Dodicesimo appuntamento della rassegna La Strada per Pesaro. Pesaresi d’adozione ALBERTO ZEDDA

 

Mercoledì 28 febbraio alla Chiesa dell’Annunziata

 

Dopo gli incontri dedicati a Nino Pedretti, Lea e Sparta Trivella, Aldo J. B. Brilli-Cattarini, Dino Garrone, Irene Kriwcenko, Cesare Lombroso,  Carolina di Brunswick, Annibale e Ave Ninchi, Carlo Pedrotti, Alelelmo Campana, Magda Minciotti la rassegna  La Strada per Pesaro, pesaresi d’adozione (ideata e diretta da Lucia Ferrati), giunge al suo dodicesimo appuntamento.

Protagonista dell’incontro di mercoledì 28 febbraio, alle ore 18.00, alla Chiesa dell’Annunziata, via dell’Annunziata (di fianco ai Musei Civici), sarà il Maestro Alberto Zedda.

L’iniziativa – organizzata da Comune di Pesaro, Presidenza del Consiglio, Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita, Rossini Opera Festival, Fondazione Rossini, Amat con il sostegno di  Banca di Credito Cooperativo di Gradara, in collaborazione con Ente Olivieri di Pesaro, Associazione “Amici della Biblioteca Oliveriana”– intende rendere omaggio a questo straordinario musicista, pesarese d’adozione.

Nella Settimana rossiniana 2018 non poteva mancare il ricordo di Alberto Zedda, uno dei protagonisti della cosiddetta «Rossini renaissance», che schiuderà scenari, fino ad allora impensabili, nel campo della conoscenza e dell’interpretazione della musica del Cigno di Pesaro.

Io sono soltanto un interprete, un mezzo di comunicazione fra personaggi come Rossini e le nostre anime. Devo dire che faccio questo mestiere con particolare passione ed entusiasmo, qualità che col passare degli anni invece di diminuire, lasciandosi andare alla stanchezza e al dubbio, mi sembrano aumentare. Ogni anno sono più interessato, più innamorato del mio autore, cerco di conoscerlo meglio, di collegarlo coi fatti dello spirito e della cultura della sua epoca. Ma soprattutto con le espressioni della nostra cultura contemporanea. Tutto questo dà alla mia giornata un significato, un senso importante”.

Così diceva di sé Alberto Zedda, direttore d’orchestra, musicologo e docente (ha anche insegnato all’Università di Urbino), nato a Milano il 2 gennaio 1928 e morto a Pesaro, il 6 marzo 2017.

Dopo gli studi presso il Conservatorio di Milano, dirige l’Orchestra da Camera del Politecnico e lavora frequentemente all’Angelicum di Milano (coltivando soprattutto la musica vocale del primo Barocco e del primo Settecento).

Nel 1957 Zedda è vincitore del concorso internazionale della Rai per direttori d’orchestra. Da quel momento lo aspetta una lunga carriera sul podio delle più prestigiose istituzioni musicali: in Italia (La Scala, Santa Cecilia, il Maggio Musicale Fiorentino, per citarne solo alcuni), e all’estero, in Germania, Olanda, Belgio, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Polonia, Russia, Israele, Stati Uniti, Cina, Giappone.

Ma in questo stesso periodo viene chiamato a dirigere la sua prima opera lirica: Il barbiere di Siviglia, di Gioachino Rossini. Sarà un incontro fatale.

Sul Barbiere gravava, secondo Zedda, un imponente bagaglio di tradizioni esecutive spesso incompatibili con le indicazioni del testo musicale. Decide quindi di rifiutare ogni trita consuetudine per attenersi, quanto più possibile, alla volontà rossiniana originale.

Sua sarà la prima lettura critica della partitura del Barbiere che prenderà vita, nel 1969, in una memorabile messa in scena scaligera diretta dal Maestro Claudio Abbado, per la regia di Jean-Pierre Ponnelle.

Nel 1971, a Pesaro, la Fondazione Rossini, presieduta da Wolframo Pierangeli inizia a intraprendere il monumentale progetto di pubblicazione di tutte le opere di Rossini in edizione critica. Per realizzare tale progetto viene nominato un Comitato di Redazione composto dal Direttore del Centro Rossiniano di Studi Bruno Cagli, da Philip Gosset e da Alberto Zedda.

Lo scopo dell’impresa non si basa solo sulla restituzione filologica delle opere (per sradicare, una volta per tutte, lo storico pregiudizio che confinava Rossini nel ruolo di autore buffo), ma anche sulla realizzazione di partiture che ne permettessero, concretamente, l’esecuzione.

Fondamentale, per questo, sarà, dal 1980, la collaborazione con il Rossini Opera Festival.

Fra il pubblico di quella prima del Barbiere alla Scala c’era un medico pesarese, grande cultore e appassionato di musica: Gianfranco Mariotti.

Nel 1980 Mariotti diventa Assessore alla Cultura di Pesaro e inizia subito a lavorare sul progetto di un festival dedicato a Rossini che metta in scena tutte le opere in edizione critica.

Pochi mesi dopo nasce la prima edizione del Rossini Opera Festival: in cartellone Gazza ladra, diretta da Gianandrea Gavazzeni per la regia di Sandro Sequi e L’inganno felice, diretto dallo stesso Zedda con la regia  di Bruno Cagli.

Zedda sarà consulente artistico del ROF dal 1981 al 1992 e poi direttore artistico dal 2001 al 2015.

Curerà le edizioni critiche di Gazza ladra (del ’79), di Cenerentola (del ’98), dell’amatissima Semiramide (con Philip Gossett, del 2001) e poi ancora del Barbiere di Siviglia (del 2009).

Al Festival dirigerà diverse opere rossiniane, ma in tutto il mondo guiderà le più grandi orchestre nell’esecuzione dei capolavori del genio pesarese: La cambiale di matrimonio, L’equivoco stravagante, L’inganno felice, La scala di seta, La pietra del paragone, L’occasione fa il ladro, Il signor Bruschino, Tancredi, L’italiana in Algeri, Il turco in Italia, Elisabetta regina d’Inghilterra, Torvaldo e Dorliska, Il barbiere di Siviglia, Otello, La Cenerentola, La gazza ladra, Armida, Adelaide di Borgogna, Mosè in Egitto, Ermione, La donna del lago, Maometto II, Semiramide, Il viaggio a Reims, Moïse et Pharaon, Le Comte Ory, Guillaume Tell; La morte di Didone, Le nozze di Teti e di Peleo, Giovanna d’Arco, Stabat mater, Petite messe solennelle. E delle 34 registrazioni di opere eseguite sotto la sua direzione, ben 19 sanno quelle rossiniane.

Direttore del Carlo Felice di Genova (nel ’91) della Scala di Milano (nel ’92), poi direttore artistico del Festival della Valle d’Itria, e del Festival Barocco di Fano “A vagheggiare Orfeo”, Zedda sarà anche uno straordinario insegnante e scopritore di talenti nel campo della musica classica e lirica.

Nel 1989, fonda l’Accademia Rossiniana (oggi dedicata allo stesso Zedda, che la dirigerà fino alla sua scomparsa), con l’intento di rivolgersi a cantanti, direttori d’orchestra, musicologi, operatori culturali e appassionati d’ogni sorta per diffondere quel “verbo” rossiniano che Mariotti, Zedda e gli studiosi della Fondazione Rossini venivano applicando agli spettacoli pesaresi.

Sposato con Graziella Rossi da cui ha una figlia, Paola, che gli darà tre nipotini (Valentina, Luca e Chiara, tutti musicisti),  Zedda si risposa, molti anni dopo, con Cristina Vásquez, sua compagna di vita fino ai suoi ultimi giorni.

Il 28 ottobre 1998 Alberto Zedda viene nominato Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il 25 marzo del 2000 è nominato Presidente onorario della Deutsche Rossini Gesellschaft.

Nel 2005 è insignito del Premio Campoamor come Megliore Direttore.

Il 21 novembre 2007 l’Università di Macerata consegna al Maestro  la Laurea Honoris Causa in “Scienze della comunicazione.”

Nel luglio 2008 la città di Pesaro gli conferisce l’onorificenza di “cittadino benemerito”.

Nel 2012 gli viene consegnato il Premio Campoamor a Toda una Carrera.

Nel 2013 è nominato ‘Académico Correspondiente’ della Real Academia Sevillana de Buenas Letras.

Nel 2014 il Circulo de Bellas Artes di Madrid gli consegna la Medalla de Oro.

Nel 2017 vince l’International Opera Awards (Londra) e il Premio Internazionale Terras sem sombra (Portogallo).

Nel 2012 l’editore Ricordi pubblica un libro di Alberto Zedda: le Divagazioni Rossiniane: “taccuino di studio e di passione raccoglie eterogenee riflessioni di un musicista che, incontrato fortuitamente Rossini, è rimasto colpito dalla profondità delle sue creazioni musicali e drammaturgiche, tanto da dedicargli gran parte della sua energia”.

Come in tutti gli incontri de La Strada per Pesaro la prima parte sarà dedicata al Ritratto di Alberto Zedda ovvero al racconto delle sue vicende biografiche e professionali ricostruito tramite letture (affidate a Cristian Della Chiara, Francesca Di Modugno e Silvia Melini) e alla proiezione di immagini d’epoca.

Nella seconda parte, la parola passerà a Gianfranco Mariotti per un ricordo dell’amico e collega Alberto Zedda.

La chiusura dell’incontro sarà affidata alla musica. la Gioachino Orchestra,  orchestra giovanile della Provincia di Pesaro e Urbino, diretta da Michele Mangani eseguirà, infatti, Fantasia dal Barbiere di Siviglia di G. Rossini, per due flauti ed archi (2015), di Michele Mangani, solisti Tommaso Bacchielli e Maria Laura Mangani

 

L’incontro è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.

 

L’evento è organizzato da:

Comune di Pesaro

Presidenza del Consiglio

Assessorato alla Bellezza e Assessorato alla Crescita

Rossini Opera Festiva

Fondazione Rossini

Amat

 

 

Brunella Paolini

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