Sandra piace e guarda al futuro del nuovo rap e della sua carriera. Tutto in un’intervista in esclusiva per la rete. Con foto

Dopo una serie infinita di trattative sull’ora dell’intervista, finalmente il telefono ha squillato e Sandra ci ha risposto. Partiamo diretti, visto che il tempo è denaro e, allo stesso tempo, pure tiranno.

-Da Miss Simpatia a Sandra, un cambiamento importante che racchiude una grande maturazione nel tuo percorso musicale e di vita…ma qual è stata la scintilla?

“Non so’ su dove posare il focus di questa fotografia, diciamo che forse è più un collage, come quelli che vedi su Instagram, io però ho collezionato traumi, storie andate a male e una forma  inconscia di masochismo che mi ha intrappolato in storie con uomini che non facevamo per me. Sistematicamente ci stavo male, e quando ho modificato il mio modo di approcciarmi alla mia vita penso che sia cambiato tutto”.

-Sincera, ti senti una sorta di Queen del Rap in Italia?

“Assolutamente no, sono semplicemente Sandra, con la sua storia, con la sua vita, con l’amore per il Rap che provavo fin da piccola, infatti penso che bisogna portare tanto rispetto per le tradizioni di questa cultura sia in America che qui in Italia”.

-Sandra, nonostante il tuo rispetto per le tradizioni, tu sei molto innovativa e sempre sul pezzo, Rap veloci per i social e, allo stesso tempo, minivideo davvero accattivanti…

“Grazie, io ho cercato di adeguarmi ai tempi, in un mondo che sta vivendo sempre più di Trap, sto’ cercando di riproporre il mio Rap usando i classici 50 secondi…mi sono allenata ad andare di extrabit, e a cercare lo stesso di lasciare un piccolo graffio con quello che dico. Ho fatto questa scelta per essere sui social ma, soprattutto, per non annoiare in un’epoca in cui sul web l’attenzione massima è ridotta ormai a meno di un minuto. In questo mondo vorrei continuare a comunicare, come detto prima, poi ovvio che lavoro anche ora in studio per lo sviluppo di futuri video clip e di future canzone vere e proprie”.

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-Quanto è dura essere una ragazza madre in questo ambiente?

“Tanto, penso che come donna sono una delle poche mosche rare”.

-Quanto è difficile vivere fuori dalla scena che, oggi come oggi, si è spostata quasi tutta a Milano?

“Ancora tanto, io vivo nella mia piccola dimensione di Ancona, ma mi sposto spesso dentro la Regione Marche, che è favolosa, e sono molto fiera delle collaborazioni che ho messo in piedi. Ovvio, Milano offre tantissimo, a livello logistico e di crescita aver fatto questa scelta mi ha sempre “ammazzato” anche perché tutto quello che produco me lo pago da sola”.

-Rapper, mamma e, soprattutto, fortemente donna….

“Sì, penso di essere molto vicino ai miei fans e alle ragazze più giovani”.

-A tale proposito, una delle tante tue novità che sono uscite è una sorta di sito-magazine dove si trovano dalle strofe dedicate ai tuoi video e brani a tanti articoli sulla moda e consigli pratici per ragazze.

“Hai centrato in pieno il bersaglio, con questo sito voglio dare un punto di riferimento al mio pubblico, voglio cercare di trattare non solo la parte musicale, ma anche la parte femminile, e se posso inserisco il mio passato problematico come un’onda positiva per cercare di sviscerare con coloro che mi seguono i loro problemi”.

-Sei molto unita al tuo pubblico vero?

“Senza di loro non avrei la spinta per trasformare le mie giornate raddoppiandole da 24 a 48 ore, e i sacrifici sono gioie”.

-Ultima domanda, poi sei finalmente libera, di recente sei stata a New York, è stato un viaggio che comunque ti ha portato ispirazione?

“Sicuramente, in primis ha riacceso il mio ardore per l’hip hop e per tutte le sue quattro discipline e, allo stesso tempo, ho visto come anche la doppia H sta cambiando e si sta evolvendo, ormai non si parla più come un tempo di ghetto, ma finalmente il Rap o la Trap sono diventati uno stile di musica anche per chi non veste largo, tanto per capirci, o per chi non dipinge, o non necessariamente è di colore o vive in quelle zone. Tutto sta cambiando, bisogna essere brave e stare sempre sul pezzo”.

Danilo Billi 

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