Intervista a Carlo De Maria

 

Carlo De Maria
Ricercatore “senior” in Storia contemporanea
Dipartimento di Storia Culture Civiltà 
Università di Bologna
Professore a contratto di Didattica della storia
Scuola di Lettere e Beni culturali, Università di Bologna
Scuola di Scienze della Formazione, Università di Urbino
Direttore Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena
Presidente dell’Associazione Clionet

 

 

-Carlo De Maria, nel suo interessante libro PERCORSI DIDATTICI DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA Dal Seicento alla vigilia della Grande Guerra, facendo una analogia personale sulla Apologia della Storia di Marc Bloch, lei difende la didattica della storia, frutto di corsi universitari. Perchè la storia raccontata attraverso le lezioni è più comprensibile alle nuove generazioni?

 

“La storia, come disciplina, non è costituita solamente dai fatti politici ed economici, che pure costituiscono la spina dorsale dei manuali scolastici. A ben vedere il materiale di studio della storia sono le persone, gli uomini e le donne, considerate sia come singoli individui sia nel loro agire all’interno di aggregazioni più grandi. Lo storico, e la stessa cosa vale per l’insegnante, deve impegnarsi a fare il suo lavoro in maniera aperta, mettendo da parte schematismi e pregiudizi, documentandosi in maniera approfondita. Il principale valore formativo dello studio della storia è proprio questo presentarsi come educazione alla problematicità. Il continuo ricorso a una analisi critica e razionale dei fenomeni e la ricerca di spiegazioni pluricausali, che prendono cioè il considerazione una molteplicità di fattori, preparano ogni persona fin dalla scuola primaria a diventare un cittadino consapevole, capace di operare scelte complesse con una certa cognizione di causa”.

 

-Oggi le classi spesso sono multietinche, culturali e lingiistiche. Come affrontare con un libro, fra l’altro ben scritto, le problematiche di ragazzi che spesso sono divisi da propri muri,sociali, linguistici,etici. Si può arrivare ad una forma sintetica di cosmpolitismo della conoscenza storica?

 

“Attraverso lo studio della storia ci si avvicina anche alla comprensione di ciò che è “altro”, “diverso”, sia nel tempo, sia nello spazio. Grande è così il contributo che la storia può dare alla pacifica convivenza e all’educazione alla tolleranza tra culture diverse. La sua finalità ultima non è la formulazione di giudizi di natura etica e politica: è la comprensione del lungo percorso compiuto dall’uomo nel tempo, al fine di rendere meglio intellegibile il presente e prepararci consapevolmente al futuro. Lo storico, e l’insegnante di storia, sono in definitiva dei mediatori attivi tra il passato e il presente: questo è il loro ruolo più importante e la loro più alta responsabilità”.

 

-In ogni capitolo del libro vi sono anche degli approfondimenti, su fonti e documenti, parole, profili, luoghi simbolo, dibattito storiografico. Ritiene che questa appendice serva per migliorare una conoscenza storia , che spesso i classici manuali davano in forma riduttiva?

 

“Gli approfondimenti che completano ciascun capitolo si concentrano sui processi e sugli attori più che sugli avvenimenti, focalizzando gli elementi di svolta e le conseguenze di lungo periodo, individuando i concetti-chiave, stabilendo connessioni tra dimensione locale e globale e, infine, intrecciando biografie e luoghi. È questa la parte più laboratoriale, dalla quale attingere alcune proposte pratiche per il trasferimento dei contenuti in efficaci azioni didattiche. La spiccata sensibilità verso i temi della storia costituzionale e verso l’evoluzione dei diritti e dei doveri di cittadinanza riporta al nesso fondamentale tra lo studio della storia e la formazione di una solida cultura civica. La costante attenzione alle fonti consente di delineare percorsi didattici “dal documento alla narrazione storica”, che avvicinino gradualmente studenti e insegnanti alle possibilità della didattica in archivio e in biblioteca”.

 

 -Il libro è ricco di intenti: vuole restituire gli elementi essenziali della trasmissione culturale e della conoscenza storica, e nei profili storici che aprono ciascun capitolo sono contenute tutte le informazioni per narrare alcune trasfomrazioni politico-istituzionali. Dunque si vuole in un certo senso ridare un significato macrocosmico della Storia?

 

Attraverso una serie di “lezioni” di storia moderna e contemporanea che spaziano dal XVII all’inizio del XX secolo, l’architettura complessiva del libro cerca di restituire gli elementi essenziali della trasmissione culturale della conoscenza storica: periodizzazioni e visioni d’insieme, idee e passioni, lungo un filo conduttore che va dalla nascita dello Stato moderno e dell’idea di nazione fino alle origini della Prima guerra mondiale, vera e propria cifra simbolica del Novecento. Nei profili storici che aprono ciascun capitolo sono contenute tutte le informazioni fondamentali per narrare alcune delle cruciali trasformazioni politico-istituzionali e socio-culturali della modernita’

 

A cura di PAOLO MONTANARI 

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