La storica sala della società operaia di Mutuo Soccorso gremita di persone per rendere omaggio a Gioachino Rossini

 

 

Due conferenze per rendere omaggio a Gioachino Rossini nel 150 esimo anniversario del grande compositore pesarese, volute espressamente dalla Società Operaia Mutuo Soccorso di Pesaro, in quanto Rossini fu presidente onorario perpetuo della SOMS, fondata il 7 dicembre 1862. E il pubblico non si è fatto attendere per ascoltare il giornalista Paolo Montanari nella sua prima conferenza dal titolo Le lettere rossiniane: antropologia e psicologia di Rossini. Montanari ha selezionato alcune lettere del 1833, indirizzate alla prima moglie Isabella Colbran, al grande violinista Nicolò Paganini e al padre Giuseppe Rossini, detto il Vivazza, che in quell’anno ebbe un fitto epistolario con Gioachino. Dalle lettere viene fuori uno spirito affaristico, legato ai pettegolezzi salottieri, senza mai esprimersi su aspetti musicali e affettivi. Le lettere sono state interpretate dal presidente del Soms, dottor Emilio Melchiorri e dal vice presidente Mauro Ruggieri. L’arte di Rossini si può definire un’arte superiore perché ha osato essere contemporaneamente rivoluzionaria e reazionaria, perché ha aperto numerose porte e ha saputo anche chiuderle quasi tutte meticolosamente dietro di sè, perché provoca in noi l’estrema e deliziosa nostalgia di mondi che ci sono cari in quanto ormai perduti. Frederic Vitoux nel suo saggio Rossini analizza uno di questi elementi di novità in campo musicale, il suo silenzio. Rossini dopo tante opere composte non aveva più nulla da dire e perciò tacque. Nel corso della sua fortunata carriera aveva gradualmente trasformato l’antiquato modello di opera comica in genere tragico, che si equivalgono nel corpus rossiniano. Ma è dalla Petite messe Solennelle dopo la lunga parentesi dello Stabat Mater, che Rossini divenne per la prima volta se stesso, di fronte alla morte e a Dio. Toglie la maschera che aveva indossato per tutta la vita ed evidenzia fino alla fine i suoi due atteggiamenti di rivoluzionario e di conservatore. Lui dalla personalità debole,timido soprattutto nei confronti della madre, che ricerca come sicurezza nelle mogli, Isabella e Olympique.

 

Paolo Montanari

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