Leggere, leggere….riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

La storia, può essere invenzione o manipolazione. Passaggi orali e consuetudini che divengono poi dettami dottrinali?
Prova a rispondere a questo quesito Bart D.Ehrman, con il suo saggio PRIMA DEI VANGELI. Come i primi cristiani hanno ricordato, manipolato e inventato le storie su Gesù (Carocci editore). Bart D.Ehrman è lo pseudomino di James A.Gray Distinguished ed insegna Studi religiosi alla North Carolina University. E’ già conosciuto dai lettori italiani per i suoi saggi sempre da Carocci: Sotto falso nome, Il Nuovo Testamento e I Cristianesimi perduti. In questo saggio, che non vuole avere una impronta teologica, Ehrman parte da una premessa. Posto che i vangeli sono stati scritti alcuni decenni dopo la sua morte, in che modo Gesù è stato ricordato in questo lasso di tempo? In quale misura, nella tradizione orale, i suoi insegnamenti, gli episodi della sua vita e i racconti della sua passione sono stati modificati e inventati? Unendo una conoscenza impareggiabile delle fonti con il piacere della narrazione, e grazie anche all’ausilio di discipline quali l’antropologia, la sociologia e la psicologia. Ehrman affronta il ruolo cruciale giocato dalla memoria nel trasmettere, plasmare e in alcuni casi, inventare le storie sul Gesù storico, in questo libro destinato a cambiare una volta per tutte il modo in cui leggiamo i vangeli

 

Ancora di storia, questa volta non eventualmente manipolata ma sicuramente ideologizzata. Si tratta del poderoso volume RIVOLUZIONE RUSSA Un impero in crisi (1890-1928) di Stephen A. Smith (Carocci editore). La Rivoluzione del 1917 rappresentò un mutamento politico, economico, sociale e culturale, ma allo stesso tempo conservò anche forti elementi di continuità con la struttura profonda della storia russa. Smith presenta un avvincente racconto dell’evoluzione della Russia, dai primi segni di crisi del regime zarista, travolto dalla modernizzazione industriale della fine del XIX secolo, alla rivoluzione dall’alto scatenata da Stalin nel 1928

 

Paolo Montanari

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