Mazzucato applaude la sua Paspa Pesaro Rugby: “E’ stata la vittoria di un gruppo che ci ha sempre creduto”. Con foto

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PESARO – Prima la promozione in serie A, poi la scoppiettante festa nell’esaltante commiato domenicale dal campionato di B col Giacobazzi Modena e, ora, il meritato rompete-le-righe. “Ora ci riposiamo una settimana – assicura l’allenatore Nicola Mazzucato rientrato nella sua Padova – Dalla prossima invece comincerò i colloqui individuali con i vari giocatori valutando intenzioni future e programmando il lavoro estivo a livello fisico e di recupero infortuni”.

Va in archivio il primo anno di Pesaro Rugby ‘targata’ Nicola Mazzucato nel triennio che la società giallorossa ha deciso di mettere in mano all’allenatore veneto. Un primo anno dal quale si è spremuto il massimo. Perché, non va dimenticato, la promozione in serie A era un’aspirazione percorribile, ma non un atto dovuto.

“L’obiettivo era rialzarsi da una retrocessione costruendo una squadra che fosse in grado di competere con le prime – ricorda l’allenatore – Il gruppo mi è sembrato subito di buon livello, ma da qui a pensare di vincere passano 22 partite. Il risultato finale è stato estremamente positivo ed è il raccolto del tanto impegno seminato da questi ragazzi. Che, soprattutto in quest’ultimo mese e mezzo hanno chiaramente accusato la stanchezza di un campionato vissuto sempre sotto la pressione di chi è stato davanti tutto l’anno e l’ha fatto con un organico numericamente non sterminato. Statistiche alla mano, non sono pochi i giocatori che hanno giocato più del 90% dei minuti totali di queste 22 partite”.

Quando Mazzucato ha capito che quella partenza di slancio aveva le carte in regola per essere una fuga fino al traguardo? “Se devo indicare una partita che mi è sembrata lo spartiacque verso la vittoria, dico quella del sabato di Pasqua a Bologna vinta per un solo punto. Perché venivamo da una lunga inattività e avevamo contro un avversario che fece una super-partita. Lì ho percepito che poteva essere lo snodo decisivo, ma fin da inizio stagione questa squadra mi ha mostrato caratteristiche importanti derivate dall’aver giocato un anno in serie A. Fisicamente li ho visti subito molto forti in difesa e negli impatti uno contro uno; mentalmente li ho visti da subito spinti da un’enorme voglia di rivalsa dopo la retrocessione”

Nell’indicare la partita più gratificante per un allenatore, il dito di Mazzucato viene invece puntato su due domeniche: “La prima trasferta a Livorno dove ci fu una prestazione davvero importante sia per gioco che per mentalità vincente e il match di Cesena dove forse abbiamo messo in mostra la più bella reazione alle difficoltà. Sulla più brutta non ho dubbi: l’ultima trasferta con Florentia. Al venerdì abbiamo saputo che eravamo già in serie A e mentalmente questo ci ha portato ad un calo evidente in campo”.

Qual è il miglior pregio di una squadra capace di vincere 20 partite su 22? “A costo di passare per rompipalle, mi piace ricordare che questo resta comunque un gruppo con parecchi difetti. Ma che li sa camuffare con una straordinaria capacità nel trovare sempre le reazioni giuste nei momenti giusti della partita. Il pregio più grande è che è una squadra che sa soffrire e che non smette mai di crederci anche quando le cose non girano. Perché non va dimenticato che, tolte le partite con Rieti e Arezzo, noi ce la siamo sudata e giocata con tutte fino alla fine. Altro pregio decisivo, è stato la disponibilità: penso a Villarosa che si è adattato a fare il centro o a Panzieri che per tutto l’anno mi ha giocato in tre ruoli diversi o a una terza linea che non ha praticamente mai tirato il fiato”.

La prossima stagione sarà la seconda in serie A per Pesaro e la prima esperienza di A per Mazzucato in veste di capo-allenatore. Sarà una serie A nel segno della continuità: “Sappiamo già che partirà Andrea Pozzi, ma il gruppo di base sarà questo. Poi spetterà alla società decidere in quale misura intervenire sulle pedine che integreranno un gruppo che quest’anno ha avuto continuità d’impiego anche grazie alla fortunata assenza di infortuni gravi. Quella di Fagnani è stata di fatto l’unica assenza che si è protratta a lungo”.

Insieme a Pesaro e alla squadra cadetta de I Medicei, ad approdare in serie A sono Cus Milano, Biella, Rugby Paese, Unione Capitolina e Catania. Per l’ottava promozione bisognerà attendere lo spareggio tutto veneto fra Badia e Villorba che hanno concluso seconde a pari punti.

 

 

Ufficio Stampa Pesaro Rugby

Daniele Sacchi

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