Una conferenza del professor Alfieri nella sala Rossa gremita all’inverosimile

Richard Wagner

In una lettera del 1854 all’amico Franz Liszt, Richard Wagner confidava la sua attrazione per Schopenauer, definito dono del cielo: la negazione fondamentale della volontà alla vita, propugnata dal filosofo, era di una ” verità spaventevole”. Ma in realtà era lo stesso messaggio che il filosofo e il musicista presentavano? Con questa introduzione il giornalista Paolo Montanari ha presentato il primo incontro svoltosi in una gremitissima Sala Rossa del Comune di Pesaro dal titolo MUSICA E FILOSOFIA SCHOPENAUER, NIETZSCHE E WAGNER, tenuto dal prof. Luigi Alfieri, docente di Filosofia della Politica, Antropologia all’Università di Urbino e nella seconda parte dello stesso Paolo Montanari che ha parlato del rapporto fra Rossini e Wagner. L’iniziativa culturale è stata organizzata dall’Associazione Pegasus e Assonautica di Pesaro e Urbino con il patrocinio dell’Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro ed ha come titolo originale FILOSOFIA,MUSICA E POESIA. Per il filosofo Nietzsche, in uno scritto del 22 maggio 1869, Schopenauer e Wagner vengono definiti come le sue due fonti di ispirazione. “Noi,afferma Nietzsche, riferendosi anche ai due grandi intellettuali tedeschi, siamo dei pensatori inattuali, dove il termne significa troppo attuali. Tornando alla prima distinzione fra Schopenauer e Wagner, la differenza è evidente. Per il filosofo l’arte è a volte un conforto per la vita stessa, e non è ancora una via per uscire dalla vita, che si può ottenere con il Nirvana. Schopenauer fu un grande cultore delle religioni orientali e divenne buddista. In Wagner invece si parla di aspirazione verso la morte, che è vista come supremo riposo nella pace. E Nietzsche si pone in una posizione centrale fra i due, evidenziando il concetto di musica che acquista un significato più ampio legato alla classicità e alla tragedia greca. Wagner diviene per Nietzsche il simbolo della musica totale, di quel concetto di teatro totale, che il compositore tedesco cercò di diffondere e che divenne la base su cui costruire il teatro del ‘900. Paolo Montanari si è soffermato sul rapporto fra Rossini e Wagner, legato al famoso incontro parigino a Passy, in cui il cigno di Pesaro, più noto come il tedeschino, ricevette Wagner. Fu un incontro diplomatico e sulla difensiva e arguzia da parte di Rossini, che bollò Wagner in maniera indiretta come compositore di poco conto. E Wagner se la prese per questi giudizi negativi di Rossini, più che per l’ambiente parigino ostile nei suoi confronti. Nel 1875 Carlo Magnico scrisse un saggio divenuto storico dal titolo ROSSINI E WAGNER o la musica italiana e la musica tedesca, in cui evidenzò con un linguaggio ormai superato i due labirinti musicali dei due grandi compositori. Rossini rappresenta la musica dell’individualismo mentre Wagner quella dell’umanità. Eppure, e questo è l’elogio di Nietzsche, Wagner è il compositore del divenire e allo stesso tempo è il paladino della classicità, che diventerà anche un simbolo per l’avvento del Nazionalsocialismo, all’insaputa del compositore tedesco. Partendo dal concetto del BELLO che si manifesta in tre modi: il fisico, l’affettivo e l’intellettuale, si può definire la musica, l’arte che manifesta il bello coi suoni, anche questo un concetto che si svilupperà nella filosofia tedesca. Con Rossini vi è la musica della natura, la democrazia dell’arte: che è l’anima, il cuore, è la vita di un popolo che si espande in melodie facili e splendide. In Germania prevale l’armonia, la musica degli spiriti eletti, delle menti elevate, la scienza, le regole e l’aristocrazia dell’arte che si piega ad esprimere concetti e sentimenti. Wagner ha raggiunto con la musica la fedele espressione melodica e sinfonica della creazione poetica. Nella tela orchestrale della musica wagneriana vi è un continuo intrecciamento un accompagnarsi di suoni, di accordi che ne fa comprendere e sentire la vita nei suoi dolori, nelle sue gioie, nel suo splendore e nelle sue tenebre. Nella musica di Rossini non ha la nitidezza e semplicità degli antichi e anche di esatta espressione alla parola e, pertanto, diviene vivace e di gradissimo effetto.

Prossimo appuntamento Venerdì 25 maggio ore 18,00 sala Rossa Comune di Pesaro Relatore Prof.Luigi Alfieri. SCHOPENAUER E LEOPARDI

Paolo Montanari

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