Prima conferenza del ciclo promosso dal Comune di Pesaro, Assessorato al Dialogo e dall’Ordine dei Farmacisti di Pesaro e Urbino, su “La droga nella cinematografia”. Con foto

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Sala del Consiglio Comunale di Pesaro gremita di persone per la prima conferenza del ciclo promosso dal Comune di Pesaro, Assessorato al Dialogo e dall’Ordine dei Farmacisti di Pesaro e Urbino, su “La droga nella cinematografia”.
Un dato che il relatore della serata, il dottor Romeo Salvi presidente dell’Ordine dei Farmacisti, ha voluto far risaltare, la mancanza di docenti e alunni, tranne una ragazza di 27 anni, e i rappresentanti delle strutture sociali della città, che erano state invitate.
“Forse ancora oggi il tema della droga fa paura? E’ un tabù? E’ quanto si è chiesto il presidente Salvi, di fronte ad una platea molto qualificata con addetti ai lavori, l’assessore Luca Bartolucci, che ha voluto fortemente questo incontro, l’ex sovrintendente del Rof Gianfranco Mariotti, legato anche per la sua attività professionale di medico, a queste problematiche sociali, il dottor William Raffaelli di Rimini, specialista in terapia del dolore, rappresentanti di Lega ambiente, il dottor Massimo Mazini psichiatra, lo psicoterapeuta Lorenzo Flori e tanti operatori sanitari che ogni giorno devono combattere contro una malattia degenerativa quale è l’uso degli stupefacenti. Il curatore del ciclo di incontri, il giornalista Paolo Montanari ha introdotto il relatore Romeo Salvi e il dottor Antonio Astuti, vice presidente dell’Ordine dei farmacisti, che ha presentato il programma dei tre incontri. Per l’assessore Luca Bartolucci, vi è una percezione che in questa realtà provinciale, quieta e ancora di di discreto benessere, tutto sia tranquillo. In realtà, ha lanciato un appello Bartolucci, in questi ultimi mesi la droga si sta molto più diffondendo a Pesaro. A questa affermazione sono stati aggiunti due dati allarmanti dal dottor Astuti: Nel 2014 vi è stato il sequestro di cannabis di oltre il 60%  e a Pesaro nel 2014 sono stati sequestrati 15 chili di majurana. Sono lontani i tempi in cui il profetico sacerdote don Gianfranco Gaudiano, nelle sue omelie delle 12,00 nel Duomo di Pesaro, lanciava denunce al perbenismo salottiero borghese della città ed evidenziava i mali, ancora nascosti, di malati, di ultimi, di tossicodipendenti, di appartamenti fantasma, ma la situazione con i suoi mutamenti politici, sociali ed economici, evidenzia ancora un termometro al ribasso, ha sottolineato il dottor Salvi.
Pesaro è la città degli ordini dei farmacisti per lo sviluppo della formazione degli stessi farmacisti, medici, fisioterapisti. Se nel 2000 si è iniziato a parlare di terapia del dolore, questo ciclo di incontri è un coronamento rivolto all’esterno, alla città. Abbiamo cercato di abbattere i comportamenti stagni, che purtroppo ancora sono molto radicati, da gelosie e personalismi. Ma partiamo da lontano, dal 1969, un anno particolare in cui avvenne la strage di Piazza Fontana e quel fenomeno che è stato il festival di Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica. Woodstock fu per noi un momento straordinario. Pensate che siamo in pieno clima sessantottino, e 500.000 giovani si riuniscono in questa spianata per ascoltare, senza mangiare, figli della beat generation, i più grandi gruppi rock del momento. Da qui la maledizione di Woodstock, dopo un anno muoiono per droga Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Hendrix, Janis Jopln e John Belushi, i simboli di una liberazione interrotta dalla droga. E nel titolo della conferenza di Salvi si comprende quale anello di congiunzione vi è fra il passato e il presente: La droga di strada – conoscere le sostanze per evitarle e Uso terapeutico. Uno sguardo al passato, al quel mitico documentario Woodstock del 1970 diretto da Michael Wadleigh che ebbe nel cast d montaggio, un certo Martin Scorsese, divenuto uno dei protagonisti del cinema indipendente americano, fatto rivivere dalle parole del critico cinematografico Paolo Montanari. Un film difficile, che però vinse in seguito l’Oscar come miglior documentario. Le immagini scorrono nella sala del consiglio comunale: Joe Cocker, Johan Bez, il popolo di Woodstock e lui, Jimi Hendrix, con la sua magica chitarra, che intona l’inno americano con suoni in contro tendenza, per ricordare che gli States stavano combattendo in Vietnam. E poi la relazione professionale di uno dei massimi esperti e divulgatori italiani, su queste problematiche, appunto il dottor Salvi.
Dal 1973 al 2014 vi sono stati 24.158 decessi in Italia da abuso di stupefacenti, di cui il 90% uomini e il 10% donne. E quindi il primo comandamento deontologico, rivolto soprattutto ai giovani: l’uso di sostanze stupefacenti al di fuori di quello terapeutico è pericoloso e a volte senza ritorno. NON ESISTONO DROGHE LEGGERE O PESANTI “ESISTE LA DROGA”. La droga ha la capacità di alterare le attività del cervello e di modificare gli stati psicologici e il comportamento. Il consumo di droghe, psicofarmaci e altre sostanze da abuso, come alcool e nicotina, rappresenta uno dei problemi più importanti nei confronti del sociale e della salute pubblica. Qundi, Salvi ha illustrato le droghe pesanti e quelle leggere e il rapporto fra sostanze e dipendenze. Ci soffermeremo in particolare sull’ecstasy, l’anfetamina più consumata al mondo sotto forma di pasticca, la droga da sballo dei giovani in discoteca e delle morti del sabato sera. I giovani sono insicuri, e questa droga assunta per via orale o per via iniettiva, da loro sicurezza. Ma l’abitutidine all’ecstasy porta al dimagrimento, a disturbi cardiaci, a confusione mentale, ad aggressività, a delirio schizofrenico, a guida veloce e a colpi di sonno. Le dipendenze psico-fisica raggiungono  l’85%. L’altra droga è la cannabis, una pianta molto conosciuta che contiene al suo interno moltissime sostanze, in particolare i cannabinoidi, ad oggi ne sono stati isolati oltre 100, unitamente ad altri composti. Vi è una varietà di cannabis terapeutica prescrivibile in Italia, che proviene quasi per intero dall’Olanda.
Con la canzone Imagine di John Lenon ci congediamo dalla prima conferenza del ciclo La droga nella cinematografia
Paolo Montanari 

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