Grande attesa per l’ultimo concerto della stagione dell’Ente Concerti al Teatro Rossini

 

Con il concerto di venerdì 11 maggio, alle ore 20,30, al teatro Rossini, si chiude una grande stagione concertistica dell’Ente Concerti di Pesaro, che proprio in questo momento rende omaggio insieme alla città di Pesaro, al suo presidente avvocato Chiocci, scomparso abbastanza recentemente e fautore di una stagione da grande città, come Bologna e Genova. Protagonista della serata sarà il pianoforte, con il maestro Giuseppe Albanese, giovane e affermato pianista, nato a Reggio Calabria, che ha iniziato lo studio del pianoforte a 5 anni e si è diplomato a 17 anni con il massimo dei voti e menzione al Conservatorio Rossini di Pesaro, sotto la guida di AnnaMaria Cristina Raffa. Perfezionatosi poi presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Franco Scala e Piero Rattalino, che oltre ad essere un grande didatta è stato un diffusore a livello editoriale del pianoforte, Giuseppe Albanese nel 1997 ha vinto il premio assoluto Premio Venezia, poi il premio speciale migliore esecuzione opera contemporanea per la 54 edizione del premio Busoni di Bolzano e nel 2003 il primo premio al concorso internazionale Vendome Prize. Diretto dai principali direttori d’orchestra del mondo, Albanese ha avuto numerosi impegni orchestrali, fra i quali si segnalano il concerto in Do di Nino Rota all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al teatro San Carlo di Napoli, al Politeama Garibaldi di Palermo, all’auditorium Toscanini di Torino con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e al teatro Real di Madrid. Giuseppe Albanese ha affiancato alla formazione musicale quella umanistica, con una tesi sull’Estetica di Liszt nelle Annees de pelerinage.

IL PROGAMMA

Il primo brano in programma è Kresleriana op.16 che costituisce un ciclo di pezzi per pianoforte composti da Robert Schumann nel 1836. Il ciclo dedicato a Chopin, ha come sottotitolo Fantasie per pianoforte. Il titolo è in realtà fittizio ed è ripreso da un gruppo di novelle kreisleriane del 1813. Comprende una struttura musicale originale per il modo di composizioni per pianoforte della prima metà dell’Ottocento. Per Rostagno, la disposizione degli episodi non è consequenziale e vi è solo una successione di momenti senza stretta relazione. In questo senso la struttura narrativa organica e rettilinea che caratterizza la grande forma sonata classica, viene minata alle fondamenta. Della intera composizione, otto pezzi, sei sono il sol minore, e due in si bemolle maggiore.

I Preludes di Debussy, di cui ne verranno eseguiti nel concerto tre, sono due raccolte per pianoforte solista composte da Debussy fra il 1909 e il 1913. Entrambe contengono ciascuna 12 brani di tonalità ed ispirazioni differenti. Il titolo ha come riferimento Bach e Chopin. L’opera di Debussy ha una maggiore libertà formale e non va considerata secondo la definizione classica rifuggendo da qualsiasi forma codificata. Un’opera complessa da un punto di vista strutturale che richiede padronanza nell’esecuzione.

Miroirs di Ravel, composto intorno al 1909 quando il compositore spagnolo entrò a far parte del gruppo di artisti che ogni settimana, al sabato sera, si riuniva nello studio parigino di Paul Sordes, per fare e discutere di musica. Fra questi Fargue che ha sottolineato che Ravel aveva i nostri stessi gusti, la nostra stessa follia per l’arte cinese, per Mallarme e Verlaine,Rimbaud, Cezanne e Van Gogh. E in questi ambienti che nacquero i Miroirs, con le sue armonie più audaci e il suo tematismo più frammentato. Miroirs occupa un posto particolare nella letteratura pianistica e nella evoluzione armonica con brani pittorici e descrittivi che si allontanano sempre più da Debussy. Hanno un carattere misterioso che proietta ombre metaforiche.

La Valse è un poema coreografico composto da Ravel, fra il 1919 e il 920 dedicato a Misia Sert, amica del compositore. L’opera ebbe una prima rappresentazione pubblica il 12 dicembre 1920 con l’orchestre Lamoureux diretta da Camille Chevilland. Sotto la spinta del coreografo russo Djagilev,Ravel aveva già dal 1906 in progetto di comporre per il balletto una sorta di apocalisse de la valse come omaggio a J.Strauss. L’annientamento della guerra sostituì i fasti e l’allegria di Strauss, evidenziando un mondo decadente sempre minacciato dalla barbarie.

Paolo Montanari

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