Il concerto di Lampedusa rivive al teatro Rossini fra emozioni, ricordi e polemiche

 

Quando la musica si coniuga alla solidarietà ha sempre un duplice effetto: l’amonia, l’amicizia e l’amore per i musicisti. Sono questi sentimenti che il maestro Paolo Marozocchi, musicista a tutto tondo, pianista, compositore e ideatore della Wunderkammer Orchestra, ha voluto segnalare al numeroso pubblico presente al teatro Rossini, per un appuntamento originale nella stagione concertistica dell’Ente Concerti: si è presentata la Wunderkammer Orchestra diretta dal maestro Carlo Tenan e con Paolo Marzocchi al pianoforte. Un programma da brividi, visto la limitatezza degli strumentisti: due violini, due viole, un violoncello e un contrabasso, per fermarci alla sezione archi, per interpretare il maestoso concerto n.3 in do minore per pianoforte e orchestra op.37. Ma Marzocchi ha voluto subito chiarire la mission della sua orchestra e delle sue trascrizioni cameristiche anche per opere dove sono previsti grandi organici come nel concerto beethoveniano: con particolari cadenze armoniche “vogliamo si il rispetto della musica originale ma anche inserire delle variazioni che non rivoluzionino la partitura originale”. E così è stato per il citato concerto n.3, che ha mantenuta integra la organicità dei tre movimenti e solo nel primo vi è stata una trasgressione “moderna”, quasi una aerazione musicale che, però, non ha fatto venire il mal di pancia neanche ai cosiddetti puristi. La stessa operazione, anche se facilitata, si è avuta con l’esecuzione dei 18 Deutsche Tanze op.33 di Schubert. Qui la musica cameristica, salottiera, le famose schubertiadi, hanno trovato un felice connubio fra archi e ottoni e lo stesso Paolo Marzocchi impegnato in delicati suoni al vibrafono. E all’inizio un doveroso omaggio a Rossini con la Sinfonia de Il Barbiere di Siviglia. Poi i bis, una composizione di Marzocchi, una trascrizione musicale tratta da Fuocomare di Rosi e il messaggio di solidarietà, del compositore pesarese.L’anno scorso nel mese di aprile inauguravamo, con l’unico pianoforte presente a Lampedusa, un concerto all’aperto. Da quel periodo la situazione, anche a causa della politica, è peggiorata. Per cui il pianoforte è stato venduto e la piccola scuola di musica sull’isola rischia di chiudere. Da qui un appello con gesti di solidarietà da parte dei pesaresi

 

Paolo Montanari

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