Grande successo per la mostra Vangi per Pesaro

 

La mostra VANGI PER PESARO entra in un percorso artistico culturale di primaria importanza per Pesaro, capitale della musica e città che vede nella cultura una delle sue prime risorse insieme al turismo. L’amore reciproco fra Vangi, artista toscano e Pesaro è iniziato nel 1951 quando l’artista venne nella città marchigiana per insegnare all’Istituto d’arte Mengaroni e dove Vangi ora vive e in parte lavora. Vangi per Pesaro si suddivide in quattro sezioni o percorsi artistici: la scultura della Memoria, l’antologica di opere sculture e disegni al Centro Arti Visive Pescheria e alla Galleria Cà Pesaro 2.0. Una prima mostra di Vangi a Pesaro risale a Palazzo Gradari nell’anno 2000 e per il 150esimo della morte di Rossini è stata collocata l’imponente Scultura della Memoria in piazza Mosca. La mise en scene dello spettacolo o meglio del ritorno dei personaggi come Rossini, Leopardi e Raffaello a Pesaro significa per il visitatore vedere un nuovo palcoscenico in una piazzetta che ormai è solo dedicata all’arte. Sono volti noti ma anche maschere che celano il passato, il ricordo e vi è la capacità dell’artista di comprendere la fragilità dell’essere, che risiede nella forza del suo registro linguistico, in cui la dimensione quotidiana si coniuga verso una arcaicità che irradia un velo di malinconia e pone interrogativi ai quali non sappiamo rispondere. E’ questo il racconto del piccolo teatro di Pesaro, fatto da personaggi illustri, visti come maschere pirandelliane e il visitatore spesso distratto non coglie quelle emozioni o il gesto poetico. Poi la Pescheria in cui la serie di opere di Vangi costituiscono un affascinante itinerario creativo. Si tratta di un insieme di disegni e grandi sculture che documentano il percorso creativo dell’artista con le inquietudini e contraddizioni del quotidiano. La sua scultura e quelle in mostra grandi e misteriose richiamano in chiave contemporanea gli atteggiamenti e le lezioni del grande passato: dal sapere fare artigiano proprio delle tradizione artigiana rinascimentale, alle forme artistiche di denuncia e di critica che hanno connotato le ricerche e le sperimentazioni delle avanguardie artistiche del XX secolo. Nel percorso della Pescheria si passa dall’uragano Katrina ad Ares, sul tema della sopraffazione dell’uomo contro l’uomo, poi si passa al mondo delle fatiche quotidiane con Uomo e animale. Vi è poi l’aspetto magico e ancestrale del volto e del corpo incompiuto della donna. Nei disegni preparatori alla galleria Ca’ Pesaro 2.0, le figure femminili ritornano prepotentemente alla vista del visitatore. Disegni preparatori, sculture, spesso figure fuori tempo.

 

Paolo Montanari

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