Leggere, leggere….riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

Valerio Cappozzo è l’autore del poderoso saggio DIZIONARIO DEI SOGNI NEL MEDIOEVO – IL SOMNIALE DANIELIS IN MANOSCRITTI LETTERARI, facente parte della Biblioteca dell’Archivum Romanicum serie I Storia, Letteratura Paleografia (Leo S. OLSCHKI EDITORE). Cappozzo è Assistant Professor of Italian e Direttore del programma di Italianistica dell’University of Mississippi Usa. Ha studiato Filologia e critica dantesca all’Università di Roma “La Sapienza”, prima di trasferirsi negli Stati Uniti e conseguire il Master all’Indiana University. Specializzato in filologia materiale e critica letteraria, oltre all’interpretazione dei sogni, lavora sul concetto di diplomazia culturale tra il mondo cristiano e musulmano nel Medioevo e nel Rinascimento. Membro del comitato scientifico di diverse collane e riviste letterarie e filosofiche è attualmente il segretario dell’American Boccaccio Association.
Dall’alba dei tempi, ogni società ha provato a investigare il mistero del sogno e a misurarne la veridicità e il profetismo. I metodi d’interpretazione variano in ogni epoca, ma la struttura del libro dei sogni è rimasta la stessa dell’Antico Egitto, alla Smorfia Napoletana, ai giorni nostri, anche dopo l’avvento della psicanalisi. Nel decifrare le immagini notturne, i più importanti scrittori e scienziati del Medioevo e del Rinascimento hanno usato i sogni e le visioni per capire e spiegare meglio la realtà. Dante, Cecco d’Ascoli, Petrarca e Boccaccio, autori presenti nei manoscritti studiati, rispettano le teorie onirocritiche classiche e medievali e utilizzano, nelle loro opere, simboli contenuti nel più comune manuale d’interpretazione. Il DIZIONARIO DEI SOGNI è formato da voci provenienti dalle versioni in latino e in volgare del Somniale Danielis, dal IX sec. alle edizioni a stampa, fino al 1550. Considerato comunemente dagli studiosi un testo poco interessante e poco utilizzato dagli autori del Tre e Quattrocento, o ancora da quelli del Rinascimento, il Somniale si dimostra, al contrario, un prontuario versatile, risultato di una complessità che grazie alla sua struttura e alle interpretazioni concise ha avuto una diffusione capillare nel corso di oltre 3.200 anni di storia. Nel cercare i manoscritti che contengono libri di interpretazione dei sogni si entra in contatto con diverse culture e con una larga varietà di testi che racchiudono una buon parte del sapere medioevale. Il Somniale Danielis è forse l’esempio più significativo. Attribuito al profeta bibilico, è il testo più usato nel Medioevo e d il file rouge dell’interpretazione dei sogni dell’Antico Egitto ai giorni nostri. Due termini l’analogia o la contrapposizione acquisteranno un significato quando la capacità interpretativa del sognante, comincia a dare vita a diverse equazioni che scaturiscono dal Somniale Danielis. “L’interpretazione dei sogni non è altro che accostamento di simili”. I sogni contraddistinguono le religioni ebraica, cristiana e islamica fondate sul principio della rivelazione divina. Interpretazione che rispetta l’origine classica dell’onirocritica aristotelica e platonica, concentrata sull’indagine delle cause fisiche e intellettive dei sogni e la loro qualità prognostica. Alla base di questo dizionario vi è l’Onirocriticon di Artemidoro (II.sec.D.C.). I sogni nel Medioevo sono identificati secondo diverse teorizzazioni che ne analizzano le qualità divinatorie, distinguendoli fra sogni falsi e quelli veri. Con la patristica si analizza la responsabilità del sognante. Nella scolastica, Sant’Agostino distingue tre specie di visioni, corporale, spirituale e intellettuale che sono concomitanti tra loro. Nel XII secolo vengono proposte nuove teorie d’interpretazione e vi è una simbiosi e integrazione con le dottrine arabo-islamiche. Si interrogano scienze come la medicina, l’alchimia. Nella religione islamica il sogno è parte integrante del messaggio profetico e permette il contatto con il soprannaturale. Nel Medioevo l’interesse dedicato ai sogni permette di renderli oggetto di discussione e di teorizzazione. Il passaggio da Medioevo al Rinascimento porta ad una progressiva semplificazione della simbologia. Il Dizionario è frutto di una ricerca durata diversi anni, con strumenti provenienti da varie culture, ed è uno strumento indispensabile per ricercatori, professori e studenti universitari. Inoltre deve arricchire le biblioteche che svolgono un ruolo divulgativo ed educativo fondamentale nella nostra società

Paolo Montanari

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