Visti per voi, rubrica di cinema a cura di Paolo Montanari

 

 

Una commedia umana, come la sa narrare Gabriele Muccino, dal titolo A CASA TUTTI BENE, con un cast di bravi attori e soprattutto un grande maestro, Ettore Scola, che della famiglia aveva fatto il suo caposaldo cinematografico. In quest’ultimo film di Muccino, il nucleo di protagonisti è articolato e si confrontano tre generazioni, che sono rappresentate da 20 protagonisti riuniti in un’isola per il pranzo di nozze dei capostipiti Sandrelli e Marescotti. Convivono così forzatamente, diversi animi e appartenenze sociali e per Muccino è il suo film più personale. “Crescendo, sottolinea il regista, ho sedimentato i miei punti di vista su questo alveo sociale, in cui si fatica a convivere per dinamiche di facciata che ostacolano il subconscio di ciascuno nel venir fuori con sincerità affettiva”. Applicato al film di Muccino, questo concetto dà forma cinetica e sostanza parateatrale al cast, che ha scelto di volta in volta. Ogni personaggio ha la sua storia complessa da esprimere, in fluida e intensa coralità di vasi comunicanti, mentre la loro vita è un limbo in cui ieri e oggi non vogliono incontrarsi.

 

 

La forza di un amore romantico, ma anche molto fisico, nell’America degli anni ’50 è il motivo centrale del film LA FORMA DELL’ACQUA di Guillermo Del Toro, Leone d’oro all’ultima mostra del cinema di Venezia. “Era molto tempo che volevo raccontare questa storia, ha sottolineato Del Toro, ma non ero riuscito a trovare la chiave giusta. Poi l’ambientazione anni ’50, con una fotografia che richiama la rivista Life e una storia d’amore fra una donna e un mostro, tema mai accettato a Hollywood. Essendo un amore platonico, il film pur entrando anche nel rapporto fisico, rispetta i canoni sessuali, che per Del Toro non cancellano la purezza. Riprende in parte dallo spirito della Bella e la Bestia, ma qui la bestia risveglia la vera natura di questa donna. D’altra parte chi ha obiettato al regista l’uso dei mostri, egli ha risposto che i mostri siamo noi, emarginati come noi. Ma non dobbiamo confonderei mostri di Del Toro dall’animo bellissimo con i mostri distruttori dell’umanità come Hitler.

 

Paolo Montanari

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