‘A fury tale’: uno spettacolo potente e delicato, che coinvolge il femminile e le sue declinazioni

 

 

Pesaro, Teatro Rossini, 17 marzo 2018

 

E’ uno spettacolo di folgorante intensità ‘A fury tale’, presentato ieri sera al ‘Rossini’ di Pesaro nell’ambito di ‘TeatrOltre’, la rassegna regionale multidisciplinare promossa da Amat-Platea delle Marche con il Comune di Pesaro.

Prodotto da ‘Il Funaro’ di Pistoia assieme a ‘Festival Aperto/Fondazione I Teatri’ di Reggio Emilia, è firmato da Cristiana Morganti, danzatrice tra le più popolari del ‘Tanztheater Wuppertal’ (fondato da Pina Bausch, madre e leggenda del teatro-danza europeo). Chi pensava di vederla danzare, però, è rimasto deluso:

 

-Dopo ‘Moving with Pina’ e ‘Jasmine and me’ ‘in cui ero in scena, avevo voglia di fare qualcosa di diverso e  non comparire personalmente sul palco.  Qui sono la coreografa ed in questo ruolo ho potuto, tra l’altro, scegliere le mie interpreti, a differenza di quanto avvenuto per precedenti lavori, tra cui quelli realizzati recentemente per il ‘Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse’ di Parigi. Ho scelto queste danzatrici così diverse da me e così impressionanti anche quando sono immobili: sono due donne alte un metro e ottanta, coi capelli rossi, pallide di carnagione,  molto imponenti e nello stesso tempo misteriose. Anna Wehsarg e  Anna Fingerhuth, ex danzatrici del ‘Tanztheater’, appartengono a generazioni diverse dalla mia :  io ho quasi cinquant’anni,  Anna ne ha quasi quaranta e Breanna ne ha quasi trenta, tre generazioni di danzatrici’- ha spiegato Cristiana alla stampa presentando l’opera.

 

Lo spettacolo coinvolge il femminile e le sue possibili declinazioni: competizione ed amicizia, isterismo e dolcezza, imprevedibilità e quotidianità, aggressività e tenerezza:

‘Non ho voluto lavorare su temi autobiografici, relativi a me stessa ed alla mia storia. Ho preferito trovare temi diversi, in primo luogo il sentimento della rabbia nella sua doppia veste di potenza distruttrice e spinta vitale, quindi quello delle fiabe, nelle cui storie di rabbia ce n’è molta, tanto che sfociano spesso in violenza. Questi due temi hanno  poi aperto altre questioni : queste due donne sono una sola oppure si tratta proprio di due figure diverse? Osono l’una l’ombra dell’altra? -si è domandata Cristiana.

 

Sullo sfondo di una scena completamente bianca (quasi uno sfondo su cui far esplodere video, colori e luci intermittenti), le due danzatrici si muovono,  si scontrano e si raccontano.  Il dialogo con la coreografa è sempre presente, fa parte della storia. Cristiana osserva dall’alto e da lontano le sue interpreti, con sguardo partecipe ed ironico ed entra soltanto un momento sul palcoscenico, come a mostrare la fragilità di una presunta quarta parete, la labilità di confini fra vita e finzione, biografia ed artificio. L’incalzante susseguirsi delle scene avviene con tagli netti, quasi cinematografici ed è accompagnato da un collage musicale che spazia tra stili e generi, dal punk-rock a Bach.

E’ uno spettacolo indubbiamente potente ma anche delicato, rivelatore di fragilità e timori, di sogni e speranze che accompagnano la vita di ognuno ed in cui tutto il pubblico pare essersi riconosciuto.

Diplomata in danza classica all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e in danza contemporanea alla ‘Folkwang Hochschule’ di Essen, Cristiana Morganti è stata danzatrice solista del  ‘Tanztheater Wuppertal Pina Bausch’ (1993 – 2014)  partecipando a numerose creazioni e  danzando in quasi tutti gli spettacoli del repertorio (ora collabora con il Teatro quale artista invitata).
E’ attualmente professore invitato al Conservatoire Nationale Superieure de Paris e all’Accademia d’Arte Drammatica ‘Silvio D’Amico’ di Roma.
Nel 2014 ha ricevuto il Premio ‘Danza & Danza’ per lo spettacolo ‘Jessica and me’  che la vede interprete, autrice e coreografa, presentato  al Dublin Dance Festival (2016) ed in Francia, in un lungo tour che ha toccato il ‘Théâtre des Abbesses/Thèâtre de la Ville’ a Parigi e la ‘Biennale de la Danse’  di Lyon, prima di raggiungere ‘The Place’ di Londra e il Festival ‘Tanz im August’ di Berlino.  

 

Paola Cecchini

 

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