Ordigno bellico, sgomberate 23 mila persone a Fano

 

 

FANO – E’ stata intrapresa una massiccia operazione che ha visto evacuate circa 23 mila persone a Fano, dopo il ritrovamento, nella mattinata di martedì 13 marzo, di un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale in un cantiere dell’Aser in viale Ruggeri sul lungomare Sassonia.

La bomba non può essere disinnescata, infatti ha al suo interno un congegno “antirimozione”, dunque gli artificieri dell’Esercito hanno il delicato compito di imbracare l’ordigno con un lungo cavo e trascinarlo in mare, per farlo brillare in condizioni di sicurezza. E’ questo quanto si apprende dalle forze impegnate sul posto. La spoletta è innescata e prevede un ritardo che va dalle 6 alle 144 ore.

L’attuale stato di allarme durerà fino alle ore 13. Si tratta di una misura precauzionale. Sempre a questo scopo, gli esercizi commerciali, gli uffici e le scuole saranno chiuse, ma non appena la bomba sarà stata fatta brillare e si avrà il permesso delle autorità militari, la gente potrà tornare a casa.

Sono state allontanate le persone da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba. La decisione è stata adottata dalla prefettura di Pesaro. Le zone evacuate sono: il lungomare di Sassonia, il centro storico e la periferia a sud del centro.

Bus e pullman sono rimasti in attesa nei punti raccolta per portare i cittadini nei ricoveri allestiti dalla protezione civile. Si sono formate code di auto, veicoli della polizia hanno girato per le strade lanciando messaggi con gli altoparlanti sulla necessità di evacuare il centro di Fano. E’ quello che è accadendo in queste ore nel centro di Fano. Le operazioni per mettere in sicurezza la popolazione si sono svolte ordinatamente.

A Fano sono stati evacuati l’ospedale Santa Croce e la stazione ferroviaria. Bloccati anche i treni dalle 21:30, dato che la stazione (come l’ospedale) si trova nella zona di pericolo. Lo stop non interessa invece l’autostrada A14.

Anche il porto di Fano, l’aeroporto e lo spazio aereo sopra la città fino a quota 1.392 metri sono stati chiusi. Interdetto lo specchio acqueo nel raggio di circa 1.800 metri, secondo l’ordinanza del sindaco Massimo Seri, salvo diverse decisioni della Marina Militare con l’eventuale supporto dell’Aeronautica militare nell’ambito dell’operazione di trasporto in acqua dell’ordigno.

La bomba, ritrovata in un cantiere, potrebbe essere stata innescata accidentalmente durante le stesse operazioni che l’hanno portata alla luce. Sul posto sono intervenuti in un primo momento gli artificieri dell’Esercito i quali hanno stabilito che si tratta di un ordigno di fabbricazione inglese da 500 libbre con le spolette differite: in linea teorica potrebbe esplodere, viene sottolineato, entro 144 ore. Da qui la decisione precauzionale di allontanare le persone nell’arco di 1.800 metri. Gli artificieri dell’Esercito e quelli della Marina provvederanno nelle prossime ore a rimuovere l’ordigno e a farlo brillare in mare.

Numero di emergenza 0721/866696

 

Redazione

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