Alfonsina Strada

Il Giro d’Italia del 1924 (km 3.613) fu vinto dall’italiano Giuseppe Enrici. I campioni di ciclismo disertarono la “Corsa Rosa” per un contenzioso sugli stipendi con gli organizzatori e quindi la Gazzetta dello Sport aprì le porte ai corridori isolati che, in quanto privi di appoggio, dovettero essere mantenuti dalla stessa organizzazione. Alla corsa partecipò anche l’unica donna che nella storia del Giro abbia gareggiato contro i maschi, Alfonsina Strada, che prese il via con il numero 72. Nella ottava tappa (L’Aquila-Perugia) finì fuori tempo massimo per la pioggia e il forte vento, ma fu autorizzata a proseguire senza numero e, tra gli applausi della gente, raggiunse comunque Milano. Alfonsa Rosa Maria “Alfonsina” Morini coniugata Strada (1891-1959) è ritenuta tra le pioniere della parificazione tra sport maschile e femminile: era una donna piccola e muscolosa, con i capelli corti e capricciosi che le incorniciavano il viso sorridente. Il maschilismo imperante di allora le impedì di partecipare al Giro negli anni successivi, ma la ciclista emiliana si tolse lo stesso delle soddisfazioni: vinse ben 36 corse gareggiando contro colleghi maschi e conquistò la stima di numerosi campioni di ciclismo, tra cui Costante Girardengo. Malgrado fosse lei la “bellezza in bicicletta” del Trio Lescano degli anni ’50, l’Italia e il mondo sportivo l’avevano e l’hanno dimenticata in fretta.

 

MASSIMO MAGI

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