Primo incontro nella Sala Rossa del Comune di Pesaro su Arte, suono, spiritualità nel cinema. Con foto

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E’ partito alla grande il ciclo di incontri dal titolo Arte, suono, spiritualità nel cinema a cura della professoressa Monica Marcolini e del giornalista Paolo Montanari, nella sala Rossa del Comune di Pesaro. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione culturale Pegasus e da Assonautica di Pesaro e Urbino con il patrocinio del comune di Pesaro, Assessorato alla Bellezza. Presente la professoressa Marta Fossa, in rappresentanza del corpo docente del Liceo Scientifico Marconi di Pesaro. Infatti, le quattro conferenze che costituiscono il ciclo, hanno principalmente la finalità di legare l’arte nelle sue molteplici forme all’aspetto educativo. Monica Marcolini, docente di Tecnologia Musicale Liceo Scientifico Marconi, ha svolto una approfondita relazione su “L’immagine legata alla musica. Musica elettroacustica”. La Marcolini, che è autrice di libri didattici sul suono e corpo ed è compositrice di brani dove la musica si coniuga all’immagine, ha esordito affermando che la vita è invasa dall’immagine e che di primo acchito può influire nel positivo e nel negativo. Pensiamo ai graffiti, alle icone e alle rappresentazioni della vita. Queste immagini non sono lasciate al caso, ma raccontate attraverso vari linguaggi. Un particolare rapporto nasce fra immagine e musica. Una delle opere più significative è Spectra, un’opera multimediale, dove il linguaggio si adatta alla musica elettroacustica; è il racconto di una storia di uno spettro, cioè di una figura astratta che avrà un suo evolversi nel tempo con oggetti sonori. L’ideatore della musica elettroacustica è stato Pierre Shaper, che ha coniugato la musica cantata con quella elettronica (elettro acustica). Quest’ultima nasce da istituzioni radiofoniche, per cui diversi compositori nei centri di Milano, Monaco e Parigi, riproducevano le loro composizioni. Perché nasce questa nuova musica? Perchè cambia la società, la visione del mondo che da classica si trasforma in cosmica. Nasce cioè un nuovo stile musicale con elementi elettrofini ed elettromeccanici, che danno origine a forme d’onda. Quindi suoni che sono oscillatori digitali elettroacustici. Da qui, una serie di composizioni dal 1896 al 1930, passando attraverso le Onde Maternot del 1928, composizione tecnica e violoncello, che produce suoni oscillatori ad alta frequenza e genera una ricerca timbrica diversa con una sua struttura formale con canoni specifici. In sostanza, si tratta di una evoluzione musicale che con: Stockhausen, Cagem Nono, Maderna, Berio,fino agli anni Sessanta, porta la musica ai vertici del digitale, dove subentra il concetto delle rappresentazioni, prima religiosa e poi della cultura dell’immagine che ha stravolto il pensiero umano.

 

Paolo Montanari
Foto Marta Fossa

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