Festa della Repubblica, Ricci: “Pericoloso aizzare piazze contro capo dello Stato”

 

Il sindaco: buon lavoro a governo Conte, serve stagione contrassegnata da minore conflittualità istituzionale

 

 

PESARO –  «Gli italiani scelsero la Repubblica dopo anni di guerra e dittatura, in piena povertà. Con un referendum decisero di dare la sovranità al popolo. Da lì nacque la discussione sulla Costituzione, che si fonda su un’organizzazione repubblicana. E’ quella che regge il Paese, non va dimenticato». Così Matteo Ricci nelle cerimonie celebrative della ricorrenza della fondazione della Repubblica in piazza del Popolo. «Al governo Conte – ha proseguito – espressione della volontà popolare, da sindaco faccio un grande in bocca al lupo e un augurio sincero di buon lavoro. Speriamo che possa corrispondere alle tante aspettative degli italiani, alle esigenze socioeconomiche e di sicurezza del Paese». Contestualmente, ha osservato Ricci, «va rimarcato che il capo dello Stato è il garante dell’unità nazionale, rappresenta l’intera comunità. E nell’ambito delle celebrazioni odierne non possiamo non sottolineare le tensioni dei giorni scorsi. Aizzare le piazze contro il presidente della Repubblica è molto pericoloso per il Paese: uno spettacolo che non vorrei più rivedere in futuro, a prescindere dai governi e dalle opposizioni. Non riconoscere l’unità nazionale intorno al presidente significa non riconoscere la Repubblica stessa. Spero che la nuova fase politica apra anche una nuova stagione, contrassegnata da minori conflittualità. Con un linguaggio più civile e una riconoscibilità maggiore tra le forze politiche. Gli italiani non hanno bisogno di ulteriori tensioni istituzionali o verbali, che non aiutano a risolvere i problemi». Ha aggiunto il sindaco: «L’Italia sarà più forte se anche l’Europa diventerà più forte. Non lo saremo con un’Europa più debole». Anche per questo, «l’Europa non può continuare a balbettare, né disgregarsi. Mi auguro che l’Italia, pur dalle sue posizioni legittime di rivendicazione, giochi un ruolo da protagonista nell’Unione europea. Se l’Italia non sarà più forte, dentro un’Europa più forte, non riusciremo ad avere sviluppo, lavoro e pace. L’Europa ci ha garantito più di 70 anni di pace. Tutte le volte che il nazionalismo ha prevalso in modo eccessivo – ha concluso Ricci – non si è mai generato nulla di buono». Sono intervenuti il prefetto Carla Cincarilli, il presidente della Provincia Daniele Tagliolini, il segretario del consiglio provinciale dell’Associazione combattentistiche e d’arma Luigi Caldarola,  gli studenti Andrea Baldelli e Nicola Pascucci (Galilei) e Giorgia Waitz (Mamiani) in rappresentanza delle scuole provinciali, il presidente regionale della sezione regionale dell’Associazione Alpini Sergio Mercuri. Quindi il concerto dell’orchestra di fiati del Conservatorio Rossini, diretta da Vincenzo Piaggesi.

(f.n.)

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