Kandinsky – L’immagine, lo spirito e il suono

 

 

 

 

La figura di Wassily Kandinsky che, in questo periodo, sta avendo un grande successo, ovviamente non come riscoperta artistica, ma per il suo legame con la musica di John Cage nella mostra di Reggio Emilia, è stata ricordata nell’ambito del ciclo di incontri dal titolo Arte, musica, spiritualità nel cinema, a cura di Paolo Montanari e Monica Marcolini, in una gremitissima sala Rossa del Comune di Pesaro. Il titolo dell’incontro: Kandinsky – L’immagine, lo spirito e il suono. La stanza dei colori, tenuto dal prof. Roberto Rossini, già lascia comprendere l’importanza di questo artista, che ha saputo sintetizzare le arti del primo decennio del Novecento, intorno alla pittura.

Wassily Kandinsky è stato un grande pittore russo, considerato il primo artista ad avere dipinto opere completamente astratte. Nacque a Mosca il 16 dicembre 1866 e morì a Neuilly sur-Seine in Francia, nel 1944; nelle sue opere utilizzava il colore seguendo stili e tecniche all’epoca ancora in larga parte inesplorate. Cominciò tardi a dipingere: produsse i suoi primi disegni (schizzi e studi anatomici) quando aveva 30 anni. Una delle frasi più famose e citate di K.  è contenuta nel suo saggio Lo spirituale nell’arte, del 1911: “Il colore è la tastiera, gli occhi sono il martelletto, l’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la invece che suona, toccando un tasto o l’altro, per provocare vibrazioni nell’anima”. Durante l’infanzia visse a Odessa. K. si iscrisse all’ Università di Mosca, e studiò Economia e Legge. Ebbe successo nella sua professione, gli fu, infatti, offerta la cattedra di Diritto Romano all’Università di Dorport, che rifiutò. Nel 1896 si  stabilì a Monaco, e studiò nella scuola privata di Anton Azbe e poi all’Accademia delle Belle Arti. Tornò a Monaco nel 1914, dopo l’inizio della Prima guerra mondiale. K. era in disaccordo con le teorie ufficiali sull’arte della Mosca comunista. Nel 1921 tornò in Germania, dove insegnò arte e architettura alla scuola del Bauhaus, finché nel 1933 non fu chiusa dal regime nazista. Si trasferì quindi in Francia, dove rimase per il resto della sua vita e dove produsse la maggior parte delle sue opere più importanti. Nel 1939 acquisì la cittadinanza francese. Nel 1901 a Monaco fondò il gruppo Phadaux, e cominciò a produrre paesaggi a spatole, ancora figurativi. Fu un periodo di sperimentazione tecnica, usò molto la tempera sulla carta scura. Nel 1902 K. espose per la prima volta con la Secessione di Berlino e realizzò le sue prime xilografie. La prima esposizione del gruppo Phadaux fu a Monaco nel 1909; le sue opere cominciavano a perdere ogni illusione di profondità e ad avere colori molto intensi. K. produsse il suo primo acquerello astratto nel 1910 nella IV composizione, del 1911; le figure erano stilizzate, il colore privo di relazione con la realtà e lo spazio talmente confuso che era impossibile distinguere il soggetto senza riferirsi alle opere precedenti della serie. Nel 1911 fondò il gruppo Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) e nello stesso anno pubblicò il saggio Lo Spirituale nell’arte, in cui teorizzò quello che stava sperimentando nella sua pittura. Realizzerà delle mostre personali nel 1912 a Berlino e nel 1913 a New York. Rimase poi a Mosca fino al 1921. Tra il 1922 e il 1933 insegnò alla scuola del Bauhaus, prima a Weimar e poi a Dessau. Diventò amico di Paul Klee e pubblicò il secondo saggio: Punto e linea sul piano.

 

Paolo Montanari

Foto Marta Fossa

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