Luci e ombre nei dati elaborati stamane da CNA Alimentare di Pesaro e Urbino che però registra negativa la settimana pre festività, la peggiore degli ultimi 5 anni

 

Pasqua il bilancio, in provincia di Pesaro e Urbino week-end da record

A Pesaro gli scontrini più pesanti (38 euro). A Fano i più poveri (18)

Bene carne, verdure, vini regionali e uova di cioccolata low cost. Male la gastronomia

 

PESARO – La spesa alimentare e la Pasqua in provincia di Pesaro e Urbino? E’ stato record di consumi sabato e domenica mentre il resto della settimana che ha preceduto le festività (da lunedì a giovedì), è stato il peggiore degli ultimi 5 anni. I dati (fonte associati CNA Alimentare), confermano una impennata dei consumi nei due giorni che hanno preceduto la Pasqua con una netta prevalenza dei consumatori verso la carne (+11%) ed in particolare quella adatta alle grigliate e, sorpresa, anche l’agnello, con preferenza verso quello allevato e macellato in Italia (+19%) e in controtendenza con il dato nazionale che invece è stato quasi ovunque negativo.

Ma l’analisi dei dati sugli acquisti alimentari elaborati da CNA Alimentare non finiscono di stupire. Si pensi infatti che l’acquisto di verdure si è fermato solo ad un +6% mentre quello delle uova di cioccolata di marca è letteralmente crollato (-15%), a favore di quelle di brand low-cost che sono andati a ruba sugli scaffali. Bene anche la vendita di vini doc e docg regionali (+13%), male i banchi della gastronomia con una forbice che oscilla tra -7% e – 12% a seconda delle zone.

Ma la vera sorpresa è la lettura degli scontrini, ovvero la media di quanto hanno speso in alimentari i consumatori per la spesa Pasquale. E qui le differenze sono molto marcate. Da considerare che la Pasqua è coincisa con la fine del mese e quindi con una disponibilità di denaro generalmente ridotta rispetto ai primi giorni.

Mentre a Pesaro città lo scontrino medio nei supermercati e nei discount ha toccato la cifra record di 38 euro (il massimo da cinque anni a questa parte), a Fano è stato di appena 18 euro (meno della metà rispetto al capoluogo). Una tendenza già confermata dalla media annuale ma che nel week-end pasquale ha toccato un gap negativo mai così alto. Il dato su Urbino si è attestato invece attorno ai 27 euro, mentre quello della zona Marotta-Mondolfo, Senigallia è stato di 22 euro. La media della Regione Marche è stata di 24 euro con Pesaro che si conferma dunque “regina” nei consumi di alimentari.

In generale la spesa alimentare ha riguardato soprattutto i freschi confermando la tendenza di molti (viste anche le previsioni meteo), a privilegiare scampagnate e pranzi fuori porta. E comunque, secondo l’analisi dei dati da parte di CNA Alimentare, il pieno nei ristoranti e agriturismo nella provincia, non ha inciso più di tanto sulla spesa alimentare.

Per CNA Alimentare con la Pasqua si chiude il periodo dell’anno più critico: “E’ nei mesi di gennaio-febbraio e marzo infatti che si si registra il minor fatturato. E comunque, conclude CNA Alimentare di Pesaro e Urbino, nonostante l’esplosione di questi ultimi anni dei discount, si registra una ripresa delle vendite (seppur lieve), nei piccoli negozi di alimentari con particolare riferimento all’acquisto di prodotti locali e di qualità”.

CNA di Pesaro e Urbino

Ufficio Stampa

Claudio Salvi

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