Visti per voi rubrica di cinema a cura di Paolo Montanari

 

Un film da non perdere, non solo per la grande interpretazione di Diane Kruger, migliore attrice al Festival di Cannes 2017, ma perchè il regista Fatih Akin si ispira a un tragico fatto di cronaca per realizzare un film che intende provocare una discussione. Si tratta di OLTRE LA NOTTE, film vincitore miglior film straniero – Golden Globes 2018.
Tra il 2000 e il 2007, in Germania sono stati commessi numerosi assassinii di persone di nazionalità non germanica da parte dell’NSU, una formazione neonazista che nel 2011 è stata finalmente incriminata con prove. Fino ad allora la tendenza era stata di attribuire le uccisioni a problematiche interne alle comunità etniche o alla delinquenza comune. Fatih Akin si ispira a quelle azioni per realizzare un film che intende indubbiamente provocare una discussione. In tempi di terrorismo di matrice islamico-integralista, purtroppo anche in questi giorni si sono verificati attentati in Francia, e che colpisce in modo assolutamente criminale, ci viene ricordato che la guardia va tenuta alta su questo versante ma non va abbassata su altri fronti. Perché proprio la recrudescenza del terrorismo ha risvegliato quei gruppi xenofobi che non avevano mai smesso di esistere. Akin è molto attento nel definire il ritratto della sua vittima: ha dei precedenti penali per spaccio di droga ed è un curdo di nazionalità turca. Questo lo libera da un lato dall’apologia dell’innocente, anche se la società tedesca lo aveva recuperato completamente, e anche la possibile identificazione tout court con la numerosissima comunità turca in Germania. In realtà la vera proptagonista del film è una donna tedesca, una grande Diane Kruger, che può interpretare il ruolo con grande intensità e nella sua lingua madre, il tedesco. Proprio nella sofferenza di questa donna che perde il suo uomo e il figlio che si concentra il film in tre capitoli, come fosse un breve romanzo. La lunga fase prosecessuale, che occupa la parte centrale del film, la vede subire il pregiudizio di una difesa che ricorre a qualsiaisi mezzo per invalidare la sua testimonianza. Un film d’autore dunque OLTRE LA NOTTE che può avere due illustri predecessori: Z-L’orgia del potere di Costa-Gravas, con l’impianto politico processuale e Un borghese piccolo piccolo di Monicelli , nella grande interpretazione di Alberto Sordi, Giovanni Vivaldi che come Katja-Diane Kruger ha un bisogno lucido e devastante di avere giustizia.

Paolo Montanari

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