. Il pubblico si immerge in questa attendibile ricostruzione del quotidiano che sfocia nel misticismo e diviene follia collettiva. Vi è in questo film un influsso della letteratura russa in particolare Dostoevskji. Lidija Sejnina è la regista di Garmonija (Armonia). Essendo molto avanti negli anni, la protagonista del film è costretta a dividere la sua casa con sua nipote e i suoi quattro figli. Ogni secondo tutte le cose della casa sono messe a rischio. Il silenzio e l’ordine che dominavano nella casa hanno perso i loro connotati. L’interrogativo di fondo del film è ciascun membro di questa famiglia potrà trovare un posto nel cuore dell’altro? Lisa Koslova è la regista de Nell’occhio del ciclone. E’ la storia di una ragazzina di 12 anni , che deve affrontare una calamità naturale e deve raccogliere oggetti di valore, chiudere a chiave tutto e salire sul tetto. La storia è un leit motiv cinematografico in cui si snodano episodi della sua giovane esistenza: la prima rissa, il cuore infranto e il passaggio impercettibile dall’infanzia alla giovinezza. Aleksandra Streljanaja è la regista di Nevod. Un giovane arriva in un villaggio sul Mar Bianco, alla ricerca di una ragazza scappata dalla città senza salutarlo. Un anziano abitante del luogo gli mostra la strada. Nessuno dei due ha una pallida idea delle prove che dovranno affrontare durante il percorso. Infine un film filosofico di Svetlana Cernikova dal titolo Cholera. Un film sull’amore e sulla memoria. Il pescatore Sergej scappa dal tran tran quotidano e si ferma in riflessione sulle sponde del lago Onega per incontrare il fantasma dell’amata moglie. Un cinema russo al femminile che gode di buona salute e che sta recuperando i valori morali, culturali di un popolo ricco di sentimenti autentici.

PAOLO MONTANARI

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