Conclusa la 22esima edizione della Rassegna corale all’Abbadia San Tommaso in Foglia. Con foto

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Si è conclusa la 22esima edizione della Rassegna corale all’Abbadia San Tommaso in Foglia promossa dai Cantori della Città Futura, diretti dal maestro Stefano Bartolucci, con una grande partecipazione di pubblico. Quattro corali, con repertori e generi musicali diversi, nella suggestiva location dell’Abbadia, memoria storica per la presenza di imperatori e papi, crocevia di spiritualità, cultura e società-politica del X e XI secoli d.C. Il nuovo parroco dell’Abbadia di San Tommaso, il romeno don Luigi, ha voluto ringraziare innanzitutto il predecessore don Zeno, che per tanti anni, ha voluto salvaguardare questa chiesa dall’incuria e damnatio memoriae. “Ora – ha proseguito don Luigi – la chiesa rimane aperta nove mesi all’anno, per officiare le celebrazioni liturgiche, e resta una meta anche del turismo religioso nazionale”. Il presidente del coro de I Cantori della Città Futura, Donatella Bastianelli ha voluto ringraziare le altre tre corali che hanno partecipato alla rassegna ed ha sottolineato come questo evento musicale ha una valenza sociale per aiutare il progetto Africa Mission, ideato da don Vittorione e portato avanti da 35 anni dal sig.Paci e da Franco Bezziccheri, presidente onorario del Coro de I Cantori della Città Futura. Una serata dunque dedicata alla bella musica. Il coro ospitante, I Cantori della Città Futura, diretti dal maestro Stefano Bartolucci e con al pianoforte il maestro Elisa Serafini, ha eseguito alcuni brani tratti dalla Carmen di Bizet, fra cui i famosi Habanera, solista la soprano Francesca Sassu e Toreador Song con il bravo Oliver Mani. Per il Coro dei Cantori della Città Futura, il 2018 è un anno di grandi successi, grazie a opere liriche come Traviata e Carmen, quest’ultima portata in tournèe nei teatri La Regina di Cattolica, il teatro Sanzio di Urbino, il teatro comunale di Cagli e il Gentile di Fabriano. E presto partirà una lunga kermesse lirica estiva con il Barbiere di Siviglia, in omaggio al grande Gioachino Rossini. Molto bella la prestazione dei quattro cantati della Corale 4CCC che hanno eseguito a cappella, un repertorio interessante legato al gospell tradizionale americano. La Corale Omaigod di Urbino, diretta dal maestro Susanna Polzoni, ha sviluppato, con un buon organico in gran parte femminile, il discorso e il percorso musical del Gospel, partendo dalla popolare Amen fino ad un Gospel Midley, e coinvolgendo il pubblico. Poi è stata la volta della Corale Bonagiunta di San Ginesio, diretta dal maestro Fabrizio Marchetti, che ha voluto presentare un programma ricco di arie sacre e profane. Partendo da un brano musicale di Giulio Bonagiunta, compositore del seicento di San Ginesio, il coro, con grande capacità tecnica musicale e professionalità, ha ripercorso con brani famosi come Ubi caritas, Jubilate Deo, Pater Noster e Ave Maria, una tradizione vocale che ha avuto con il celebre brano O Là che bon eccho di Orlando di Lasso, la sintesi e il punto di partenza. Poi un omaggio a Rossini e la composizione del maestro Marchetti dal titolo Splendido Diamante, un inno alla speranza della ricostruzione di paesi come San Ginesio, distrutti dal terremoto, hanno concluso un bel concerto e una rassegna fra le più belle degli ultimi anni. Ora sarà il coro dei Cantori della Città Futura ad essere ospitato a San Ginesio: un segno di amicizia e fratellanza che solo la musica può dare.

 

PAOLO MONTANARI

Foto Giorgio Filippini

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