Michael Jackson – il re del pop

 

Se amavate Michael Jackson, di certo non vi sarete persi il concerto (o meglio, l’evento culturale) che l’Orchestra Sinfonica Rossini gli ha dedicato ieri sera 6 aprile, nell’ultimo imperdibile appuntamento dell’edizione 2018 di ‘Sinfonica 3.0’, la rassegna musicale curata dall’ensemble che -grazie all’aggiunta di una sezione ritmica ed agli arrangiamenti di Roberto Molinelli (suo direttore per l’innovazione)  – si è trasformata in Rossini Pop Orchestra.

Avrebbe oggi quasi 60 anni Michael Jackson (Gary, 29 agosto 1958 – Los Angeles, 25 giugno 2009),  il re del pop che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica internazionale: mentre Bob Dylan e Bruce Springsteen hanno raccontato in poesia ciò che accadeva ed accade nel mondo, Jackson si è spinto oltre, creando un nuovo mondo, accessibile e misterioso, solare e cupo al tempo stesso, in cui i confini del reale sono notevolmente dilatati.

Sul palcoscenico, nella veste di narratore, Claudio Salvi (a cui si devono concept, testi e regia) ha raccontato e precisato particolari sconosciuti della vita dell’artista, affetto da vitiligine e lupus eritematoso, all’origine dei numerosi interventi di chirurgia plastica al viso. Salvi ha ricordato altresì che non si presta mai abbastanza attenzione alla sua straordinaria voce : Jackson era un tenore ‘leggero’ con un’estensione di tre ottave e mezza, che passava dal ‘mi basso’ al ‘sol’ e dal ‘la bemolle’ al ‘do acuto’. Molti pensano che cantasse in falsetto, ma così non era: si trattava di un fatto più unico che raro, sotto il profilo vocale.

Accanto a lui l’attore Giuseppe Esposto ha impersonato l’artista, mentre le sue canzoni sono state interpretate con grande bravura e partecipazione da Clarissa Vichi e Mattia Sciascia, accompagnati dalle coriste Valentina Ariemma e Sara Gambaccini e dal corpo di ballo di Atelier Danza Hangart con le coreografie di Ilaria Barzetti.

Abbiamo così ascoltato ‘Blame it on the Boogie’ (1978), ‘Off the wall’ (1979), ‘Beat it’, ‘Earth song’ e ‘Billie Jean’ (1982), ‘Humane Nature’ (1983), ‘Smooth criminal’, I just can’t stop loving you , Man in the mirror ‘ e ‘Bad’(1987), ‘Black or white’ e ‘Heal the world’ (1991) e ‘You’re not alone’ (1995), oltre al celeberrimo ‘Thriller’ (1982), l’album più venduto nella storia con cento milioni di copie: nel 2017 la ‘Recording Industry Association of America’ (RIAA) lo ha decretato quale  vincitore di 33 dischi di platino in Usa che -tradotto in termini numerici- equivale  a 33 milioni di copie vendute: un risultato mai raggiunto da nessun altro artista negli USA.

‘L’OSR non è nuova a rivisitazioni di questo genere- ha spiegato Molinelli alla stampa – Lo abbiamo fatto con i Queen, i Pink Floyd, i Led Zeppelin ed alcuni artisti italiani tra cui Battisti e De André. Sarebbe stato impossibile dimenticare MichaelJackson che è stato il re del pop. Arrangiare per un orchestra le sue canzoni è stato molto stimolante sotto il profilo musicale…ci si può sbizzarrire in maniera originale’.

‘Noi non vogliamo copiare, ma preservare la memoria di questi miti attualizzandoli e rendendoli fruibili in maniera anche molto diversa rispetto alla versione originale’ -ha concluso il direttore che a fine maggio terrà a Bruxelles un altro importante concerto di questo genere, dedicato ai Rolling Stones.

Bella serata, applaudita da tutti. Un gradino sopra gli altri, a mio parere, è Clarissa Vichi, dotata di una splendida voce e grande presenza scenica.

 

Paola Cecchini

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