Antonello Salis e Simone Zanchini: un concerto indimenticabile

 

Due fisarmoniche e un pianoforte a coda: sul palco del Teatro ‘Rossini’ la magnifica coppia Antonello Salis e Simone Zanchini, dopo più di dieci anni di nuovo insieme, sperimentano oggi come allora, una musica senza confini, steccati e preconcetti.

E’ un autentico incontro al vertice tra due funamboli della fisarmonica e ‘prestigiatori dell’improvvisazione’ (come sono stati definiti) quello che si è svolto ieri, domenica 15 aprile: dopo i voli pianistici di Antonello (che batte sullo strumento anche con i coperchi, come fosse una batteria) e le raffinate incursioni elettroniche di Simone, i due hanno dialogato tête-à- tête, riempiendo il teatro di suoni sorprendenti.

Chi sperava di consultare un programma di sala prima dell’inizio del concerto è rimasto deluso. I due artisti hanno fondato la loro performance sull’improvvisazione estemporanea, nonostante sia emerso materiale tematico riconoscibile che spaziava da ‘Amarcord’ a ‘Il buono, il brutto e il cattivo’, passando per il ‘Bolero’ di Ravel: un flusso continuo di suoni, note, ritmi, trovate armoniche che si susseguono quasi senza sosta. ‘Non è certamente un caso che questo progetto si chiami, per l’appunto, ‘Liberi!’ – ha spiegato al pubblico Salis, scusandosi per la loro l’intromissione ‘anomala’ in un tempio votato notoriamente alla musica colta.

Diplomato con lode in fisarmonica classica al Conservatorio che del Cigno di Pesaro porta il nome, Simone Zanchini si è esibito in numerosi festival e rassegne in Italia (tra cui anche il R.O.F.) e nei più importanti festival internazionali. Ha suonato con musicisti famosi e di differenti estrazioni. Dal 1999 collabora stabilmente con i Solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, con i quali compie tournée in tutto il mondo. All’attività concertistica e di ricerca affianca quella didattica con workshop dedicati alla fisarmonica e all’improvvisazione. Musicista colto, ardito esploratore di suoni contemporanei e profondo conoscitore delle tradizioni musicali euro-mediterranee, il suo ultimo lavoro, ‘My Accordion’s Concept’ (Silta Records), è un progetto costruito su improvvisazioni radicali per fisarmonica acustica e live electron ics: un tentativo coraggioso di sovvertire il comune codice espressivo attraverso la fisarmonica, uno degli strumenti più fortemente radicati nella musica cosiddetta riconoscibile.

Pelle scurissima ed una bandana in testa, il sessantottenne Salis, nato a Villamar (SU), autodidatta, è un autentico animale da palcoscenico. Anche il suo percorso musicale, iniziato nel 1970, è costellato di collaborazioni eccellenti con numerosi artisti di fama internazionale tra cui Enrico Rava, Fabrizio Bosso Rita Marcotulli, Stefano Bollani e Paolo Fresu con cui nel 1995 costituì – unitamente a Furio di Castri – il trio P.A.F., prima di fondare nel 2010 il ‘Giornale di Bordo’, assieme a Gavino Murgia (sax, voce e flauti), Paolo Angeli (chitarra preparata o ‘da tavolo’) ed il batterista afroamericano Hamid Drake.

Un concerto indimenticabile.

 

Paola Cecchini

 

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