Visti per voi, rubrica di cinema a cura di Paolo Montanari

 

Un film da non perdere per la sua profondità poetica ed esistenziale è LA CASA SUL MARE di Robert Guediguian, con tre magnifici interpreti Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin e Gerard Meylan. Che cos’è la casa sul mare se non un microcosmo esistenziale, un racconto di tre fratelli in crisi fra se stessi prima che con gli altri, che si rincontrano in questa casa sul mare in una parte isolata della costa francese, perché il loro padre si è aggravato a causa di una lunga malattia. i riferimenti dei protagonisti vengono meno sotto i colpi dei totalitarismi moderni. Fratture ideologiche che compaiono e si nascondono fino a quando i tre fratelli ricominciano a dialogare sinceramente fra loro. Il regista francese è molto bravo a descrivere la forza pervasiva dell’incontro in comunione con la tradizione dell’umanesimo moderno. La pauvres gens di Victor Hugo è di nuovo al cuore dell’opera di un’artista che non smette di richiamarci alla bontà. “Un valore che la durezza dei tempi fatica a praticare e a sostenere. Guediguain ci crede però nella bontà. La generosità dei suoi eroi che vogliono salvare dei bambini figli di emigrati clandestini, testimonia questo altruismo. Esasperato dall’egoismo dell’epoca il regista franco-armeno ritorna nei suoi luoghi dopo le fughe lontane dal territorio marsigliese, e alle virtù della lotta collettiva, ricordando allo spettatore come gli stranieri abbiano contribuito a salvare la Francia, a salvarci tutti”. I valori dell’amicizia si legano al passare del tempo, che non è soltanto la morte al lavoro, è qualcosa che si è depositato, che si deposita ancora e lega gli sposi innamorati, l’amore di un tempo, in una morte vicendevole. La casa sul mare allora è una illusione, una realtà perduta. Il finale lascia aperta ogni interpretazione.

 

Credito Gianni Fiorito

 

LORO 1 e 2 di Paolo Sorrentino è il film che racconta la complessa e articolata parabola politica ed umana di Silvio Berlusconi. Anche le ultime notizie ci mostrano un Berlusconi ormai riabilitato a svolgere un ruolo politico in Parlamento. Dopo il Caimano di Moretti, ora è Sorrentino ad entrare negli ingranaggi della politica, di un viaggio immaginario di Berlusconi, interpretato da Toni Servillo, fra un mondo di olgettine e le loro cene galanti. L’unico personaggio dissidente è la moglie Veronica interpretata da Elena Sofia Ricci. Ma perchè Berlusconi? Risponde lo stesso Sorrentino: “Sul perchè la figura del fondatore di Mediaset fosse una figura particolarmente interessante da raccontare, mi sono limitato ad evidenziare un personaggio le cui azioni sono dettate da una profonda forza visiva. la sua è una biografia per immagini, e questa considerazione ha sempre costituito una tentazione molto forte per un regista come me. Come nel Divo, Sorrentino si confronta con il potere, in questo caso economico e politico del Cavaliere”. Nella prima parte di Loro vi è anche l’immaginario felliniano che torna a riemergere con una certa prepotenza, anche se Sorrentino, come ne La grande bellezza, rifuita i paragoni. Nella seconda parte di Loro, ne viene fuori un ritratto psicologico di Silvio, e Sorrentino rifiuta di utilizzare le sequenze del bunga bunga, ormai convenzionali.

PAOLO MONTANARI

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