Estate rovente a Pesaro anche sulle tematiche sociali: dallo sgombero al parco 25 Aprile e l’abbattimento delle baracche abusive alla cena della “Ruspa” della Lega

Se lo sgombero al parco 25 Aprile e l’abbattimento di baracche abusive, pianificato 10 giorni fa, rientra in una strategia in atto da tempo che il comune di Pesaro, con Ricci/Belloni, ha pianificato per evitare la diffusione della malavita, rivolta non solo ai nomadi, Rom, ma anche a tanti senza fissa dimora che potrebbero entrare in un circuito malavitoso, è curioso però come la lega pesarese quasi in coincidenza al fatto dello sgombero, che in passato aveva sollevato delle perplessità da organismi di volontariato, in primis la Caritas diocesana, organizzi il 20 luglio una cena della “Ruspa” a Villa Piccinetti, promossa in primis dal segretario del Carroccio Giovanni Dallasta. Sappiamo che, in realtà, sarà un summit politico che riunirà anche delegazioni di Forza Italia e Fratelli d’Italia, per trovare un coordinamento pesarese di centro destra a cui già si è candidato Alessandro Bettini. Ma il termine ruspa, lascia spazio ad immaginazioni anche concrete dopo le uscite del ministro degli Interni Salvini sui censimenti, chiusura dei porti italiani agli immigrati. Fra l’altro secondo i dati forniti da un autorevole quotidiano italiano, il Corriere della Sera, il 52% degli italiani è favorevole a questa chiusura e, udite udite, un elettore del Pd su tre sarebbe favorevole a questa azione di difesa,così viene definita, del nostro territorio. Allora diviene un discorso non più politico ma trasversale, che colpisce le sensibilità dei cittadini. D’altra parte il comune di Pesaro è riuscito a farsi finanziare da un bando romano circa 1 milione di risorse dalla capitale, che in questo momento sta vivendo la peggiore crisi amministrativa. Ma come utilizzare tanti soldi? In realtà l’operazione di utilizzo coinvolge 67mila metri quadrati: un bocciodromo, un’area camper che dovrà assolvere anche per le esigenze turistiche. Lo sgombero dei Rom che, come dicevamo, sono abituati a questa azioni, per poi spesso ritornare a bivaccare negli stessi posti, può avere anche una funzione indiretta per aprire il cantiere e realizzare il bocciodromo nell’ex deposito del riuso. I lavori non sono iniziati a maggio e ormai si pensa al termine di giugno. La ditta che ha vinto la gara d’appalto è la Pipponzi di Civitanova Marche, che ha già svolto i lavori per la riqualificazione del corso, in pieno centro storico e che dovrà, anche questo in tempi stretti, iniziare i lavori per la nuova scuola di via Lamarmora e presto per il progetto attuativo del recupero dell’ex tribunale di via San Francesco. Ma in via dell’Acquedotto vi saranno anche dei lavori non compresi nel progetto, come il sottopasso di collegamento tra l’area di via dell’Acquedotto e il parco del Miralfiore che, in questo momento, è impraticabile. Vi sono anche altri progetti ormai confermati sulle piste ciclabili: quella del Foglia, per collegare la Tombaccia all’area della stazione e quella di via dell’Acquedotto e la stazione.

 

PAOLO MONTANARI

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