Costi e consumi di Energia in Italia: con il mercato libero risparmi dell’8%. Con foto

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Dalla Bolletta 2.0 all’Impronta energetica: conoscere le abitudini di consumo porta a risparmi che superano l’8%

Con l’avvicinarsi della liberalizzazione del mercato dell’energia nel 2019, i consumatori italiani dovranno districarsi tra una pluralità di differenti offerte e sicuramente il primo passo da compiere per l’utente è quello di capire quali sono i reali fabbisogni energetici e scegliere quindi l’offerta più adatta alle proprie esigenze.

Tra gli strumenti che saranno messi a disposizione dall’Autorità per l’Energia (ARERA) c’è l’impronta energetica, ovvero la possibilità di conoscere lo storico dei consumi negli ultimi 36 mesi.

Per capire quanto sia utile conoscere il proprio fabbisogno energetico, AIGET ha deciso di collaborare con SosTariffe.it – portale dedicato al confronto di offerte per più servizi tra i quali le utenze di energia e gas – con il quale presenta l’osservatorio sull’analisi sui consumi medi italiani dell’energia elettrica per ogni regione.

AIGET – Associazione italiana grossisti di energia e trader – ha sempre avuto fin dalla sua fondazione nel 2000 l’obiettivo di favorire e promuovere la competitività nel mercato italiano dell’energia e rappresentare gli operatori indipendenti del settore, sempre con un occhio di riguardo per i consumatori. Un’impresa apparentemente impossibile, ma che in realtà già da qualche anno si sta delineando con confini sempre più definiti e attraverso vari step intrapresi da ARERA – Autorità di regolazione per energia reti e ambienti.

SosTariffe.it già da molti anni si propone come strumento di riferimento per confrontare le offerte dei principali gestori di energia elettrica e gas, oltre che per fornire strumenti informativi e approfondimenti utili ai consumatori su Mercato libero e servizio di Maggior Tutela.

Consumi energia in Italia: con il mercato libero risparmi oltre l’8%

Nello studio di SosTariffe.it vengono presentati:

  1. i consumi annui medi dei nuclei familiari di ogni regione italiana

  2. i relativi costi sostenuti con tariffa di Maggior Tutela

  3. i risparmi che si otterrebbero attivando la miglior tariffa del mercato libero, scelta grazie al comparatore di SosTariffe.it in base la consumo medio per ogni regione.

Secondo il sito di confronto stimare il proprio consumo annuo di kWh e successivamente individuare l’offerta migliore può garantire un risparmio medio in bolletta dell’8,16% circa.

L’osservatorio SosTariffe.it mostra che in Italia mediamente si consumano nel 2018 circa 2.932 kWh annui per nucleo familiare. Questo si traduce in una spesa complessiva, in Maggior Tutela, di 564 euro.

I risparmi con il mercato libero, secondo SosTariffe.it, si ottengono solo selezionando la tariffa giusta in base al proprio profilo di consumo: individuando la tariffa più conveniente in ogni regione si è potuto stimare come il risparmio, rispetto alla tariffa di Maggior Tutela, vada dai 41 euro delle Marche ai 52 euro della Calabria, pari a una convenienza tra il 7,89% e l’8.18%.

Secondo Massimo Bello, founder di wekiwi.it e presidente di Aiget, “quest’analisi è interessante perché dimostra come sia possibile risparmiare grazie al mercato libero dell’energia e grazie alla semplicità degli strumenti online di confronto offerte”.

Col mercato libero nasceranno nuove iniziative spontanee per assistere nella scelta anche quei clienti che usano meno il web.” – prosegue Bello – “Non dimentichiamo che il risparmio è tutto sulla ‘materia prima energia’ della bolletta, mentre le altre componenti sono regolate e pesano oltre il 50% della bolletta. Il mercato ha conseguito risultati importanti. Infatti l’8% sul totale della bolletta significa in realtà che si può risparmiare fino al 20% della componente materia prima, ferme restando le altre voci. E’ su queste ultime che occorre vigilare, auspichiamo che non crescano più come è sempre accaduto negli ultimi 10 anni. Altrimenti si arriva alla conclusione semplicistica per cui non può risparmiare dal cambio fornitore. Invece il vero e semplice motivo è che quanto più sono elevate le componenti regolate e fisse della bolletta tantomeno si può apprezzare un risparmio sulla materia prima”.

Dalla bolletta 2.0 all’impronta energetica: i passi fondamentali

Dal 1° gennaio 2016 è stata introdotta la bolletta 2.0 per gli utenti domestici e le piccole aziende, con lo scopo di semplificare e schematizzare le informazioni presenti nelle fatture dell’energia elettrica e del gas e facilitarne così la lettura.

Composta da una sola pagina, quindi con un formato nettamente più sintetico rispetto al passato, ha adottato una terminologia chiara, specificando le voci di spesa essenziali che sono: i consumi di luce o gas, le imposte statali, le spese per il trasporto e la gestione del contatore e infine gli oneri di sistema.

Successivamente nel giugno 2016 è diventato operativo il Sistema Informativo Integrato (SII) con la finalità di ottimizzare l’operatività di tutte le procedure che riguardano il settore dell’energia elettrica e del gas, migliorando quindi l’attività delle imprese operanti del mercato. Il SII gestisce la banca dati che raggruppa al suo interno le informazioni su tutti i contatori esistenti, associati alle informazioni anagrafiche, contrattuali e tecniche degli utenti, garantendo in primis la tutela della privacy, e anche, grazie alla sua terzietà̀, l’uniformità di gestione nei confronti di tutti i fornitori, la semplificazione dei processi, in particolare quelli più critici come il cambio fornitore e le volture.

A dicembre 2017 un altro importante passo è stato fatto da ARERA, che ha avviato una consultazione – condivisa da AIGET nei sui principali punti – riguardo la possibilità che avranno i consumatori finali di accedere ai dati storici di consumo per capire qual è la loro impronta energetica.

Come funzionerà il nuovo servizio

Avrà l’obiettivo di accompagnare il passaggio dal mercato tutelato a quello liberalizzato e sarà un potenziamento delle informazioni contenute nella Bolletta 2.0 per incoraggiare il consumatore ad analizzare il modo in cui utilizza l’energia elettrica, sia dal punto di vista contrattuale, ma anche considerando l’impatto ambientale che ne deriva e la possibilità quindi di ridurre gli sprechi.

La cosiddetta Energy footprint sarà semplice e intuitiva, per dare accesso all’utente, in maniera rapida e efficace, a tutte le informazioni di cui ha bisogno e poter effettuare scelte contrattuali consapevoli.

Per questo sarà in grado di restituire un quadro generale della propria spesa energetica nel tempo e quindi in un arco temporale abbastanza ampio, che è stato stabilito di 36 mesi.

Fondamentale sarà la modalità in cui verranno messi a disposizione questi dati dal SII: si tratterà di un servizio di reporting, accessibile direttamente da browser, sintetico nella struttura e nella presentazione delle informazioni, con accesso a una “profilazione di base” delle abitudini, a un monitoraggio comparativo nel tempo e con la possibilità di scaricare e acquisire questi dati in un formato di uso comune.

Previsto anche un confronto grafico, attraverso valori di riferimento, con utenti dalle caratteristiche simili o con segmenti appartenenti ad esempio alla stessa area geografica. Rischioso secondo AIGET questo tipo di comparazione, sostenendo che sia meglio mantenere un approccio semplice, immediato e garantito, che l’utilizzo di un benchmark potrebbe rendere di difficile elaborazione, con il rischio di fornire informazioni poco precise o fuorvianti o addirittura utilizzate per scopi fraudolenti.

UFFICIO STAMPA AIGET

Maria Chiara Salvanelli

 

UFFICIO STAMPA SosTariffe.it

Alessandro Voci

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