Regioni storiche, dal Montefeltro alla legge nazionale. Con foto

 

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Una legge finalizzata all’individuazione delle aree territoriali denominate ‘regioni storiche italiane’ caratterizzate da “omogeneità del paesaggio e delle vicende storiche, da riferimenti culturali e artistici, tradizioni e stili di vita comuni” oltre che “alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e socio-culturale delle suddette regioni, anche attraverso l’istituzione di una rete di coordinamento tra le medesime”.

Così recita il testo del disegno di legge presentato lo scorso 14 novembre 2017 su iniziativa della senatrice Camilla Fabbri e denominato “Disposizioni per la creazione e la valorizzazione di una rete delle regioni storiche italiane”, una legge che si pone l’obiettivo di istituire un tavolo di lavoro specifico sul tema con la partecipazione di rappresentanti dei Ministeri dei Beni e delle Attività Culturali e Turismo e dell’Ambiente, di rappresentanti delle Regioni Storiche e degli Enti locali e delle associazioni storico-culturali presenti in ciascuna regione, di redigere un elenco dettagliato delle stesse Regioni per farle conoscere, promuoverle e valorizzarle e di realizzare un portale online, tutto questo anche ai fini di una migliore promozione turistica.

La legge sviluppa ed integra il progetto nato all’interno della Compagnia del Montefeltro, iniziativa di promo commercializzazione del Montefeltro storico avviata nel 2011 e che coinvolge oltre duecento aziende del territorio e molti Enti pubblici e privati, dei quali Confesercenti di Pesaro e Urbino è capofila insieme con Ente Parco del Sasso Simone e Simoncello.

“Nel 2011 ‘Compagnia del Montefeltro’, nasce con l’intento di promuovere un’area dalla forte connotazione storica nonostante una marcata divisione amministrativa –spiega Giorgio Bartolini direttore provinciale di Confesercenti- sappiamo, infatti, che il Montefeltro ha subito di recente un’ulteriore divisione da un punto di vista della gestione pubblica ed è attualmente ripartito tra due regioni, Marche ed Emilia Romagna, e uno stato estero, la Repubblica di San Marino. Nonostante questo, le potenzialità del Montefeltro derivano proprio dalla capacità di mantenere una forte identità sul piano storico culturale. Da questo concetto, che ha originato l’azione di promo-commercializzazione di ‘Compagnia del Montefeltro’ è nata anche l’idea di estendere questa azione a tutte le altre regioni storiche italiane che sono oltre un centinaio e, quindi di avviare un percorso istituzionale che tendesse, nella prima fase, al riconoscimento giuridico di queste entità. La senatrice Fabbri ha avuto il merito di dare voce e concretizzare questa nostra idea trasformandola in un disegno di legge e dandole copertura finanziaria”.

“L’Italia conta su un patrimonio identitario fatto di meraviglie nate dalla complessità –aggiungono Alessandro Sistri, ideatore del progetto delle Regioni Storiche italiane, nato all’interno della ‘Compagnia del Montefeltro’ e Risiero Severi coordinatore della Compagnia- le sovrapposizioni, gli incontri, gli scambi avvenuti tra identità, storie e genti sono stati i veri e potenti catalizzatori della bellezza italiana. Le specifiche identità locali, più o meno estese, non hanno rappresentato l’ostacolo, ma piuttosto il motore dello sviluppo di un patrimonio la cui ricchezza e varietà è riconosciuta nel mondo. Principali

protagoniste nella formazione di questo patrimonio sono state le Regioni Storiche, quelle entità territoriali e culturali formatesi tra l’epoca antica e il Rinascimento, spesso di piccole dimensioni ma di grande peso, che hanno dato forma alla particolare “geografia identitaria” italiana. Oggi, riscoprire l’ingente patrimonio materiale e immateriale delle Regioni Storiche italiane significa proporre un “prodotto” culturale e turistico originale e inedito, di grande levatura e capacità di coinvolgimento nazionale e internazionale”.

Si tratta di un progetto che ho sostenuto da subito – spiega la Senatrice del Partito Democratico Camilla Fabbri candidata alla Camera dei Deputati e promotrice del disegno di legge sulle “Regioni Storiche”- perché contribuisce alla valorizzazione del nostro territorio, così ricco sul piano storico-artistico-culturale e paesaggistico. Un ulteriore volano per lo sviluppo turistico-commerciale, dunque per la crescita della nostra comunità. La concretezza di questo progetto è rappresentata anche dalla partecipazione dei sindaci che fanno parte della Compagnia del Montefeltro, degli Enti e delle attività che insistono in questi territori. Il disegno di legge per la creazione e la valorizzazione di una Rete delle Regioni Storiche italiane, che ho presentato in Senato, vuol dare una cornice normativa a questo progetto di promozione del Montefeltro e di tutte le realtà che, in Italia, possono essere considerate appunto Regioni storiche. Non esiste infatti un’organizzazione associativa che metta a sistema questo immenso patrimonio, fondamento della nostra identità. Con il ddl si istituisce, a questo scopo, un gruppo di lavoro dedicato all’analisi e alla definizione delle basi per un coordinamento per la creazione di una rete delle regioni storiche italiane, coinvolgendo sul piano nazionale il Ministero dei Beni culturali e quello dell’Ambiente, oltre che i rappresentanti dei territori, comprese le associazioni.

“Il Montefeltro è una regione storica ed è una delle regioni più belle del nostro paese e non sono i confini che possono dividere una regione così bella –aggiunge il sindaco di Pesaro Matteo Ricci- per questo è importantissimo il progetto lanciato dalla Confesercenti e l’impegno della senatrice Fabbri per questa legge. Del resto, tra le Marche e la Romagna bisogna rafforzare sempre di più la collaborazione. Noi lo stiamo facendo, ad esempio, attraverso la Notte Rosa, lo vogliamo fare sempre di più attraverso i motori perché dalla Lamborghini fino alla Moto Benelli c’è una storia che lega l’Emilia Romagna e le Marche, in particolar modo Pesaro a Rimini. A mio parere dobbiamo continuare in questa direzione. Il Montefeltro è una dimostrazione. I paesaggi di Piero Della Francesca sono un altro grandissimo progetto, in più, non dimentichiamoci che tra qualche anno sarà l’anniversario di Raffaello al quale il Montefeltro ha dato i natali attraverso Urbino. Credo che noi dobbiamo lavorare anche per unire maggiormente il Montefeltro al 150° di Rossini e ci attrezzeremo per questo”.

 

CONFESERCENTI PESARO URBINO – UFFICIO STAMPA

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Un commento

  1. Mi congratulo con questa iniziativa della senatrice Fabbri ! Era ora che qualcuno si muovesse per dare concretezza e dignità istituzionale alla valorizzazione di una regione storica come il Montefeltro che nel tardo medioevo-rinascimento ha dato il maggior lustro a quei territori dell’attuale Marche attraverso la signoria poi urbinate che ha preso il suo nome (I Montefeltro). Ci si è messo del tempo per scoprire che l’identità, la cultura e la storia di questo territorio dovessero prevalere sugli aspetti amministrativi , politici , logistici, di appartenenza o meno alla Romagna o alle Marche: non l’hanno capito chi si è voluto trasferire in Emilia Romagna (bel guadagno hanno fatto !, non l’ha capito allora la Provincia di Pesaro nè tanto meno la Regione Marche (ma da Ancona ci si può aspettare sempre ben poco sulla valorizzazione dei territori periferici) che si sono mosse sempre in termini amministrativi, politici (ed in questo caso mi riferisco anche al compianto on. Massimo Vannucci che molto fece per i suoi territori) e sempre con disattenzione e molto ritardo (vedi il referendum per cambiare regione, quando i buoi erano già usciti dalla stalla), non l’ha capito mai Urbino che diventata sotto i Montefeltro la capitale del Montefeltro , se n’è poi sempre dimenticata del ruolo che aveva avuto su quei territori, rinchiusa nel suo localismo comunale ed universitario.
    Se tutti questi soggetti ed anche la stessa popolazione (eccetto la Comunità Montana e la Società di Studi Storici del Montefeltro lasciate però spesso solo a sopravvivere) avessero avuto conoscenza e coscienza dell’identità del Montefeltro, non ci sarebbe stato il referendum dei comuni dell’alta Val Marecchia, addirittura in tempi in cui proliferavano le Province avrebbe potuto avere un senso fare la Provincia del Montefeltro (prima di quella di Rimini !).
    Detto ciò, mi fa specie (ma conferma quanto detto più sopra) che la proposta venga da un politico/senatrice che non è del Montefeltro, come non ci fosse al momento alcun politico da esso proveniente. Tuttavia ben venga la legge, si dia forza e risorse alla Comunità Montana (vedo nella foto Salucci), alla Compagnia del Montefeltro, alla Società di Studi Storici.
    Se a qualcuno interessa, mi rendo disponibile, da cittadino proveniente dal Montefeltro, a contribuire a questo progetto.

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