Madame Butterlfly di Puccini, che la regista Julia Samsonova, cantante lirica a livello internazionale, sta portando in alcuni importanti teatri delle Marche. Con foto

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Sarà una Madama Butterlfly di Puccini quella che la regista Julija Samsonova-Khayet, cantante lirica a livello internazionale, sta portando in alcuni importanti teatri delle Marche, il Gentile di Fabriano, il Raffaello Sanzio di Urbino e, domenica 21 gennaio, alle 16,30, al teatro La Regina di Cattolica.

 

“Sono un po’ di anni che allestiamo i spettacoli lirici in alcuni Teatri delle Marche ed Emilia Romagna con notevole successo. Quest’anno però abbiamo scelto una formula nuova per noi ma non per il mondo dello spettacolo, abbiamo voluto fare le audizioni conoscitive per attingere da lì i cantanti più meritevoli. Devo ammettere che il livello è stato molto alto e sono venuti da noi i ragazzi da tutto il mondo! Non volevo che fossero le audizioni del “Grazie, arrivederci, Le faremo sapere”, abbiamo cercato di dedicare un po’ di tempo a tutti, chiedendo di raccontare di sé, di fare sentire qualche passaggio del ruolo  in particolare, tutto questo per avere un idea più ampia della persona cantante artista che trovi davanti. Vede, oggi giorno la voce non è tutto, non è più il tempo del “Divo”, oggi giorno il lavoro è quello di una squadra. Un cantante deve essere capace di entrare in sintonia con altri colleghi velocemente, ed il successo di un spettacolo non è dato da una singola persona ma dal lavoro di tutta la squadra”.

-Maestro Samsonova, perché la scelta di Butterfly?

“Quest’anno la scelta è ricaduta sulla Butterfly perché è una delle opere più rappresentate al mondo, e noi dobbiamo creare il nostro pubblico che, piano piano, comincia seguire la nostra attività. Nelle edizioni precedenti abbiamo fatto tanto sulla divulgazione dell’opera lirica andando nelle scuole, e raccontando ai ragazzi, anche piccini, cos’è quest’arte meravigliosa. Il titolo che faremo in aprile sarà la “Carmen” di G.Bizet che dirigerà il M° S.Bartolucci, e anche qui stiamo facendo un grandissimo lavoro, perché per il coro di voci bianche previsto da compositore selezioniamo i ragazzi dalle scuole che saliranno per la prima volta sul palco e canteranno come veri protagonisti. Le scelte ricadono sui titoli che possono creare interesse, perché noi senza il pubblico non esistiamo. Puntiamo sulla valorizzazione delle realtà locali, nella Traviata della precedente stagione abbiamo intrapreso una bellissima e proficua collaborazione con una delle più forti scuole di ballo locali, l’Accademia Bartolacci di Riccione. Vedere poi questi ragazzi vincere i premi prestigiosi nei concorsi internazionali, ballando un passo a due creato per la Traviata non ha prezzo! Io credo profondamente che arte, musica, opera, balletto servono veramente, cosa rimarrà di noi? Nel anno 3001 che tracce di noi rimarranno? La bellezza dell’arte è ciò che avvicina uomo a Dio, creare. La vita non consiste nel trovare te stesso. La vita consiste nel creare te stesso. Il teatro lo insegna con uno spettacolo di 2 ore circa , ma se è stato fatto bene, pone le domande al pubblico, stimola la fantasia e la voglia di essere meglio di ciò che si è per ora”.

-Come ha concepito per la regia e la scenografia quest’opera?

“La regia è molto classica, essendo io una cantante faccio le scelte semplici ma funzionali, anche perché non abbiamo un finanziamento che ci possa permettere l’utilizzo delle macchine costose che sono a disposizione dei grandi Teatri d’opera. Ciò non toglie però che il lavoro che svolgo lo faccia minuziosamente, curando tutti i dettagli, curando tantissimo l’effetto visivo. Mi piacciono le linee pulite, colori ed elegante semplicità. Tutto deve mettere in risalto la musica e le voci e non disturbare la comprensione”.

-I costumi sono molto belli. Dunque oltre ad un bel  cast vocale avete realizzato una grande produzione lirica…

“Devo ringraziare con tutto il cuore la Sartoria “Bianchi” di Milano che mi ha dato una grandissima mano nel reperire tutti i costumi. Abbiamo voluto ampliare le nostre collaborazioni artistiche, chiamando con noi il Coro Filarmonico di Pesaro diretto da preparatissimo Maestro R. Renili, è un coro piuttosto grande con delle belle voci, mi sembrava ingiusto dimezzarlo solo per una questione pratica di costumi. Allora con varie ricerche abbiamo optato per questa soluzione e abbiamo portato i costumi da Milano. Come pure è di Milano il parrucchiere Enzo Altomare, che ci aiuta in questo allestimento. Le scene sono realizzate da Marco Melchiorri, un giovanissimo ragazzo di talento. Ho tanta fortuna nel reperire le persone giuste, ho fiuto, e sbaglio raramente, si tratta di saper riconoscere nel chi ti sta di fronte “il saper creare” ! Vorrei ringraziare una new entry di quest’anno, la mia assistente Marta Tacconi, grande professionalità unita alla freschezza e positività. Come pure la mia cara amica Elena Scappini, attrezzista, che riesce trovare gli oggetti più improbabili in ogni dove. Per esempio : avremo nel primo atto un Wakizashi (arma giapponese) vero, reperito a Torino, che chiaramente non verrà utilizzato, non abbiate paura…oppure un Budda enorme che il Sig. Tonti gentilmente ci ha portato da Napoli. Per la sola recita di Cattolica, il 21 gennaio, avremo un lavoro esclusivo di Sand Art di Mauro Masi, un disegno sulla sabbia proiettato sul fondale. Mi piaceva l’idea della fragilità di questo materiale. Butterfly disegna il proprio destino sulla sabbia, come una vera bambina che gioca con la fantasia, ma il mare di Nagasaki ne toglie ogni traccia. Vedete è un lavoro 360 gradi, e di grande coalizione, la Creatività è contagiosa!”.

-E’ ancora attuale quest’opera pucciniana?

“Sì. Tutte le opere come le fiabe sono e saranno attuali per sempre. Raccontano le storie della ricerca dell’ “Io”, si prende un personaggio e gli si aggiungono i suoi compagni di viaggio, buoni e cattivi, e lo portano in determinate direzioni per fargli scoprire chi è veramente. Butterfly, bambina di 15 anni, ne più ne meno, ha un sogno, un sogno “americano”, un desiderio di evadere dal mondo che la circonda. Lei è come se vivesse in un’altra dimensione continuamente. Nonostante che abbia avuto il bambino da Pinkerton, è ancora bambina lei, è ancora alla ricerca della via da intraprendere . Nel momento in cui realizza che evadere dalla realtà non è possibile per lei, sceglie di togliersi la vita, regalando al proprio figlio la possibilità di fuggire laddove avrebbe voluto fuggire lei. “Con onor muore chi non può serbar vita con onore” . Vede, apparentemente una storia di una geisha e basta, ma quanto si cela sotto? Ciascuno di noi poi sceglie cosa imparare da quest’opera. Ci sarebbero ancora tantissimi temi forti all’interno ma personalmente non amo politicizzare le cose e cerco di captare lo strato “spirituale” delle cose”.

-Come vede il cast dei cantanti che interpretano Butterfly?

“Il cast è meraviglioso come non mai! Abbiamo con noi una artista di grande esperienza nel ruolo Olga Georgieva, soprano. Nelle audizioni mi ha colpito tanto per il saper porgere la propria visione del personaggio. Tanto vero che le chiesi come mai era venuta da noi a farsi ascoltare e lei mi rispose “vede, il teatro dove lavoravo come stabile ha chiuso e io cerco il lavoro! Purtroppo di cantanti cosi siamo tantissimi, c’è tanta gente in gamba la fuori, che ha tutte le carte in regola per calcare il palco, ma per diversi motivi che non hanno nulla a che fare con la “creatività” rimangono a casa. Sono i delitti dei nostri tempi!!! Un’altra bellissima scoperta, sia vocale sia caratteriale, è il tenore Denys Pivnitskyi, appena sentita la voce, l’ho voluto conoscere e dopo mezzora mi sono detta “questo ragazzo ancora per poco rimarrà nella provincia è destinato ai grandi palchi. E quindi per me è un onore battezzarlo!”. Tra l’altro sta cantando ora Iris di Mascagni a Livorno, quindi è in qualche modo la sua escursione nelle tematiche orientali dei compositori veristi. Un altro tenore (avremo due tenori!!!), che verrà con noi è Samuele Simoncini, pure lui impegnato nella Iris a Pisa, una voce matura, piena e brunita, che vale la pena conoscere. Li ringrazio profondamente per aver accettato di lavorare con me!.

Un giovane mezzosoprano Asami Fuji sarà la fedele serva di Cio Cio San Suzuky al suo debutto!

La voce splendida del baritono Daniele Girometti donerà alla figura di Sharpless quell’influsso quasi paterno. Un personaggio come pure quello di Suzuky che non ha un’aria ( Puccini è stato generoso con i soprano e i tenori, lo sappiamo) ma sono dei personaggi “buoni”, un po’ come se fossero degl’angeli custodi. Dal loro modo di porgere il personaggio dipende il successo dei ruoli principali.

Una collaborazione ormai collaudata è quella di Patrizio Saudelli che disegnerà un Goro perfetto, che tutti vedono come un personaggio viscido ma a me piace pensarlo, come la “tentazione”, lui è come quel serpente nel giardino di Eden, ti fa vedere la “mela”,  sta poi a te scegliere se coglierla o no, non induce nessuno a fare qualcosa che non abbia voglia di fare, mostra la possibilità.

Zio Bonzo verrà eseguito da bravissimo basso, Gabriele Bolletta, un ruolo breve, ma molto scoperto per la voce grave. In brevissimo tempo senza la possibilità di “scaldarsi” in palco viene buttato fuori con la “maledizione” . Un canto molto esposto e che verrà fatto benissimo da questo giovane basso italiano.

Le vesti del bimbo di nome “Dolore” sarà ricoperto da una stupenda bambina di nome Ambra Girometti, che durante le prove non riusciva a trattenere le lacrime nel duetto dei fiori e nemmeno nell’aria finale della Butterfly. Le auguriamo un splendido futuro!!!

Che dire … aggiungerei alla fine che pure la scelta del direttore è stata strafelice. Daniele Rossi giovane ragazzo da poco diplomato al Conservatorio Rossini di Pesaro, ma di grande talento, gesto impeccabile e la tecnica pure. La concertazione è precisa, serrata, non strascinata, come spesso si rischia nelle opere del Lucchese , dove la melodia ha il ruolo predominante ma va esposta in modo che non diventi smielata. Ecco, Daniele ne esce a testa alta . Credo che la partitura è tra le più difficili mai scritte da Puccini, mette a dura prova sia il direttore, sia l’orchestra e chiaramente il soprano. Ma la squadra scelta è vincente e vi garantisco che sarà un grande successo.

Last but not least: un ringraziamento alle persone che non ci hanno chiuso la porta in faccia dicendo “non ci interessa, non abbiamo i soldi”, ecco, loro hanno voluto contribuire, e noi ne siamo profondamente grati!!!

Birra Viola, Prometeo, Carifano, Hotel Queen Mary, Michelotti, Santini, Bartolucci, Cinecittà Make Up.

Spero di aver ringraziato tutti, ricordato tutti. Vi aspettiamo numerosi, perché senza il pubblico non siamo niente, siamo vivi solo se ci donate la possibilità di regalarvi le emozioni!!!”.

 

Intervista di Paolo Montanari

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