Leggere, leggere…..riflettere, rubrica editoriale a cura di Paolo Montanari

 

 

Monica Facchini è l’autrice di SPETTACOLO DELLA MORTE E TECNICHE DEL CORDOGLIO NEL CINEMA DEGLI ANNI SESSANTA. Con un saggio su La grande Bellezza di Paolo Sorrentino (Bulzoni editore)
Nel 1949 Bazin affermava senza esitazione che rappresentare la morte sullo schermo costituiva un’oscenità metafisica, una profanazione del “solo nostro bene temporalmente inalienabile”. Tuttavia tale rappresentazione “del momento unico per eccellenza” della vita umana si fa oscenità indispensabile in certo cinema italiano, per diventare il veicolo di un messaggio di denuncia verso una società in cui insieme alla sacralità della morte è stata strappata via anche la sacralità della vita. Attraverso l’analisi del cinema di Pasolini, Rosi, Pontecorvo e Sorrentino, il saggio di Monica Facchini, intende mostrare come lo spettacolo della morte diventi di volta in volta lo strumento privilegiato attraverso cui spectare le realtà sociali e umane ai margini della società del progresso, indagare le relazioni di potere tra i gruppi sociali e rimuovere le maschere di finte certezze e ostentata felicità in una società fatta di luci e frastuono.

 

 

QUEEN’S ENGLISH? GLI ACCENTI DELL’INGHILTERRA è il titolo del libro di Irene Ranzato (Bulzoni editore). Si tratta di una ricerca sociolinguistica condotta negli ultimi anni che ha identificato due tendenze principali nella percezione dell’inglese britannico: un aumento delle reazioni positive nei confronti di alcuni accenti regionali e un aumento di quelle negative nella valutazione dell’inglese della regina, la pronuncia un tempo considerata la più prestigiosa. I contatti telefonici sono ormai non più sovraregionali, ma con altri accenti inglesi diversi fra loro. Come in altre, la polarità nord sud è profondamente radicata in Inghilterra e il peso di Londra, capitale cosmpolita, contribuisce ad allargare il divario tra ciò che è vicino e lontano dalla metropoli. Le caratteristiche che distinguono le macro aree linguistiche dell’Inghilterra sono l’oggetto di questo libro, che cercherà anche di rendere conto di come non esista una vera obiettività nella percezione e nell’uso delle varietà non standard dell’inglese.

 

Paolo Montanari

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