Omaggio a Carmelo Bene, conferenza conclusiva del ciclo “Arte, suono, spiritualità nel cinema”

Omaggio a Carmelo Bene è stata la conferenza conclusiva che si è svolta nella sala Rossa del comune di Pesaro nell’ambito del ciclo Arte, suono, spiritualità nel cinema a cura di Monica Marcolini e Paolo Montanari. Il ciclo di incontri che ha avuto un grande successo di pubblico è stata organizzata da Assonautica di Pesaro e Urbino e Associazione culturale Pegasus, con il patrocinio dell’Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro. La figura di Carmelo Bene, considerato dal regista teatrale Franco Quadri, il più grande attore teatrale del Novecento italiano, è stata presentata dal giornalista Paolo Montanari, che ha voluto sottolineare come la persona in Bene è già attore e che nei suoi quarant’anni di attività produsse tanto per il teatro, 9 film fra lungo e medio metraggi, e alcune presenze televisive come nel Maurizio Costanzo Show. La sua linea operativa e teorica “in negativo”, dentro e contro il teatro stesso, è stata fraintesa e ripudiata contro se stesso e la sua stessa arte. Eppure i migliori critici teatrali e uomini di pensiero come Michel Focault, Gilles deleuze, Jacques Lacan, poeti e scrittori come Eugenio Montale, Elsa Morante, Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino, hanno evidenziato gli aspetti innovativi nel teatro di Bene, che non faceva lo spettacolo per il pubblico. Carmelo Bene fu più amato in Francia, forte la tradizione teatrale da Antonin Artaud in poi, che in Italia. I suoi Pinocchio, Amleto e altre opere shakesperiane, hanno fatto scuola e rotto con le interpretazioni accademiche. Tre i periodi in cui si può comprendere l’attività artistica di Carmelo Bene: il primo periodo 1959-1967 con la prima rappresentazione teatrale di Nostra Signora dei Turchi (1966), di cui nella serata si è potuto vedere una sequenza cinematografica della stessa opera. Poi da Amleto, si è potuto vedere il monologo che rompe gli schemi dell’interpretazione sia di Laurence Olivier che quella successiva di Kenneth Branagh. Il secondo periodo che va dal 1967 al 1980, comprende il famoso Concerto Majakovskji, di cui è stato presentato un frammento molto significativo. Il terzo periodo 1980-2002 che apre Carmelo Bene verso la Lectura Dantis, D’Annunzio e la poesia di Leopardi, di cui si è potuto ammirare l’interpretazione de L’Infinito. Il professor Roberto Rossini si è soffermato sul primo periodo romano di Carmelo Bene, quelle delle cantine, da cui poi partirono i suoi laboratori teatrali.
Paolo Montanari
Foto Monica Marcolini

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