Successo di pubblico per la conferenza nella serie di incontri dal titolo: Arte, musica spiritualità nel cinema

Affollatissima conferenza nella Sala Rossa del Comune di Pesaro dal titolo: Esempi di simboli del sacro nell’arte e Le trasformazioni iconografiche nel cinema da Dreyer a Bunuel, tenuta dalla professoressa Marta Fossa, storica dell’arte e dal giornalista Paolo Montanari, esperto di cinema. L’iniziativa rientra nella serie di incontri dal titolo: Arte, musica spiritualità nel cinema, a cura della professoressa Monica Marcolini. Marta Fossa con il supporto di slides, ha ripercorso alcune tappe siginificative nella storia dell’arte, pittura, scultura, per trovare i simboli e icone del sacro. Tanti esempi dalla Pietà di Michelangelo, alla morte di Santa Lucia del Caravaggio, dal Mosè sempre del Buonarroti fino ad antiche iconografie, viste anche nei particolari, per risalire al concetto di snella concezione di sacro, che per lo studioso tedesco Otto, è elemento fondamentale non solo nella ricerca religiosa, teologica e artistica, ma rientra nella antropologia di tutti i tempi. Partendo da questi presupposti Paolo Montanari, ha voluto innanzitutto dare una definizione di iconografia, che è un ramo della storia dell’arte, che si occupa della descrizione, classificazione e interpretazione di quanto raffigurato nelle opere d’arte. L’iconografia può riferirsi a personaggi o avvenimenti storici. Così come a ricerche su temi religiosi, che a partire dal XVI secolo hanno visto una fioritura notevole di studi e pubblicazioni. Erwin Panofsky con il suo saggio IL SIGNIFICATO NELLE ARTI VISIVE, svolge un excursus di esempi che spaziano dall’arte egizia a Poussin e poi analizza le opere di Durer, Tiziano e Vasari, in modo di comprendere il variare dei modi e dei  metodi della figurazione. Il cinema ha utilizzato spesso quadri, e gli elementi figurativi, facendo leva sul fascino esercitato dalla pittura riprodotta. Sono molti i film in cui un quadro costituisce l’elemento della narrazione. Secondo la fenomenologia dell’immaginario è essenziale il momento in cui lo spettatore percepisce il quadro come oggetto appartenente al mondo reale, oggetto dotato di una sua vita, rappresentato come immagine che vive una vita propria. La presenza di un ritratto nel film spiega il fatto che il quadro ha un potere costitutivo di storie: l’immagine pittorica diventa letteralmente una immagine sospesa. Allora occorre distinguere lo stile pittorico da quello filmico. Nel Gabinetto del dottor Calegari, l’aspetto pittorico espressionista è dominante. In questo caso, l’effetto pittorico non è nascosto ma assorbito da una illusione fotografica. Vi sono anche dei teorici che ritengono sia necessario tenere distinti il pittorico e il filmico. Il film La Passione di Giovanna D’Arco di Dreyer è un esempio di cinema che diventa pittura. Ma poi vi sono esempi del cinema degli anni sessanta, in cui la pop art, la scuola romana con Schifano, incidono radicalmente sull’aspetto filmico. Anche Godard il cineasta francese  più visonario predilige la citazione pittorica. Poi con il cinema di Federico Fellini, vi è l’invenzione della figurazione caricaturale. Ribadire il primato delle immagini in Fellini è essenziale. Fellini ha in comune con Melies il gusto di lavorare su forme plastiche già elaborate ed espressive, di intervenire sullo spazio pro filmico, di controllarlo, manipolarlo come un pittore manipola il colore. Luis Bunuel si chiama fuori dai filamenti linguistici, visuali, artistici operati da Dulac, Man Ray, Duchamp e Leger. Super la metafisica eretica-cristiana di Dreyer con Giovanna D’arco, Ordet, la morale disadorna e giansenista di Bresson e con film come Simone del deserto, realizza un film dell’immobilità e sull’immobilità. L’immobilità dello spazio corrisponde a una struttura narrativa nella quale i personaggi svolgono un ruolo fissato dalla tradizione del racconto religioso e sono influenzati dalla pittura spagnola del Seicento. Con Viridiana, Bunuel crea un parallelismo con la pittura realista, sociale di Goya. Un esempio di grande equilibrio fra gli aspetti pittorico e filmico.
Paolo Montanari

Un commento

  1. Pomeriggio interessantissimo per le materie trattate, anche per ascoltatori non proprio competenti, ma, soprattutto, per la chiarezza, la competenza, la professionalità e la bravura della docente, Prof.ssa Marta Fossa!!

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