Intervista al famoso basso buffo Roberto Ripesi impegnato in questi giorni nella Petite Messe Solennelle a Pesaro e La Serva Padrona al teatro Alfieri di Montemarciano

 

Roberto Ripesi è una macchina sempre accesa. Un cantante con più di cento opere in repertorio e considerato il numero uno dei bassi buffi della lirica italiana.

-Maestro Ripesi, so che avrà un tour de force, il 6-7 e 8 gennaio , che lo vedrà protagonista nella Petite Messe Solennelle a Pesaro e il giorno dopo a Montemarciano con La Serva Padrona di Pergolesi. Il comico e il serio di nuovo un connubio artistico per lei inossidabile…..

“E’ proprio vero, io nasco come basso buffo e il mio repertorio è in gran parte dedicato al Rossini comico, Donizetti, Paisiello, Cimarosa e il Pergolesi degli intermezzi, ma accetto ben volentieri anche i ruoli seri e le messe, come è quel piccolo gioeillo della Petite Messe Solennelle composta da Rossini nel 1863, cinque anni prima di morire, ed ultimo peccato di vecchiaia. Ho già eseguito la Petite, ma ogni volta scopro qualcosa di nuovo in questa piccola messa, che canterò come solista il 6 gennaio alle ore 17,00 nella chiesa di Sant’Agostino con il coro filarmonico san Carlo. E’ un capolavoro nuovo, quasi azzardato per anni in cui imperava il romanticismo con la sua melodia”.

-Maestro Ripesi quali sono le novità della Petite, rispetto ad esempio allo Stabat Mater scritto da Rossini nel 1841 e ripreso dieci anni dopo?

“La Petite anticipa i tempi della musica moderna dando nuovi indirizzi estetici e forme avveniristiche che si svilupperanno ben oltre la metà dell’Ottocento per giungere agli inizi del Novecento. Dobbiamo al Rof e in particolare al musicologo Phillipe Gossett, se è stata riscoperta la Petite. Originariamente questa composizione fu scritta per dodici cantanti, di cui 4 solisti, due pianoforti e un armonium. La struttura sarà rispettata nel concerto pesarese, con la sola eccezione che i 12 cantanti saranno sostituiti da un organico più grande, costituito dal coro S.Carlo”.

-Per Rossini la Petite è un testamento spirituale. E’ un avvicinamento a Dio?

“E’ difficile entrare nell’animo di Rossini; ma certamente la sua personalità complessa nel suo ultimo periodo di vita è entrata nella fase del silenzio. Rossini scriveva nel manoscritto in calce all’Agnus Dei, della Petite, ad opera terminata: “Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola messa. E’ musica benedetta (sacra) quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso”.
Io mi ritrovo in questa lettera, perchè sono un cantante rossiniano che predilige il comico; ma di fronte a pagine di una bellezza inaudita come sono contenute nella Petite, non posso altro che dire che di Rossini amo tutto e rispetto questo genio in assoluto della musica di tutti i tempi”.

-Maestro Ripesi, la Petite che si compone di 14 pezzi ricchi di inventiva armonica e melodica, ha altre peculiarità musicali?

“Si si inserisce fra le composizioni di spiccata originalità, fornite da un’alternanza tra musica da chiesa e musica profana. Sono movimenti coordinati fra loro con una intensa melodia che presagisce una visione di pace,intonata nel finale dal contralto”.

-Il 7 e 8 gennaio alle ore 18, sarà uno dei due protagonisti de La Serva Padrona di Pergolesi. Ci può parlare di questa opera popolare del giovane genio musicale marchigiano?

“Sì, sarò Uberto nella Serva padrona di Pergolesi al teatro Alfieri di Montemarciano. In realtà si tratta di un intermezzo musicale, come ne scrisse molti Pergolesi, che però a differenza di tanti ha acquistato un valore immenso, perché senza la Serva Padrona non sarebbe nata l’opera comica. In realtà vi è un altro intermezzo musicale Livietta e tracollo delizioso, che è un capolavoro musicale che supera i confini dell’intrattenimento fra i due atti dell’opera seria. La Serva padrona è divenuta il simbolo di questo sotto genere musicale, con momenti a lieto fine. In Francia ebbe 400 recite e si iniziarono le famose querelle buffones”.

-Ma sappiamo che i programmi di Ripesi arriveranno addirittura fino all’autunno 2018

“E’ vero a fine luglio, primi di agosto, produrremo a Ostra Tosca di Puccini e il Don Pasquale di Donizetti che porteremo in varie realtà teatrali marchigiane. Inoltre riprenderemo una nostra produzione di Cavalleria Rusticana e Pagliacci”.

 

Paolo Montanari

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