Intervista a Barbara Fortuna per Premio Speciale Giallo Noir

-Barbara Fortuna, lei ha vinto il premio speciale giallo noir con L’invisibile al concorso Pelasgo 968 2018. E’ rimasta contenta?

“Per me è stata una gioia immensa ed una grandissima emozione ricevere il premio speciale giallo noir per il mio libro L’Invisibile. Sono arrivata a Grottammare il giorno prima della premiazione con qualche ansia dovuta alla mia inesperienza, è la prima volta che ricevo un premio, e dal primo momento ho conosciuto persone meravigliose che mi hanno accolto e fatto sentire a casa. È stata un’esperienza bellissima conoscere i membri dell’associazione Pelasgo 968, parlare con loro e vivere con il loro contagioso entusiasmo i giorni della festa della scrittura. Ho apprezzato tantissimo il loro impegno sociale oltre che letterario: il cineforum sull’Autismo mi ha colpito particolarmente, stimolando in me molte riflessioni. La premiazione è stato il momento dove ho respirato appieno l’importanza dell’evento, guardare dalla platea altri autori salire su quel magnifico palco carichi di emozione e soddisfazione mi ha fatto dimenticare che da lì a poco avrei dovuto fare io stessa quei gradini. Il mio nome mi ha colto quasi di sorpresa, avvolta com’ero in questa atmosfera, un indescrivibile vortice emotivo mi ha colpito, avrei voluto dire molto di più delle poche parole sulla trama del mio libro, ma l’emozione era troppo grande. Nella mia mano il microfono tremava irrimediabilmente ed ho preferito ridurre il mio intervento al minimo. La cena di gala è stato un momento conviviale molto piacevole. Al mio tavolo ho potuto intrattenermi con membri della giuria, Willy Piccini e Giuseppe Gerbino ed alcuni tra i premiati del concorso. Ringrazio tutta la giuria per avermi dato l’opportunità di vivere questa esperienza e in modo particolare Elena Malta. Trovo che il concorso sia stato organizzato con impeccabile cura, offrendo a tutti un grande spettacolo coreografico, il palco era spettacolare e la location della cena bellissima. Ho apprezzato molto la lettura delle poesie premiate e la possibilità data a tutti di parlare della propria opera. Nonostante la mia poca esperienza in questi contesti, ho trovato questo concorso molto limpido e serio. Spero ardentemente di poter tornare da premiata, ma sicuramente tornerò da spettatrice”.

 

-Quali sono i segreti narrativi di questo giallo che si legge tutto di un fiato?

“Penso che l’originalità della storia sia importante in questo caso, l’Invisibile è un noir sui generis dove non c’è un personaggio necessariamente buono né un cattivo effettivo, la linea che separa il bene dal male in questo libro è molto labile e indefinita e spetta al lettore definirne il confine. Un altro segreto è il carisma dei personaggi e soprattutto del protagonista Alex. Questo personaggio ha occupato la mia mente per molto tempo, ne ho costruito ogni singola sfaccettatura caratteriale e psicologica, fino a doverne poi scrivere la storia. I temi trattati in questo romanzo sono mondi visibili a tutti, sono temi che sentiamo sui telegiornali ma che sono a noi sconosciuti, sono di attualità ma lontani dalla vita della maggior parte delle persone. Questo noir, che come afferma si legge tutto d’un fiato, è frutto del mio istinto nella prima stesura della storia ma anche di tanto impegno nella revisione e nella rielaborazione della trama e dei personaggi avvenuta con metodo e meticolosità per rendere avvincente la versione finale”.

 

-Come descriverebbe lo stile narrativo di Barbara Fortuna

Scrivo d’istinto raccontando personaggi che affiorano nella mia mente e creando storie di fantasia ancorate però alla realtà di quanto succede nel mondo. Il mio stile narrativo è particolare in quanto scrivo in modo corale: racconto tutti i personaggi in prima persona, lascio a loro la parola in maniera diretta e concisa, ed ognuno di essi narra una parte della propria storia, formando l’intreccio della trama. Scrivere in questo stile è per me molto naturale, immergendomi totalmente in ognuno dei personaggi di cui parlo, riesco a viverne le emozioni e a renderli quasi reali. Mi piace approfondire l’aspetto psicologico dei personaggi creandone un quadro completo sia caratterialmente che emotivamente.

 intervista a cura di Paolo Montanari

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