Pesaro e Urbino, torna a crescere l’occupazione

Positivi i saldi tra assunzioni e cessazioni nei primi tre trimestri del 2017. Pesaro (+9%), Urbino (+3,1%). Fano maglia nera con (-2,7%)

PESARO – Non sono solo i dati relativi ai fatturati delle imprese e alle esportazioni nei primi tre trimestri del 2017 a infondere coraggio. Anche quelli relativi al mercato del lavoro in provincia di Pesaro e Urbino, presentati dalla CNA, lasciano spazio a considerazioni orientate a un cauto ottimismo. E’ il caso di parlarne con prudenza ma sembra proprio (almeno stando ai primi 270 giorni del 2017), che il mercato del lavoro mostri segnali (e numeri), che dimostrano come sia stata imboccata la strada per recuperare il divario accumulato rispetto al complesso della regione per tassi di occupazione e di disoccupazione.

Secondo l’Osservatorio sul mercato del Lavoro della Regione Marche, la differenza tra assunzioni e cessazioni (al netto delle trasformazioni), risulta per le Marche in calo rispetto al valore del corrispondente trimestre 2016. Ma questa dinamica riguarda solo Ancona e Ascoli Piceno, mentre il saldo tra assunzioni e cessazioni (positivo) cresce nelle altre tre province, e in particolare in quella di Pesaro e Urbino (+4,7%). Il dato dei saldi è positivo per Pesaro (+9,1%), per Urbino (+3,1%). Maglia nera, con il Centro per l’impiego che registra un saldo negativo delle posizioni di lavoro dipendente, è Fano (-2,7%).

A premessa dei dati di flusso in ingresso e uscita dall’occupazione, è bene ricordare la posizione relativa della provincia in termini di indicatori del mercato del lavoro con i dati aggiornati allo scorso anno (non sono ancora disponibili quelli definitivi per il 2017). Ebbene la provincia di PU si discosta nettamente dal complesso della regione per la partecipazione al mercato del lavoro. Il vantaggio della provincia è notevole e di recente riprende a crescere. Questa maggiore e crescente partecipazione al mercato del lavoro interagisce con la posizione della provincia nel profilo dei tassi di occupazione e disoccupazione. I tassi di occupazione diminuiscono quasi sistematicamente fino al 2015 per la provincia mentre calano di poco per la regione; dal 2014 in poi il tasso di occupazione di PU è inferiore a quello della regione e solo con il 2016 il gap sembra tornare a colmarsi. I tassi di disoccupazione della provincia e della regione procedono quasi di pari passo fino al 2014 allorché la disoccupazione della provincia supera quella della regione fino quasi a oltrepassarla di due punti %.

“Ovviamente – commenta il segretario della CNA di Pesaro e Urbino, Moreno Bordoni – mancano i dati relativi all’ultimo trimestre, tendenzialmente orientati verso una “depressione” delle posizioni lavorative, dopo trimestri in cui la stagionalità dei lavori tende ad alzare le percentuali verso il segno positivo. Tuttavia, se confrontati con gli stessi periodi degli anni precedenti, non si po’ fare a meno di registrare una inversione di tendenza. Troppo poco ancora per dire che siamo usciti dalle secche, ma si tratta di numeri incoraggianti che indicano come le imprese, pur a fatica, stanno ricominciando a marciare”.

“In un contesto generalmente positivo – conclude il segretario della CNA – c’è comunque da analizzare con attenzione il dato relativo a Fano. Un territorio ricco di piccole imprese che tuttavia più degli altri fa fatica a risalire la china e a riprendere l’attività in maniera convincente”.

Nel più numero più recente disponibile de “I quaderni dell’Osservatorio” della Regione Marche (il n. 41 del 2017), si legge che per l’intera regione “il saldo delle posizioni di lavoro dipendente, ovvero la differenza tra assunzioni e cessazioni, al netto delle trasformazioni”[1] “risulta in calo del 2,8% rispetto al valore del corrispondente trimestre 2016.” Tale dinamica negativa riguarda solo Ancona (-21,4%) e Ascoli Piceno (-13,7%), mentre il saldo tra assunzioni e cessazioni (positivo) cresce nelle altre tre province, e in particolare del +4,7% in quella di Pesaro e Urbino. Mentre il centro per l’Impiego di Fano registra una diminuzione dei saldi delle posizioni di lavoro dipendente (-2,7%) quello di Pesaro registra un +9,1% e quello di Urbino +3,1%.

 

la dimensione territoriale del saldo del lavoro dipendente – II trimestre 2017

CNA di Pesaro e Urbino

Ufficio stampa

CLAUDIO SALVI

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