Leggere, leggere…… riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

 

 

Questa settimana propongo ai nostri lettori alcuni libri che spaziano dalla letteratura, al teatro storia e psicologia.

Iniziamo con BREVE STORIA DELLA QUESTIONE DELLA LINGUA di Claudio Marazzini (editore Carocci). Claudio Marazzini è professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte Orientale, presidente dell’Accademia della Crusca e socio dell’Accademia delle scienze di Torino.

Sotto il nome di questione della lingua si raccolgono tutte le discussioni e le polemiche relative alla norma linguistica svoltesi da dante ai nostri tempi. A volte la questione della lingua è stata considerata con fastidio, un peso inutile: ma gran parte della tradizione culturale italiana risulta incomprensibile se si ignora il ruolo centrale di questi dibattiti. Anche oggi la questione è viva,ad esempio quando si polemizza sulla penetrazione dell’inglese, sul linguaggio di genere o sul modo di esprimersi dei giovani, che qualcuno giudica scorretto o troppo intriso di parlato. Il libro guida il lettore fino ai più recenti problemi che si proiettano sui destini dell’italiano, e ancora una volta la questione della lingua rivela la sua centralità. Ancora oggi non tutti siamo disponibili a prendere a modello la lingua viva di Firenze. Solo dopo il 1861 emerse il problema del valore nazionale della lingua, intesa come simbolo dell’unità spirituale del paese.Questo libro conduce fino ai problemi che si proiettano sui destini dell’italiano, oltre che sul suo stato presente.

Si collega in parte a questa precedente tematica il volume ITINERARI NELLA LETTERATURA ITALIANA – DA DANTE AL WEB a cura di Nicola Bonazzi, Andrea Campana,Fabio Giunta e Nicolò Maldina (Carocci editore).
Il volume presenta una storia della letteratura italiana, dalle origini alla contemporaneità,affrontata sulla base delle vicende biografiche dei suoi protagonisti e del quadro europeo di relazioni e influenze di ciascun autore. Da Dante a Montale, dalla narrativa medievale a Gadda, dalla questione della lingua mitteleuropea al primo Novecento, l’analisi dei grandi classici si concretizza in un manuale a più voci e pluriprospettico, che offre una via d’accesso originale, ma allo stesso tempo ampia e dettagliata, allo studio della storia letteraria italiana.Passando da un capitolo ad un altro si ha l’impressione di chiudere un volume per passare ad un altro, con problematiche stilistiche ben diverse. Un libro che andrebbe adottato nelle scuole.

L’UMANESIMO ITALIANO DA PETRARCA A VALLA di Guido Cappelli (Carocci editore) è un volume pubblicato prima in lingua spagnola e rivisto a fondo per l’edizione italiana, che affronta un’epoca cruciale della nostra cultura, il primo umanesimo, il cui studio ha conosciuto negli ultimi decenni un forte impulso, grazie principalmente all’ascesa di una disciplina giovane come la Filologia medievale e umanistica. Tuttavia lo stesso aumento esponenziale degli studi settoriali, in sé positivo, ha avuto l’effetto di frenare l’interpretazione d’insieme dell’epoca che metta in luce la natura dell’umanesimo come movimento unitario nella sua vasta articolazione locale, e ne prenda in esame i principali temi e interessi. Il libro si propone di colmare questa lacuna attraverso una strategia espositiva che combina il trattamento geografico, l’attenzione alla storia delle idee, la ricostruzione filologica e quella bio-bibliografica.

Passiamo ad un libro di psicologia>: CHE COS’E’ LA GESTUALITA’ di Emanuela Campisi (Carocci editore).
Quando la gente parla fa gesti. Nonostante questo semplice fatto sia stato spesso ignorato negli studi del linguaggio, oggi sappiamo che i gesti non sono solo un paralinguaggio utile a veicolare emozioni o ad abbellire l’esecuzione verbale, ma svolgono un ruolo fondamentale sia a livello linguistico sia a livello cognitivo. Gli studi a partire dagli anni ’80 si sono moltiplicati fino ad assumere una dimensione interdisciplinare, che spazia dalla psicolinguistica all’antropologia, dalle neuroscienze alla semiotica e alla psicologia dello sviluppo. Tuttavia i non specialisti ancora faticano a riconoscere uno status alla disciplina, continuando a considerare i gesti un fenomeno esotico o curiosità aneddotiche. Il volume fornisce un’introduzione all’argomento agile e allo stesso tempo dettagliata, per andare oltre gli stereotipi sui gesti e per aiutare chiunque voglia accostarsi all’argomento in modo scientifico.

Quanti libri sono stati pubblicati sul teatro. Oggi ve ne segnalo due.

IL TEATRO DEI GRECI Feste e spettacoli, eroi e buffoni di Davide Susanetti (Carocci editore).

Re, regine, eroi e buffoni, vicende di morte e fantastiche evasoni nel mondo della fantasia e del desiderio, storie tradizionali e intrecci d’invenzione, mondi alla rovescia e spazi del verosimile. Nel segno di Dioniso, dio del vino e della maschera, il teatro dell’Atene classica reilabora, con potente suggestione, le coordinate dell’immaginario mitico e della tradizione poetica, articolando i contenuti emotivi della soggettività e le categorie della politica nel duplice ma correlato spazio dello spettacolo tragico e dell’intrattenimento comico. Il volume ripercorre le forme, le strutture e i temi di questa straordinaria produzione.

IL TEATRO DI REGIA Genesi ed evoluzione (1870-1950) a cura di Umberto Artioli (Carocci editore) evidenzia come negli ultimi decenni dell’>Ottocento, comici su scala europea il rocesso che porta all’affermazione di un nuovo sistema di produzione dello spettacolo,imperniato sulla centralità della figura registica. Il Regista trova nel consenso del mondo intellettuale il punto d’appoggio per la sua irresistibile ascesa. Se i primi registi sposano le cadenze del Naturalismo, la fioritura del dramma porta al ricorso a nuove risorse espressive. . Inizia qui l’appassionata ricerca della regia teatrale che contraddistingue l’epoca d’oro della Regia. Dopo l’istanza letteraria subentrano altre esperienze creative, dalla musica alle arti figurative alla danza, per poi convergere su una rivendicazione comune, chiamata riteatralizzazione del teatro.

GLI ASSIRI Storia di una civiltà di Davide Nadali (Carocci editore) è un interessante sacio storico-archeologico. A metà Ottocento, la riscoperta della civiltà assira e delle antiche capitali di Nimrud, Dur Sharrukin/Khorsabad e Ninive segna un momento cruciale per la storia dell’archeologia e di fatto la nascita dell’archeologia orientale. Lo scavo delle antiche colline dei siti della Mesopotamia comincia appunto in Assiria, nella regione settentrionale dell’Iraq, oggi tristemente nota alle cronache per i disastrosi e tragici eventi che hanno riguardato la moderna città di Mosul, occupata dallo stato Islamico fino al giugno 2017. Il volume espone sinteticamente la storia dell’Assiria dal III al I millennio a.C., dalla fondazione della città di Stato di Assur fino alla formazione di uno stato territoriale e infine di un impero che nel VII secolo a.C. copre una vastissima area: dalle montagne degli Zagros, a est fino all’Egitto. a ovest, e dall’Anatolia, a nord fino al deserto siro-arabico, a sud.

Paolo Montanari

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