Visti per voi, rubrica di cinema a cura di Paolo Montanari

Non poteva mancare nella programmazione cinematografica di fine anno un nuovo film di Paolo Virzì , uno dei più validi e prolifici registi italiani. Il titolo è “Ella e John”, un progetto americano con due mostri sacri come Helen Mirren e Donald Sutherland. Il film nasce dalla mente di Virzì quattro anni fa mentre girava il bel lungometraggio Il capitale umano. Man mano che insieme a Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, iniziò a scrivere la sceneggiatura del nuovo film, con una notevole flessibilità al romanzo di Zadoorin IN VIAGGIO CONTROMANO, nacque la genesi di questa storia d’amore di due anziani coniugi in fuga su un camper. Virzì per la prima volta si accosta al mondo americano, attraversato nel romanzo dalla mitica Route 66, che nel film diventa la Route 1, una strada meno caoitica e più romantica. Un film diverso dai precedenti per Virzì, che utilizza la semplicità anche nel numero degli interpreti e l’essenzialità nella fotografia di Luca Bigazzi. L’incontro con Donald Sutherland è stato di sintonia immediata, con l’attore già pronto a recitare lunghi brani della sceneggiatura. Mentre Helen Mirren ha voluto imparare l’accento del Sud Entrambi non avevano avuto dubbi nell’accettare la parte, che è insuperabile da un punto di vista emotivo e interpretativo. Un film che ha avuto successo a Venezia e che sta avendo successo anche nelle sale cinematografiche americane. Ci chiediamo se potrebbe nascere una svolta americana per Virzì. Ma il dubbio viene subito escluso perchè Paolo Virzì sta girando un film tutto italiano NOTTI MAGICHE, ambientato nell’Italia degli anni’90.

Un altro film molto atteso, un thriller di sentimenti, è l’ultima opera di Ferzan Ozpetek dal titolo NAPOLI VELATA. Per Ozpetek le grandi città cosmopolite, diventano location indimenticabili. Dopo Instanbul ecco Napoli, queste due città hanno più di qualcosa in comune, ammette Ozpetek “sono due affascinanti città sul mare che trasudano misteri e storie segrete”. Come è nato Napoli velata? E’ nata dalla messinscena di Traviata di Giuseppe Verdi. Una città non più violenta come Gomorra o misteriosa come nei romanzi di De Giovanni. Ozpetek non ha sfruttato i quartieri popolari dello spaccio, della clandestinità e a preferito il lungomare Caracciolo, per raccontare la tradizione culturale di una delle capitali europee. Fra gli sceneggiatori, Gianni Romoli, partenopeo, che ha voluto far rivivere Napoli, che ancora oggi è luogo o meglio luoghi di sorprese. E’ un set cinematografico Napoli, dove ancora si incontrano locations utilizzate per L’oro di Napoli di De Sica e Viaggio in Italia di Rossellini. Ma perchè Napoli velata? Non per il suo capolavoro religioso scultoreo, quanto invece per uno spettacolo che si svolge in rione Sanità, La figliata, interpretato solo da uomini anche nei ruoli femminili, e che si svolge dietro una tenda, per far comprendere che a Napoli non si vive solo di sguardi ma anche con tutti i sensi. Il film è interpretato magistralmente da Giovanna Mezzogiorno, in un film pieno di accadimenti e di sorprese.
Al centro del racconto vi è Adriana, la cui vita viene stravolta da una passione inaspettata, che la trascina in un turbine tempestoso di eventi. Il film diventa anche il racconto di un viaggio dentro se stessi, sconfiggendo i demoni che si annidano nell’oscurità dell’anima.

 

Un grande film L’INSULTO di Ziad Douein, non va assolutamente perso per coloro che hanno palati fini. E’ un apologo sui conflitti insanabili che insanguinano il Medio Oriente che riemergono dalle parole e situazioni insignificanti a dimostrazione che traumi e ferite rimangono insanabili e basta un niente per farle riaprire. Ex cameraman di Pulp fiction di Tarantino e poi Le iene, il regista Doueri, conduce per mano lo spettatore attraverso un percorso di presa di coscienza con tanti colpi di scena e l’intento morale di farci comprendere le ragioni di tutti, al di là degli stereotipi e delle opinioni precostituite, con lo stratagemma che i due avvocati che si confrontano sono legati da un vincolo speciale.

Paolo Montanari

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