Circolo Culturale Angiola Bianchini – Fano (PU) presenta FRANCESCO GUCCINI: L’ALTRO POETA

CONFERENZA/CONCERTO A CURA DI ENZO VECCHIARELLI

Enzo Vecchiarelli (relatore, canto, chitarra)

Claudio Tombini (letture, canto)  –  Massimiliano Poderi (violino)

 

Mercoledì 28 marzo 2018, ore 16.15  –  Sala Verdi del Teatro della Fortuna – Fano (PU)

Il nome di Francesco Guccini è stato dato a un asteroide, a una farfalla e a un cactus messicano.

Gruppo Musicaparole

4 commenti

  1. Omaggio a Francesco da Pàvana

    Generazione un po’ speciale
    Non conoscemmo dittature
    Nati dopo il gran conflitto
    Per la Giustizia ed il Diritto
    Ricevemmo battiture

    Nel sessantotto i miei vent’anni
    Lievitavano dentro lo stampo
    Insufficiente a contenere
    La mia voglia di sapere
    E il mio voler entrare in campo

    Siam cresciti con Guccini
    Il gran poeta solitario
    Che cavalcava la protesta
    Di un volgo che contesta
    Di un volgo e il suo calvario

    La sua musica di fondo
    E il suo canto disperato
    Fu scintilla di una fiamma
    Per il nostro melodramma
    Che fin qui ci ha accompagnato

    Egli traeva ispirazione
    Dal suo mondo acculturato
    Dagli antichi ambienti agresti
    E ancor dai Sacri testi
    E da un mondo degradato

    Gran poeta e sognatore
    Si, un vero cantastorie
    Che si mischiano ad utopie
    Di miserie e fantasie
    Di miserie e vane glorie

    Era lui il vero cantore
    L’istruttor di chi non sa
    Pronto a suscitar stupore,
    Nella gioia e nel dolore
    Contro quello che non va

    Col suo dir controcorrente
    Incitando le emozioni
    Su ideali molto importanti
    Di giovani sognanti
    Che non hanno soluzioni

    Coi reggiseni han pur bruciato
    Valori veri e princìpi sani
    Ma non aumentò il patrimonio
    Non c’è unità nel matrimonio
    Né al Governo giusti sovrani

    Molti giovani sono cresciuti
    Con speranze e miti morti
    Inneggiati e sbandierati,
    Ma di fatto maltrattati
    Ma di fatto mai risorti

    Inneggiando a Che Guevara
    E a quell’Eskimo sgualcito
    Alle sere in osteria
    Per far morir la nostalgia
    Ma moriva solo il mito

    Ai bimbi ancor nel vento
    E a quelli uccisi con l’aborto
    Si aggiungono quelli violati
    Nelle alcove dei prelati
    Da un amor assai distorto

    Or Cirano più non sfida
    Quelli con il naso corto
    Perché tutti l’hanno conformato
    All’andazzo ora accettato
    Di un mondo falso e contorto

    Or han tutti il naso lungo
    Con quel far un po’ santocchio
    Falsi, con tangenti in mano,
    Ma non sono figli di Cirano
    Son tutti figli di Pinocchio

    La locomotiva non scalzò
    Il divario nel popolo sovrano
    Né le brutture in cui Dio è morto,
    Per poi sperar che sia risorto,
    Per poi sperar che non sia vano

    “Vedetta, quanto resta alla notte?”
    “Ma il giorno poi verrà?”
    Qui c’è l’abuso sui minori
    Qui le donne si fan fuori
    E cos’è giustizia non si sa

    Siamo come Don Chisciotte
    Combattenti un po’ cretini
    Contro politici senza talento
    Contro ciò che nuove il vento
    Combattiamo contro i mulini

    Ora in noi c’è quel ricordo
    Di quei giorni appassionati
    Di quei miti di giustizia
    Che han forgiato l’amicizia
    Ma che non si son realizzati

    E quel tempo se né andato
    Non ritorna e se ne va
    Proprio come abbiam cantato,
    Verso un sistema ora accettato,
    Verso una meta che non sa.

    Or col peso dei miei anni,
    Se dal cielo o dalla terra,
    Quel luogo ancora aspetto
    Dove tutto sarà retto
    Dove non ci sarà più guerra

    Vitaliano Vagnini – Pesaro, Gennaio 2018,

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  2. IL VERBO… E L’ESSERE

    “Io son, tu sei. ed egli è”, ripete lo scolaro
    Al suo Maestro, sperando d’aver la lode,
    Ma tristemente, crescendo scoprirà,
    Nel corso della sua vita mortale, il perché,
    Egli… non è

    Non sa che dalla Morte è accompagnato,
    Erede d’un breve viaggio nella vita,
    Per vedere le bellezze del creato
    Che saranno poi tolte a lui e a me,
    Perché… Egli non è

    Ma tu non esaltarti come fa il tiranno,
    Respingi l’orgoglio e afferra la modestia
    Non creder d’esser qualcuno, se te lo diranno,
    Lascialo pensare a color che son babbei,
    Perché tu… non sei!

    Un liquido solvente. Questo è il vivente!
    Come un vapore che appare e poi scompare
    Come un profumo dissolto nell’ambiente
    Che tu non puoi afferrar con la tua mano
    Quindi… non siamo!

    Umida terra che il sole ha esiccato,
    Polvere che il vento, lontano la trasporta
    Tornata a quel suolo dall’uomo calpestato.
    Sabbia chiusa nel pugno di una mano
    Quindi… non siamo!

    Chi si crede un monte dalla neve ricoperto,
    È come il ghiaccio che si scioglie al sole
    Che scende a valle per finir nel mare aperto,
    Acqua che non possiam afferrare con la mano.
    Quindi… non siamo!

    Nell’infinito universo d’astri tempestato
    È difficile indicare il punto dove siamo.
    Velo di polvere sulla Bilancia,
    Che tu lo voglia o no, tanto pesiamo!
    Quindi… non siamo!

    Anche, se alzassi il tono con la mia gola
    Sperando che i miei detti rimarranno,
    So che il tempo farà dimenticar la mia parola
    E delle mie frasi non s’udrà più il suono
    Quindi… non sono!

    Oh! Se avessimo la fonte della vita per amico!
    Una solida speranza rimarrebbe in noi.
    Scegli per maestro quel giusto VERBO antico 1
    Per entrar nell’amore dell’ESSERE Supremo 2
    E allora sì… saremo!

    Vitaliano Vagnini (Santarcangelo di Romagna, 19 Gennaio 2019)

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  3. (1) “Olocausto». Questa parola “Olocausto” è diventata d’uso comune, ma è impropriopia in base al significato della Torà. – L’Olocausto, secondo la Legge Mosaica, (Levitico Capitolo 6, versi 8-10), è una offerta bruciata nel fuoco, offerta a Dio secondo un suo preciso comando. Lo scopo era: (1) trovare favore presso Dio, (2) mostrare pentimento dei propri peccati e (3) chiederne il perdono. Ma a quale Dio i Nazisti offrirono quegli olocausti? Quale Dio chiese quel massacro? Di quale pentimento parliamo se neppure al processo di Norimberga riconobbero le loro colpe? Unico parallelo fu che molte vittime furono bruciate nei forni.

    (2) I Triangoli Viola… Obiettori di coscienza tedeschi. Internati prima della guerra, con la chiamata al servizio militare. Dai numeri molto bassi cuciti sulle loro divise, sembra che furono fra i primi a subire l’ira nazista.

    (3) “nascose” – Fonti: http://www.sansepolcroliceo.it/olocausto/Reazioni_connivenze/Chiesa_olocausto.html
    http://www.adista.it/numeri/adista02/adi54/adi54-pioXII-2.htm http://www.ildialogo.org/ebraismo/pio12.htm I dilemmi e i silenzi Pio XII – Giovanni Miccoli, Milano: Rizzoli 2000

    (4) “argine amico” – Concordato fra Vaticano e Nazismo – 08/07/1933 – Link: Le Chiese tedesche di fronte al Terzo Reich – SEI Editrice – https://seieditrice.com/chiaroscuro/files/2010/03/V3_U5-ipertestoC.pdf – Link: http://cristianesimo.it/nazismo.htm

    (5) “Provvidenza” – Patti Lateranensi fra Vaticano e Fascismo – 10/02/1929
    Nell’udienza di Pio XI, tre giorni dopo la firma, davanti ai professori e agli studenti dell’Università Cattolica di Milano, definì Mussolini: ‘un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare’ (Vittorio Messori. – Su “Emporio Cattolico. Uno sguardo diverso su attualità e storia” (Sugarco Edizioni)

    (6) Discendenti di Abramo, – http://www.asiablog.it/2007/06/20/i-150mila-soldati-ebrei-di-hitler/
    Libro del giovane storico ebreo Bryan Mark Rigg, laureato alla Yale University,
    “I soldati ebrei di Hitler” pubblicato da Newton & Compton nella collana “I Volti della Storia”

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  4. IL GIORNO DELLA MEMORIA

    Noi… nati dopo,
    Il cruento sterminio,
    Scriviamo nella Mente…
    Abominio

    Macchia indelebile
    Sull’umana società.
    Mai più si ripetano…
    Atrocità

    Vergogna e Menzogna,
    D’un popolo “Cristiano”
    D’un “Lavoro che rende liberi”
    Disumano

    Disprezzata la vita,
    Dignità calpestata,
    Negato il pensiero…
    Prigioniero

    Scompare la carne
    Si gonfiano le pance
    Si vedono le ossa…
    Non son gravidanze.

    C’è chi cerca la morte
    Stanco e stremato
    Correndo e gettandosi…
    Su Filo Spinato

    Ti chiedi “Se è un uomo”
    La gente umiliata,
    Scarna, derisa…
    Violentata

    Ma domandati pure
    Del suo aguzzino:
    “Se questo è un uomo” …
    O un Assassino

    Nel fuoco e nel fumo,
    Nel buio e nel fondo,
    Nell’aria e nel vento…
    Del mondo

    L’odore di morte,
    Dell’odio razziale,
    Di quello sterminio…
    Del male

    Chiamato “Olocausto”, (1)
    Che si offre all’Eterno
    Per chieder perdono…
    Ma, fu l’Inferno

    Diffuso e promosso
    Da un popolo colto
    Da un mondo ortodosso…
    Ma stolto

    E un Führer umano
    Idiota e malato,
    Da Piccoli e Grandi…
    Idolatrato.

    I Triangoli Viola (2)
    Fra i primi a subire
    L’ingiusto tiranno…
    E le sue ire

    Come obiettori
    Non l’hanno adorato
    Ma non fu il loro grido…
    Ascoltato

    Quell’odio razziale
    Raggiunse gli Ebrei,
    Polacchi, Politici,
    Zingari e Gay

    Così che quel campo
    Di forzati lavori
    Si riempì di triangoli…
    Di vari colori

    L’entrata? Un cancello!
    L’uscita? Un camino!
    Li non s’invecchia…
    Nessun Bambino

    Neppure il tempo
    Di poter dire: “Addio”,
    Strappati alle madri…
    L’Oblio

    Medici sadici
    Con esperimenti
    Spensero ai bimbi…
    I loro lamenti

    Nei forni roventi
    Con ceneri e braci
    Iniziarono dolenti…
    Le stragi

    Niente più Albe,
    Non più Orizzonti,
    Milioni di morti…
    Tramonti

    La Chiesa e lo Stato
    Sapendo, nascose, (3)
    Rimasero mute…
    Omertose

    Finita la guerra
    Evidente è l’orrore
    Emerge sorpresa…
    Stupore

    Nessun vuol la colpa
    Neppure la Chiesa
    Che approvò e benedì…
    Quell’ascesa

    Da quel Dittatore,
    Come argine amico, (4)
    Speravan di fermare…
    L’avanzar Bolscevìco

    E blasfemi esaltaron,
    Il suo alleato
    Come se la “Provvidenza”, (5)
    L’avesse mandato

    Ma il mal non si ferma
    Avanza e calpesta,
    Dittatura “Sinistra”…
    Dittatura “Mal Destra”

    Paradosso e Utopia,
    Fu che alcuni “fratelli”
    Discendenti di Abramo, (6)
    Collaboraron con quelli

    Or il mondo ricorda
    Ne tiene Memoria
    Ma non ne impara…
    La storia

    Vitaliano Vagnini – Pesaro
    Obiettore di coscienza
    (Carcere Militare di Gaeta 1969-1972)

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