Anagoor in Virgilio brucia, una performance fra il moderno e il classico. Con foto

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Nella rassegna Teatro Oltre giunta alla XIV edizione è stato presentato dalla compagnia Anagoor per la regia di Simone Derai e con la partecipazione straordinaria di Marco Cavalcoli, Virgilio brucia. Una performance che dalla modernità ritorna alla classicità, con tutti i temi umani universali: poesia e potere, la declamazione del secondo libro dell’Eneide e il potere augusteo che cerca di dominare l’uomo dalla nascita alla morte, rappresentati in un simbolismo tipico del cinema di Herzog, con la nascita di un pulcino e la mattanza di maiali, ma anche di bellezza e violenza, memoria e consenso. Una performance densa di simbologie, di riferimenti narrativi e multimediali. Una performance della memoria dei valori classici drammaticamente riattualizzati e di un consenso che solo il potere cerca disperatamente. Anche l’intervento del coro Jubilate di Candelara, nel terzo atto o sezione scenica della piece ha questo significato: il ritorno tramite una preghiera di influenza ebraica che è più un grido alla speranza o alla disperazione? Con Virgilio Brucia la compagnia Anagoor affronta questi temi in una prospettiva spiazzante, entrando nel laboratorio dell’intellettuale che ha cantato l’avvento della Roma imperiale. Sulla figura di Publio Virgilio Marone, infatti, grava il pregiudizio di essere stato il cantore di Ottaviano Augusto che spense ogni residua speranza di ristabilire una repubblica nell’Antica Roma. Un poeta al servizio dell’ideologia imperiale, in cui Anagoor però individua delle incrinature; punto d’attacco due libri proprio dell’Eneide, quelli che Virgilio lesse ad Augusto, e dove sono narrati la violenza della distruzione di Ilio e del regno troiano, il viaggio nell’oltretomba, censura definitiva con il passato relegato a memoria. Tutto il sapere, la dialettica temantica, dal potere, alla filosofia, dall’etica alla funzione della cultura che può diventare violenza, è coronata da momenti anche corali, secondo la tradizione greca ripresa nella romanità. Una identificazione di Virgilio con Enea, cadenzata sia da musiche corali eseguite dal vivo che da antichissime tradizioni europee ed extra europee, che racchiudono la magia di quegli aedi che per primi cantarono l’epopea di Troia e dei troiani, fino al minimalismo contemporaneo di John Tavener.

 

Paolo Montanari
Foto Marta Fossa

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